Torna “Chicchi di memoria”, i Caffè Alzheimer. Incontri aperti a tutti sul decadimento cognitivo: "Nuove sfide per l’allungarsi della vita e l'età media più alta"
Torna “Chicchi di memoria”, il Caffè Alzheimer organizzato da Ser.S.A. per i familiari e le persone che si prendono cura di chi è affetto da demenza. 6 incontri per affrontare diversi temi, dal riconoscere i campanelli d’allarme ai sentimenti di una persona con demenza

BELLUNO. Torna “Chicchi di memoria”, il Caffè Alzheimer organizzato da Ser.S.A. per i familiari e le persone che si prendono cura di chi è affetto da demenza. “L’allungarsi della vita e l’età media sempre più alta ci pongono davanti a nuove sfide, che riguardano non solo l’assistenza sanitaria, ma la qualità della vita degli anziani. Iniziative come questa sono un supporto prezioso per chi si prende cura di persone con demenza e contribuiscono a costruire una cultura diffusa della comprensione e dell’attenzione verso la fragilità” commenta il sindaco Oscar De Pellegrin.
I Caffè Alzheimer nascono da un’idea dello psicologo olandese Bere Miesen e sono luoghi informali e accoglienti dove confrontarsi con esperti e ricevere informazioni sul decadimento cognitivo. Non sono pensati solo per le persone malate, quindi, ma anche per familiari, badanti e chiunque voglia approfondire questi temi.
L’iniziativa bellunese è giunta alla terza edizione, dopo aver coinvolto già oltre cento persone. “Chicchi di memoria nasce per offrire strumenti concreti e uno spazio di ascolto e confronto – spiega l’amministratore unico di Ser.S.A. Giuseppe Montuori -. Il prolungarsi dell’aspettativa di vita comporta un aumento delle patologie geriatriche, perciò è necessario creare una cultura condivisa: la rete, la formazione e la prevenzione sono le chiavi per affrontare questa sfida”.
I 6 incontri si terranno una volta al mese, a partire dal 28 maggio e sempre di mercoledì, dalle 16.30 alle 18.00, alla “Residenza Maria Gaggia Lante”. Diversi i temi affrontati: come riconoscere i campanelli d’allarme, la comunicazione oltre le parole, i sentimenti di una persona con demenza, la presentazione del gruppo di auto mutuo aiuto Ama, il dolore nell’aziano e la stimolazione motoria.
“La qualità della vita dell’anziano è uno dei temi destinati a diventare centrali nell’agenda politica e nella società. È necessario, quindi, costruire una cultura dell’invecchiamento consapevole, attenta e rispettosa. Questo significa creare spazi adeguati all’interno delle strutture per favorire il dialogo, l’incontro e la relazione con i familiari e promuovere momenti di informazione, come gli incontri contro le truffe e rassegne come questa. Sapere cos’è la demenza, riconoscerne i segnali e saper stare accanto a chi ne è colpito sono elementi fondamentali per aiutare le persone a rimanere il più possibile in un contesto familiare, perciò è essenziale che anche chi si prende cura di loro abbia gli strumenti per farlo con maggiore consapevolezza” conclude Marco Dal Pont, assessore al sociale.












