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Belluno
10 ottobre | 16:44

Torna la settimana per la rianimazione cardiopolmonare, il Suem in piazza per spiegare le manovre. L’appello: “Aiutateci a mappare i defibrillatori sul territorio”

Al via “viva!”, la settimana per la rianimazione cardiopolmonare, che torna dal 13 al 19 ottobre per far conoscere a sempre più persone manovre utili per salvare una vita. L’appuntamento con il Suem dell’Ulss 1 Dolomiti è per il 18 ottobre: in 4 luoghi della provincia gli operatori saranno a disposizione per insegnare come si effettua la rianimazione e come si utilizzano i defibrillatori semiautomatici

BELLUNO. Al via “viva!”, la settimana per la rianimazione cardiopolmonare, che torna dal 13 al 19 ottobre per far conoscere a sempre più persone manovre spesso utili per salvare una vita.

 

È nel 2012 che il Parlamento europeo ha invitato per la prima volta gli Stati membri a istituire una settimana dedicata al tema e anche l’Ulss 1 Dolomiti ha deciso di aderire, portando direttamente in piazza operatori e opuscoli informativi.

 

Già lo scorso 29 settembre, in occasione della Giornata mondiale del cuore, l’azienda ha distribuito un volantino per aumentare l’attenzione nei confronti della salute cardiaca. Ad oggi, infatti, una morte prematura su cinque è causata da malattie cardiovascolari e a livello europeo, dove ogni anno sono colpite da arresto cardiaco circa 55 persone ogni 100.000, il tasso di sopravvivenza è del 7,5%.

 

Tuttavia l’80% dei casi di malattie cardiache e ictus è prevedibile. Anche solo 30 minuti di esercizio fisico possono aiutare la maggioranza delle persone affette da queste malattie, eppure un adulto su tre non si muove abbastanza. I consigli sono ormai noti, anche se spesso sottovalutati: si va da quelli più generici come ascoltare il proprio corpo e i segnali di allarme (come affanno e dolore al petto), conoscere la propria pressione sanguigna e i livelli di colesterolo, fare controlli costanti e incoraggiare familiari e amici a fare altrettanto, a quelli più pratici, come fare attività fisica quotidiana, praticare la respirazione consapevole e seguire un’alimentazione equilibrata.  

 

“Con lunedì - afferma il commissario Ulss 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben - entriamo nella settimana dedicata, che si sviluppa anche grazie all’associazione Viva che si è presa in carico di sensibilizzare la comunità sull’importanza delle manovre di rianimazione. In Italia, infatti, circa 55.000 persone ogni anno sono colpite da arresto cardiaco e il 70% avviene in ambiente domestico, di fronte a familiari che potrebbero già iniziare la rianimazione cardiopolmonare e, quindi, aumentare le possibilità di sopravvivenza”.

 

Nell’ambito della campagna, dunque, il Suem Ulss 1 Dolomiti, in collaborazione con i Comuni di Agordo, Belluno, Feltre e Pieve di Cadore, organizza l’evento “Come si salva una vita?”. L’appuntamento è per sabato 18 ottobre, dalle 9 alle 18, ad Agordo (Piazza della libertà), Belluno (Piazza dei Martiri), Feltre (Centro commerciale Altanon e Largo Panfilo Castaldi) e San Vito di Cadore (Sala polifunzionale Enrico De Lorro). “Dallo scorso anno - spiega Cristina Barbarino, responsabile della centrale operativa Suem 118 - abbiamo aderito al progetto cercando di organizzare sul territorio incontri rivolti alla popolazione: abbiamo cioè pensato di portare la rianimazione in piazza per renderla più vicina alle persone. Nei gazebo il personale Suem sarà quindi a disposizione sia per dare informazioni sia per effettuare simulazioni guidate”.

 

Chiunque potrà inoltre ricevere il materiale informativo, anche in formato tascabile e quindi a portata di mano in caso di necessità, e imparare come si utilizza il defibrillatore semiautomatico. In tutta la provincia ne sono infatti presenti 187 di pubblico accesso disponibili h24, dei quali 54 nei Rifugi sani e sicuri: quando si chiama il 118 per un’emergenza di questo tipo, l’operatore può guidare telefonicamente la persona al loro utilizzo sul paziente in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

 

“Con l’occasione - conclude Dal Ben - facciamo anche un appello: per noi è importante censire tutti i defibrillatori presenti sul territorio. Ad oggi infatti non abbiamo un censimento completo, ma come azienda sanitaria sapere di poter contare su questi dispositivi in punti precisi ci permette di garantire un servizio di urgenza ed emergenza sempre più efficace. Mettiamo quindi a disposizione sul nostro sito un modello compilabile affinché chiunque possa segnalarne la presenza, ad esempio se un’associazione fa una donazione a un albergo o una qualsiasi struttura pubblica o privata. In questo modo possiamo sapere che anche in quei luoghi, in caso di bisogno, è presente un dispositivo utilizzabile in caso di necessità”.

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