Ai vigili del fuoco volontari 5 nuovi defibrillatori grazie ai fondi delle sanzioni Spisal. “Così raggiungiamo i punti scoperti nelle terre alte”
Una nuova dotazione di 5 defibrillatori è stata consegnata dall’Ulss 1 Dolomiti ai vigili del fuoco di Belluno. Saranno in uso presso i distaccamenti volontari nella parte alta della provincia, andando a integrare i circa 30 strumenti già in possesso del corpo

BELLUNO Una nuova dotazione di 5 defibrillatori per i vigili del fuoco di Belluno: sono stati consegnati venerdì 10 ottobre dall’Ulss 1 Dolomiti al comandante Matteo Carretto e al direttore vice dirigente Fabio Jerman e saranno in uso presso i distaccamenti volontari nella parte alta della provincia.
Anzitutto un dato interessante: nel territorio bellunese ci sono attualmente 700 volontari operativi, che rendono Belluno il secondo nucleo italiano su questo fronte dopo Torino. Un’esigenza dettata certamente dall’estensione della provincia, ma che porta con sé anche quella di fornire le unità con tutta la strumentazione necessaria per far fronte alle emergenze, tra cui l’arresto cardiaco.
Perciò, in vista della settimana per la rianimazione cardiopolmonare (qui l’articolo), l’Ulss ha donato in comodato d’uso questi nuovi defibrillatori, che saranno collocati presso i distaccamenti di Borca-Vodo, Padola, Costalta, il nucleo Sapr (veicoli a pilotaggio remoto: unità specializzata di appoggio per la ricerca di persone) e la Colonna mobile regionale (che interviene negli scenari di emergenza dove le infrastrutture civili non sono facilmente raggiungibili).
“Tutto nasce qualche mese fa - spiega Gianfranco Albertini, direttore del Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spisal) - quando all’interno dell’organismo provinciale di coordinamento si discuteva di realizzare un intervento di formazione per operatori e distribuzione di defibrillatori nelle strutture ricettive lontane dai nuclei ospedalieri. In quell’occasione è emersa la necessità di un’ulteriore dotazione anche per i vigili del fuoco, in particolare per i volontari che intervengono in zone meno facili da raggiungere”.
Il costo complessivo dei defibrillatori è pari a 20.000 euro e proviene dal reimpiego dei fondi frutto di sanzioni Spisal risalenti al 2018-19. Tali fondi, infatti, sono solitamente usati per attività di prevenzione, ma anche formazione e promozione in scuole e aziende. “Con questi defibrillatori - commenta Jerman - possiamo integrare la dotazione che già abbiamo (circa una trentina) e raggiungere così i punti scoperti, che corrispondo ai distaccamenti nelle terre alte. Belluno ha infatti la seconda componente di distaccamenti volontari a livello nazionale ed è quindi forte questa necessità perché significa portare il defibrillatore sui mezzi al momento del soccorso lì dove più si fatica ad arrivare”.
Accanto ai defibrillatori, inoltre, sarà effettuata una formazione per circa 15 vigili, con l’auspicio che si possa estendere a tutti gli altri. “Accogliamo con favore anche la disponibilità dell’Ulss alla formazione - conclude Jerman - e, poiché tali distaccamenti contano un numero di persone maggiore rispetto alla composizione minima della squadra, proprio perché si tratta di volontari, speriamo di riuscire a farla a tutti i componenti affinché in ogni turno sia sempre disponibile qualcuno formato”.












