''A mia figlia di 9 anni servivano dei taglieri per un mercatino. Da quella richiesta ne è nato un lavoro'', storia di Paolo e della sua bottega artigiana che trasforma il legno
L'artigiano Paolo Avancini racconta come ha trasformato la sua passione per il legno in un'attività artigianale a tempo pieno: nel suo laboratorio prendono forma taglieri, ciotole, utensili, oggetti d'arredo ma anche giocattoli e presepi. "Ogni pezzo è diverso dall'altro, nasce anche dall'ispirazione del momento e porta con sé il profumo del legno e la sua unicità"

LEVICO TERME. "Mi è sempre piaciuto osservare gli alberi, le loro forme, i nodi e le venature, immaginando tutto quello che avrebbero potuto diventare". L'artigiano Paolo Avancini inzia così a raccontare a il Dolomiti la nascita della sua attività dedicata alla lavorazione del legno, una passione nata come passatempo e trasformata, negli anni, in un'attività a tempo pieno.
Nel suo showroom a Barco di Levico, in via del Boscato, prendono forma taglieri, ciotole, utensili da cucina, oggetti d'arredo, giocattoli e anche presepi, tutti realizzati interamente a mano, con l'attività che affianca allo spazio espositivo anche uno shop online grazie al quale i manufatti raggiungono clienti anche al di fuori del Trentino.
Pur non essendo falegname di professione, Paolo spiega come il rapporto con il legno affondi le radici nella sua infanzia. "Fin da piccolo – ricorda – osservavo gli alberi e cercavo di immaginare cosa si potesse ricavare da ogni pezzo di legno, un un materiale vivo che trasmette una sensazione di calore difficile da spiegare. E da quella sensazione il desiderio: riuscire a dar forma alla mia ispirazione".
Per molti anni Paolo ha svolto parallelamente un altro lavoro, continuando a coltivare nel tempo libero la sua passione: "Lavoravo al depuratore di Levico, ma appena potevo mi chiudevo nel laboratorio: all'inizio realizzavo soprattutto oggetti in abete e larice, poi con il tempo ho iniziato a lavorare anche il noce e infine l'ulivo, cercando sempre di migliorare la qualità dei miei prodotti".
La svolta, racconta l'artigiano, arriva nel 1999 quando inizia a realizzare con continuità i taglieri, diventati a tutti gli effetti il suo cavallo di battaglia. Il motivo? Un desiderio di sua figlia Alice, che allora aveva nove anni.
"La richiesta di realizzare questi oggetti particolari arrivò direttamente da lei. Doveva partecipare – ricorda con un sorriso Paolo Avancini – con i suoi amici al mercatino delle pulci e mi commissionò alcuni taglieri da proporre al pubblico. Furono apprezzati dai visitatori e riuscirono a venderne diversi: lei ne fu così entusiasta che mi spronò a realizzarne altri e da quel momento è cominciata la mia avventura, prima come hobbista e poi, dopo la pensione, a tempo pieno".

E anche il laboratorio è cresciuto insieme all'esperienza: nato con pochi e semplici attrezzi rudimentali, nel corso degli anni si è arricchito di alcuni macchinari che aiutano nelle lavorazioni, mantenendo però il carattere artigianale di ogni manufatto. Nel frattempo Paolo ha iniziato a partecipare ai mercatini in tutto il Trentino, facendo conoscere le proprie creazioni a un pubblico sempre più ampio.
Poi un'altra svolta, il periodo del Covid. "Quando durante la pandemia i mercatini si sono fermati – spiega – abbiamo deciso di affiancare alla vendita diretta anche quella online: è stato un modo per continuare a far conoscere i nostri prodotti anche quando non era possibile incontrare le persone dal vivo".
Ma facciamo un tuffo immaginario all'interno del suo laboratorio dove ogni manufatto, si può dire, nasce molto prima della lavorazione vera e propria. "Mi piace girare nei boschi, ricercare piante particolari, acquistarle, farle tagliare e poi far stagionare le assi derivate. La stagionatura – specifica – è una fase molto importante soprattutto per ridurre l'umidità presente: lascio infatti asciugare le tavole di legno sotto tettoie all'aperto anche per anni, ed è un passaggio fondamentale per la lavorazione".
Ogni manufatto, spiega l'artigiano, richiede numerose fasi di lavorazione: le tavole vengono piallate e levigate più volte seguendo le venature del legno, così da ottenere forme morbide e arrotondare i bordi e anche la finitura segue un procedimento naturale.
"I miei manufatti – spiega – non vengono trattati con sostanze chimiche ma soltanto con olio d'oliva, per far risaltare in modo naturale le venature di ogni legno. Dopo la lavorazione mia moglie Laura si occupa dell'oliatura, mentre mia figlia Martina realizza le incisioni a fuoco per personalizzare gli oggetti con nomi, frasi, loghi o stemmi. Ogni pezzo è quindi diverso dall'altro, nasce anche dall'ispirazione del momento e porta con sé il profumo del legno e la sua unicità."

Venendo al capitolo legno, inizialmente Paolo utilizzava soprattutto quelli tipici del territorio trentino – come larice, noce, faggio e ciliegio selvatico – ma con il tempo, anche grazie al desiderio di perfezionare sempre di più le proprie tecniche di lavorazione, ha iniziato a utilizzare anche il legno d'ulivo, che arriva principalmente dal Gargano e dalla Calabria.
"È tra i più pregiati – spiega l'artigiano – e ha una struttura molto compatta: è caratterizzato da una notevole durabilità e non assorbe odori e sapori degli alimenti, per questo i taglieri in ulivo sono particolarmente indicati per affettare anche i cibi più saporiti e odorosi. Inoltre è caratterizzato da un colore giallo ocra intenso con venature fiammeggianti che rendono ogni pezzo unico anche dal punto di vista estetico".
Accanto all'ulivo trova ampio spazio anche il noce nazionale e quello delle montagne della Valsugana, che Paolo considera tra i legni migliori per qualità: "È un legno molto resistente e duraturo e le sue venature, che vanno dal bruno chiaro al bruno scuro, con il passare del tempo diventano sempre più belle".
Appreso il procedimento, gli chiediamo quali siano i prodotti che realizza maggiormente: oltre naturalmente ai taglieri dalle forme originali, troviamo ciotole, cucchiai, mestoli, utensili da cucina, finestrelle decorate, cestini, altri oggetti d'arredo e anche giocattoli, come ad esempio spade e scudi in legno.
_0.jpg?itok=lofoMTBC)
Ma c'è una produzione a cui l'artigiano è particolarmente affezionato, quella dei presepi. "Tutto è partito da un pensiero: mi sono chiesto – spiega – come trasformare radici o pezzi di tronco inutilizzati, pensando a cosa sarebbero potuti diventare, e proprio da lì è nata l'idea di progettare capanne per il presepe che sono molto apprezzate".
Infine un pensiero all’idea di fondo che anima il suo lavoro e sugli obiettivi per il futuro.
"La volontà è quella di mantenere una produzione completamente artigianale e questo è uno dei principi che guidano il mio lavoro: tutti i miei prodotti sono frutto del mio ingegno e della mia creatività, e naturalmente completamente fatti a mano. Guardando al futuro vogliamo continuare sulla nostra strada, tornando anche a partecipare ai mercatini e agli eventi, come le feste e le rievocazioni medievali, perché sono occasioni preziose per far conoscere il nostro lavoro e incontrare persone che apprezzano davvero l'artigianato".












