Tra scolapasta in testa, pirati, religione e libertà di pensiero: al Muse il raduno dei Pastafariani
Sabato 4 luglio, dalle 11, i giardini del Muse, in concomitanza con il festival CircoXperience, ospiteranno alcuni fedeli della Chiesa Pastafariana Italiana. Un incontro all’insegna dell’ironia, della convivialità e della riflessione sulla libertà di pensiero, tra pirati, spaghetti volanti e tanta curiosità

TRENTO. Scolapasta in testa, abiti da pirata e un saluto che sostituisce il tradizionale “Amen” con un più appropriato “Ramen”. Potrebbe sembrare una grande goliardata, ma dietro il Pastafarianesimo si cela un movimento religioso nato per difendere la libertà di pensiero attraverso satira e umorismo.
Sabato 4 luglio (dalle ore 11) i giardini del Muse ospiteranno in concomitanza con il festival CircoXperience i fedeli seguaci della Chiesa Pastafariana Italiana. Tra spettacoli, artisti e iniziative per il pubblico, la presenza dei Pastafariani promette di aggiungere un tocco decisamente originale a tutta l’atmosfera.
Il Pastafarianesimo nasce negli Stati Uniti nel 2005 e il suo fondatore è il fisico Bobby Henderson, considerato dai fedeli il loro profeta: tutto ha origine da una lettera inviata al Kansas State Board of Education, che stava valutando l’insegnamento del cosiddetto “Intelligent Design” (la teoria per la quale la complessità della vita sarebbe il risultato dell’opera di un creatore) come alternativa alla teoria dell’evoluzione nelle lezioni di scienze. La provocazione fu tanto semplice quanto efficace: se una teoria non scientificamente dimostrabile poteva entrare nelle lezioni di scienze, allora anche il Prodigioso Spaghetto Volante meritava un posto tra i creatori dell’universo.
La lettera ebbe una straordinaria diffusione e nacque così un movimento che oggi conta fedeli in numerosi paesi.
In Italia la Chiesa Pastafariana organizza da anni un Raduno Nazionale annuale e, nel 2021, è stato costituito addirittura l’Ente Religioso Chiesa Pastafariana Italiana, dotato di un proprio statuto. Nel documento si legge che questa religione “venera e rende culto al Prodigioso Spaghetto Volante, creatore dell’Universo”, ispirandosi agli insegnamenti contenuti nel Libro Sacro rivelato, ovviamente, dal profeta Bobby Henderson. Il testo raccoglie i principi di vita del Pirata Pastafariano e gli Otto Condimenti, precetti che invitano alla tolleranza, al rispetto reciproco e alla convivenza civile.
Non esistono veri e propri comandamenti, ma gli otto “Io preferirei davvero che tu evitassi”: una parodia dei tradizionali precetti religiosi che, attraverso l’ironia, promuove anche valori come la solidarietà, il buon senso e il rispetto degli altri.
La pasta poi, naturalmente, è il simbolo di questa religione poiché rappresenta per eccellenza convivialità e felicità: "se una fede deve aiutare le persone a vivere meglio, anche un piatto di spaghetti può diventare un modo per ricordare il valore della condivisione" scrivono sul loro sito.
E i pirati? Cosa c’entrano in tutto ciò? Anche in questo caso la spiegazione è volutamente surreale. Secondo i Testi Sacri del Pastafarianesimo, i pirati sono il popolo eletto del Prodigioso Spaghetto Volante e la progressiva diminuzione del loro numero sarebbe correlata all’aumento delle temperature globali.
Poi, che aspetto abbia il loro Dio nessuno può dirlo. I fedeli lo immaginano però come un intreccio di spaghetti e polpette (una rappresentazione decisamente più americana che italiana) che si manifesta attraverso i suoi insegnamenti e messaggi alla comunità.
Anche i riti seguono lo stesso "spirito ironico". Il battesimo diventa il “pastezzo”, mentre “Amen” si trasforma in “Ramen” (il tradizionale piatto giapponese a base di spaghetti serviti in brodo). E non manca nemmeno l’aldilà: secondo la tradizione pastafariana, in paradiso c’è un vulcano che erutta birra fresca e una fabbrica di spogliarellisti o spogliarelliste, a seconda delle preferenze personali. All’inferno, invece, il vulcano produce soltanto birra calda e imbevibile e i ballerini sono affetti da malattie veneree.
Si tratta indubbiamente di un immaginario volutamente paradossale, ma che nasce anche per difendere la libertà religiosa e il pensiero critico, mettendo in discussione i dogmi coi quali forse si è abituati a interfacciarsi.
Sabato, nei giardini del Muse, i visitatori e i curiosi potranno incontrare i pastafariani, conoscere la loro storia e rivolgere tutte le domande che una religione così insolita inevitabilmente suscita. Tra gli spettacoli di CircoXperience e la presenza della comunità pastafariana, il museo si trasformerà in uno spazio dove cultura, intrattenimento, ironia e riflessione convivranno nella stessa giornata, offrendo ai curiosi un’esperienza unica e decisamente fuori dal comune.












