Dai 200 milioni di Lire di fatturato nel 1977 ai 16,5 milioni di euro di oggi: 50 anni di Cooperativa Autotrasportatori di Arco: ''Da soli si va più veloci, insieme più lontano''
Renato Dalpalù: ''Cinquant’anni fa dieci artigiani hanno capito che, da soli, avrebbero continuato a dipendere da altri per il proprio lavoro. Hanno scelto la cooperazione non come ideale astratto, ma come strumento concreto per restare imprenditori di sé stessi. Oggi quella scelta si misura in 80 mezzi, 21 posti di lavoro e un’impresa radicata nell’Alto Garda che lavora su scala internazionale''

TRENTO. Nel 1977 il fatturato ammontava a 200 milioni di lire mentre oggi supera i 16,5 milioni di euro. Tutto è cominciato nel 1976 e proprio ieri la Cooperativa Autotrasportatori di Arco ha festeggiato i 50 anni di attività. E c’è una frase che, più di altre, potrebbe essere scelta per la ricorrenza: “Da soli si va più veloci, insieme si va più lontano”. Una frase che sembra rivelarsi particolarmente adatta alla realtà che ha raggiunto la tappa del suo primo mezzo secolo e che potrebbe avere una sua declinazione personalizzata: ogni singolo mezzo di questa cooperativa corre veloce lungo le strade del mondo, ma è insieme che la flotta di mezzi ha permesso alla cooperativa di raggiungere le sue prime cinque decadi dopo l’accelerata di avvio data nel 1976.
Traguardo prestigioso e cornice di gran classe per festeggiare, all’Hotel Riva del Garda, il raggiungimento di una tappa di un percorso che prosegue nella quotidianità con la stessa motivazione e voglia di fare che ha animato i primi cinquant’anni. La Cooperativa Autotrasportatori Arco percorre la sua prima fetta di asfalto nel mese di ottobre di cinquant’anni fa. “L’idea – viene spiegato dal presidente Zucchelli – nasce e comincia a svilupparsi da un gruppo di artigiani autotrasportatori che ritiene indispensabile utilizzare lo strumento associativo per unire le forze del singolo, al fine di scavalcare l’intermediazione delle grosse organizzazioni del settore, per una gestione diretta ed autonoma della propria attività. I soci fondatori sono dieci. Gli anni che segnano la fase di avvio non sono privi di difficoltà ma è proprio lo spirito e la forza della cooperazione, dell’operare insieme, a superare gli ostacoli e proseguire giorno dopo giorno il viaggio”.
Oggi la cooperativa è guidata dal presidente Attilio Zucchelli. Il suo vice è Dan Vladimir Mares. I consiglieri sono Giancarlo Boroni, Davide Zanetti, Matteo Maturi. Il comitato di controllo sulla gestione è formato da Roberto Poletti e Giovanni Battista Rigatti. Il direttore è Massimiliano Ruaben.
Il fatturato e più in generale i numeri che caratterizzano la cooperativa hanno segnato un incremento a conferma della bontà dell'azione promossa dai vertici e dai soci. “Basti pensare che – è stato ricordato dal direttore Ruaben – il fatturato è passato dai 200 milioni di lire del 1977 ai € 16.790.000 del 2025. I soci sono complessivamente diciassette. La flotta è formata da 80 mezzi in grado di risolvere le diverse necessità del cliente. L'organico è passato dai 3 collaboratori alle attuali ventuno risorse umane nel 2026. Motivazione e professionalità sono le caratteristiche distintive di chi opera nella Cooperativa Autotrasportatori Arco”. Alla festa per il cinquantesimo, ospitata all’Hotel du Lac di Riva del Garda, hanno preso parte, insieme a soci, collaboratori e clienti, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli e il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Renato Dalpalù.
“Cinquant’anni fa dieci artigiani hanno capito che, da soli, avrebbero continuato a dipendere da altri per il proprio lavoro. Hanno scelto la cooperazione non come ideale astratto, ma come strumento concreto per restare imprenditori di sé stessi. Oggi quella scelta si misura in 80 mezzi, 21 posti di lavoro e un’impresa radicata nell’Alto Garda che lavora su scala internazionale. Le sfide dei prossimi anni, dal ricambio generazionale degli autisti alla transizione della flotta, sono impegnative: anche per questo la forza di fare squadra resta il modello più attuale”, ha concluso Renato Dalpalù, presidente della Cooperazione Trentina.













