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Bolzano
30 ottobre | 00:09

Il colosso Alpitronic rilancia a Bolzano Sud: un nuovo quartier generale nell'area Metro per continuare a scalare il mercato mondiale

Chiusa l’intesa per l’area di via Volta dopo il no di Terlano: un’operazione da un miliardo di fatturato per riunire 700 dipendenti e sostenere l’espansione globale della mobilità elettrica

Il colosso Alpitronic rilancia a Bolzano Sud: un nuovo quartier generale nell'area Metro per continuare a scalare il mercato

BOLZANO. Cinque ettari di terreno agricolo a Terlano sfumati tra le polemiche, una caccia all’immobile durata anni in una Bolzano dove le superfici industriali scarseggiano e i costi arrivano alle stelle, e un puzzle di ben sei sedi sparpagliate a macchia d'olio sul territorio. Per ricomporre la galassia di Alpitronic serviva la svolta vera, e la svolta è arrivata ufficialmente tra via Volta e via Pacinotti. L’azienda leader mondiale nella produzione dei sistemi di ricarica ad alta potenza Hypercharger ha messo la firma sul contratto per rilevare una parte consistente del grande compendio immobiliare oggi occupato interamente dal magazzino Metro. Si chiude così una trattativa riservata avviata da mesi dal ceo e co-fondatore Philipp Senoner con la società Habitat, che fa capo alla famiglia di imprenditori bolzanini Tosolini.

 

L’operazione segna un passaggio storico per quella che rappresenta forse la parabola d'impresa più straordinaria del nostro territorio. Nata appena 17 anni fa da un'intuizione e dalla creatività di quattro giovani ingegneri nell’incubatore di startup del Tis, a due passi da dove sorgerà il nuovo complesso, l'azienda ha compiuto un salto di qualità impressionante a partire dal 2015, investendo in modo massiccio su ricerca e sviluppo fino a trasformarsi in un gigante con un fatturato che ha abbattuto la colossale barriera del miliardo di euro, con una presenza ramificata in oltre cinquanta Paesi e un organico complessivo di 1.300 collaboratori tra la sede centrale e i presidi aperti all'estero.

 

Nel nuovo quartier generale di Bolzano Sud andranno a concentrarsi circa 700 dipendenti, finora frammentati tra la sede di via di Mezzo ai Piani e diversi altri uffici della zona. L'obiettivo è permettere ai team di ricerca, sviluppo e progettazione di lavorare finalmente sotto lo stesso tetto, azzerando le distanze fisiche per accelerare l'efficienza. Un’operazione imponente che comunque non travolgerà la realtà commerciale esistente: l'intesa prevede infatti una formula di convivenza con la Metro, che continuerà a mantenere operativo il proprio punto vendita all'ingrosso nell'attuale struttura, senza che ci sia alcun riflesso negativo sul personale o sulle maestranze impiegate.

 

Il cronoprogramma è già tracciato: le ruspe ed i cantieri per il restyling dell'immobile dovrebbero avviarsi nel corso del prossimo anno, per completare l'intera riqualificazione entro il 2030. Nel pacchetto dell’acquisizione è finito anche un noto "spettro" edilizio della zona industriale: lo scheletro in cemento armato rimasto incompiuto per circa trent'anni proprio a fianco della struttura principale, che verrà completamente abbattuto per fare spazio a un edificio moderno e funzionale realizzato ex novo.

 

Se la catena di montaggio e la produzione vera e propria delle colonnine ad alta velocità continueranno a far perno sull’ex stabilimento "Frubona" di via Castel Firmiano, le mire di espansione di Alpitronic imporranno a breve un’ulteriore perlustrazione del mercato locale per scovare un grande centro logistico di stoccaggio per le merci in entrata e le colonnine pronte per la spedizione. Un tassello indispensabile per permettere al fiore all'occhiello della nostra tecnologia di continuare a macinare numeri da record sulla scena internazionale, senza rimanere più imbrigliato nei confini stretti della burocrazia e degli spazi provinciali.
 

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