Dopo la morte del vigile del fuoco, ancora valanghe in montagna e l'allerta resta alta in quota dopo le ultime nevicate. Ecco il bollettino
Il pericolo di nuove valanghe rimane elevato specie nell'estremità nord orientale della regione a causa delle ingenti nevicate che sono previste a partire dalle prossime ore alternate a finestre di tempo soleggiato e della presenza di vento anche forte

TARVISIO. A seguito delle valanghe che si sono verificate in questi giorni in regione, una delle quali costata la vita al vigile del fuoco 29enne Carlo Notari sul monte Tiarfin al confine tra il Veneto e il Friuli (Qui articolo), l'attenzione rimane alta per il rischio di distaccamenti di neve che continuano a registrarsi in queste ore in varie località montane della regione.
Dopo le cospicue nevicate, nelle ultime settimane sono arrivate le perturbazioni che, alternate a giornate soleggiate, hanno comportato un complessivo rialzo delle temperature specialmente nelle ore diurne, che hanno favorito l'instabilità delle masse nevose.
A evidenziare ulteriormente la situazione è la previsione del bollettino valanghe diramato dall'Aineva, l'associazione delle regioni per il monitoraggio neve e valanghe, che nelle zone montane centrali e occidentali del Friuli Venezia Giulia fissa il grado di pericolo di crolli di neve a “marcato”, corrispondente al numero 3.

Un livello di rischio che si deve, come si apprende dal bollettino dell'Aineva, alla presenza di neve fresca e vento, che andranno ad aumentare il numero dei punti pericolosi, rappresentati dalle basi delle pareti come pure in prossimità delle creste, nei canaloni e nelle conche. Tale livello di rischio però non si applica nella zona della val Canale e, in generale, dell'estremità nord orientale della regione, dove il bollettino indica un grado di pericolo che passa a 4, corrispondente a “forte”, in un'area che si rivela così la più critica della regione per quanto riguarda il rischio valanghe.
Lì, nei prossimi giorni, sono previste ulteriori nevicate, anche abbondanti, e il vento sarà da moderato a forte, rendendo il manto nevoso instabile a livello generale. In questa zona, secondo l'Aineva, la cospicua quantità di neve farà si che possano verificarsi valanghe spontanee in grado di coinvolgere gli strati più profondi e raggiungere dimensioni molto grandi. Le escursioni pertanto sono vivamente sconsigliate.












