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Trento
01 settembre | 18:50

"È stato il trekking più bello della mia vita". 7 mila chilometri e uno zaino in spalla lungo il Sentiero Italia del Cai: ecco la straordinaria impresa di Luca Terenziani

Il viaggio era iniziato il 18 maggio 2025: pochi giorni fa, domenica 30 agosto, ha raggiunto l'ultima tappa a nord della Sardegna. Luca Terenziani, 43enne originario del Veneto ha percorso in solitaria oltre 7mila chilometri a piedi in 470 giorni. Il Cai: "A Luca va il nostro più sentito ringraziamento per aver incarnato con orgoglio i valori e lo spirito del Club Alpino Italiano lungo il trekking più lungo del mondo"

"È stato il trekking più bello della mia vita"
di Margherita Tomadini

TRENTO. Oltre 7 mila chilometri percorsi a piedi, 470 giorni di cammino in solitaria e circa 350 mila metri di dislivello positivo. Numeri che raccontano sicuramente solo in parte la straordinaria impresa di Luca Terenziani, 43enne originario di Feltre, ma residente da tempo in Trentino, che ha attraversato il Paese seguendo il Sentiero Italia Cai, fino a raggiungere Santa Teresa Gallura, in Sardegna.  

 

Il lungo viaggio è cominciato il 18 maggio 2025 da Trieste. Da lì, Terenziani, con lo zaino in spalla, ha attraversato a piedi l’intero arco alpino, la dorsale appenninica e infine le isole, affrontando quindi un percorso fatto di montagne, boschi, paesi e territori molto diversi tra loro. Il traguardo è arrivato proprio domenica 30 agosto presso la Chiesa del Buon Cammino di Santa Teresa Gallura. 

 

A celebrare la conclusione dell’impresa sono stati anche i membri del club alpino italiano con un post sulla loro pagina Facebook del 'Sentiero Italia'. Vista la straordinaria e bellissima occasione, hanno ringraziato l’ex corridore agonista “per aver incarnato con orgoglio i valori e lo spirito del Cai lungo il trekking più lungo del mondo”. 

 

Un’avventura durata oltre un anno quindi, durante la quale Terenziani ha dovuto fare i conti non soltanto con la fatica fisica, ma anche con gli imprevisti inevitabili in un viaggio di queste dimensioni e di questo tipo.

 

Problemi di salute e con l’attrezzatura, condizioni meteorologiche di ogni tipo e incontri con animali selvatici hanno accompagnato un cammino che, accanto alle difficoltà, gli ha regalato emozioni e momenti destinati a rimanere impressi: “È stato il trekking più bello della mia vita. E anche se mi dispiace che stia finendo, sono immensamente felice di essere arrivato fin qui”, ha scritto Terenziani sul proprio profilo Instagram alla vigilia dell’ultima tappa verso Santa Teresa Gallura. 

 

Per l'ex atleta il rapporto con la montagna e con i lunghi cammini ha un significato che va ben oltre la semplice sfida sportiva: aveva già raccontato a Il Dolomiti come proprio la natura e il trekking fossero diventati fondamentali in un periodo difficile della sua vita, fino alla scoperta di una dimensione essenziale fatta di uno zaino, della strada da percorrere e dell’ambiente che lo circonda (Qui l’articolo). 

 

Con questo viaggio ha perciò portato questa filosofia alla sua espressione più 'estrema': dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna, attraversando la Penisola sulle proprie gambe per migliaia di chilometri e accumulando un dislivello positivo decisamente non trascurabile. 

 

“Luca ha dimostrato qual è l’anima autentica del Sicai: una traccia viva, una vera infrastruttura verde, sociale e culturale della nostra Penisola che vive grazie alla passione e al coraggio di chi la percorre”, ha commentato Mario Vaccarella, componente del Comitato direttivo centrale del Club alpino

 

Ad attendere Terenziani al termine dell’ultima tappa c’erano anche alcuni rappresentanti: Maria Bruna Salis, vicepresidente regionale del Cai Sardegna, Rita Idini, vicepresidente del Cai Sassari, Daniele Cappello, tesoriere della sezione sassarese, e Gino Onida, pioniere del Sentiero Italia in Sardegna e referente del gruppo regionale.

 

Un’accoglienza che ha messo il punto finale a 470 giorni di cammino, incontri, imprevisti e paesaggi attraversati passo dopo passo da Trieste alla punta settentrionale della Sardegna: per Terenziani si chiude così il trekking più lungo e impegnativo della sua vita (per ora, poi chissà) e “presto la sua testimonianza diventerà un libro e un documentario” conclude il Club alpino. 

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