Mi connetto di meno: i genitori bellunesi in campo per un uso consapevole del digitale. "In gioco la salute dei nostri figli: vogliamo arrivare a più persone possibile"
Sono 12 i patti digitali già esistenti in provincia di Belluno, circa 500 le famiglie coinvolte. Sempre più infatti sono i genitori a essere in prima linea contro l’uso eccessivo delle moderne tecnologie da parte dei giovani e ora hanno deciso di fare un passo ulteriore lanciando “Mi connetto di meno”, le giornate provinciali di sensibilizzazione sul tema con iniziative e giochi per bambini e adulti
BELLUNO. Arriva direttamente dai genitori un’iniziativa provinciale per la sensibilizzazione sull’uso eccessivo del digitale da parte dei giovani. “La difficoltà maggiore che abbiamo sempre trovato è mettere in rete i genitori. Abbiamo perciò pensato di farlo unendo tutti i patti digitali del territorio per scambiarci idee e buone pratiche, così da arrivare a più persone e associazioni possibile”.
A parlare sono alcuni dei genitori sottoscrittori dei patti digitali, esperienza nata a livello nazionale alcuni anni fa e approdata nel Bellunese grazie alle Scuole in Rete nel 2021 (qui l’articolo). “Queste reti - spiega Alex Fagro, papà del patto di Ponte nelle Alpi - hanno l’obiettivo di condividere ragioni e strumenti per dare a noi e ai nostri figli maggiore consapevolezza del mondo digitale, che è sì importante ma porta con sé anche molti rischi. La stessa comunità scientifica è concorde sulle dipendenze che un uso troppo precoce e invasivo delle tecnologie porta a ragazzi e bambini e lo scorso novembre la società italiana di pediatria si è mossa per consigliare, tra le altre cose, lo smartphone non prima dei 13 anni. Questa è esattamente la direzione verso cui anche noi, fortunatamente, ci siamo mossi”.
In provincia sono circa 500 le famiglie coinvolte in 12 patti digitali, quindi possiamo stimare almeno un migliaio di bambini e ragazzi - sottoposti, assieme ai familiari, a regole condivise che limitano l’uso dei device dentro e fuori le mura domestiche. “Non è facile per noi - ammette Fagro - resistere alle pressioni sociali e alla dipendenza che la tecnologia crea, per cui riteniamo che fare rete sia l’idea vincente. Spesso però manca l’informazione: da qui l’idea di promuovere queste iniziative provinciali di sensibilizzazione”.
Al via dunque “Mi connetto di meno”, giornate del benessere digitale che offrono diverse tipologie di attività aperte a tutti: convegni e incontri con gli esperti, ma anche laboratori, serate di giochi da tavolo, orienteering ed escursioni in natura. Sono una dozzina quelle realizzate direttamente dai genitori dei patti digitali, in partenza dal 13 marzo, più tutte quelle aggiunte spontaneamente da associazioni del territorio che hanno deciso di collaborare - per un totale di circa 40 eventi (Qui info e dettagli).
“Nel caso di Belluno - spiega Anna Angelini, mamma del patto di Belluno - il 28 marzo proponiamo l’orienteering disconnesso, aperto a bambini e adulti per esplorare, conoscere il centro storico del capoluogo con il sostegno di diversi esercizi commerciali, così da incentivare la socializzazione e praticare attività alternative al pomeriggio passato davanti a uno schermo”.
Anche diverse scuole, inoltre, si stanno attrezzando con la formazione sul patentino digitale, perciò il numero potenziale di giovani coinvolti è - fortunatamente - sempre maggiore. Supportano l’iniziativa infine anche realtà sportive, tra cui Coni e Aics, la Provincia, la Diocesi Belluno Feltre e l’Ulss 1 Dolomiti - trattandosi, va ribadito, di un vero e proprio tema di salute per le nuove generazioni.
“Ogni patto digitale, ogni ente, ogni associazione - concludono i genitori - ha finora portato avanti le proprie iniziative singolarmente: in questo modo cerchiamo di mettervi un cappello e andare verso la costruzione di una comunità educante. Il singolo genitore, infatti, fa davvero tanta fatica vista la pervasività del tema nel quotidiano: mettersi in rete rende il passaggio a un sistema educativo diverso più semplice per tutti”.











