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Trento
16 giugno | 21:13

Serie di riforme in standby, rimandata quella degli istituiti tecnici: "Bene e si lavori sull'applicazione uniforme". Ci sono sempre più fragilità: "Servono risorse"

Dalla carenza di personale alla trattativa per rinnovare i contratti (avviata in Apran), il settore si trova a dover fare i conti con diversi temi. In materia riforme la tensione è dovuta in particolare ai diversi provvedimenti messi sul tavolo un po' tutti insieme e per la presenza di alcuni "doppioni" tra idee dell'assessorato, idee delle opposizioni e idee diverse all'interno della stessa maggioranza

TRENTO. Il mondo della scuola è in stand by. Le varie riforme (ddl carenze formative, carriere e quella degli istituti tecnici) che alimentano le discussioni di questi giorni, sono grossomodo rimandate al prossimo anno scolastico. I sindacati, pur convinti che ci siano diversi temi da affrontare (anche con urgenza) per ammodernare il sistema scolastico, sperano che il tempo aggiuntivo venga utilizzato dalla Provincia per il coinvolgere il settore in tutte le sue componenti, compresa quella studentesca.

 

Dalla carenza di personale alla trattativa per rinnovare i contratti (avviata in Apran), il settore si trova a dover fare i conti con diversi temi. In materia riforme la tensione è dovuta in particolare ai diversi provvedimenti messi sul tavolo un po' tutti insieme e per la presenza di alcuni "doppioni" tra idee dell'assessorato, idee delle opposizioni e idee diverse all'interno della stessa maggioranza. "Basta", il commento di Monica Bolognani, segretaria della Cisl Scuola. "La scuola non può essere tennero di scontro politico" (Qui articolo).

 

Niente lezioni ma il comparto non si riposa. "Il lavoro del docente è sempre più complesso e richiede una costante formazione", spiega Francesco Scarafilo, dirigente sindacale Cisl Scuola del Trentino e docente di matematica e scienze. "Nelle classi ci sono studenti che hanno sempre più fragilità e se per gli alunni con legge 104 si prevede la presenza di docenti di sostegno, per gli alunni fragili che non hanno una certificazione ma comunque bisogni educativi altrettanto speciali non sempre si attivano risorse adeguate".

 

La volontà è di arrivare a definire una nuova struttura. "Occorrerebbe prevedere le compresenze e ridurre il numero di alunni per classe per ottimizzare la relazione educativa tra insegnanti e studenti e favorire la personalizzazione dei percorsi formativi. Il reclutamento dei docenti precari assicurerebbe la continuità didattica", aggiunge Scarafilo. "Il 'passaggio di staffetta' continuo tra i docenti precari smonta parte del lavoro già consolidato nel metodo e nei saperi. A giugno il docente ha bisogno di smaltire la fatica accumulata durante l'anno scolastico e imbastire qualche proposta per l’anno a venire. Inoltre, le buone relazioni tra colleghi e i momenti di incontro previsti a fine anno scolastico, anche solo per un confronto, possono facilitare il recupero di energie e il benessere individuale".

 

L'ultimo time out speso dall'assessorato sull'istruzione è quello sulla riforma degli istituti tecnici. È stato formalmente recepito l’accoglimento da parte del Ministero della richiesta di proroga per l'applicazione della norma.

 

"Abbiamo agito prontamente per tutelare le nostre famiglie e i nostri studenti", dice l'assessora Francesca Gerosa. "L'obiettivo è di garantire una transizione ordinata e coerente con le specificità del sistema trentino. Considerata la nostra peculiare articolazione del biennio degli istituti tecnici, che non prevede la scelta definitiva fin dal primo anno e che l'attivazione della riforma a livello nazionale è intervenuta nella fase delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027, quando le scelte degli studenti e delle famiglie erano già maturate e, relativamente agli istituti tecnici, limitate solo alla scelta fra ambito tecnologico ed economico, era importante ottenere un posticipo per consentire un tempo adeguato per la scelta del percorso specifico".

 

Se la riforma che vuole adeguare i percorsi formativi alle esigenze del mercato del lavoro, entrerà in vigore a livello nazionale già dal prossimo settembre. L'accoglimento della richiesta da parte del Ministero consente invece alla Provincia di Trento di applicare la riforma alle classi prime a partire dall’anno scolastico 2027/2028: questo permetterà agli studenti di poter scegliere l’indirizzo tecnico specifico nel corso del primo anno.

 
Per le classi prime dell’anno scolastico 2026/2027 viene confermato il quadro orario attualmente in vigore e, in previsione dell’anno scolastico 2027/2028, sarà disposto l’allineamento dei contenuti didattici agli obiettivi di apprendimento e alle competenze chiave previsti dal decreto ministeriale.

 

Il Dipartimento istruzione e cultura è già al lavoro: "Sono in corso gli approfondimenti tecnici necessari all'armonizzazione dell’assetto ordinamentale provinciale degli istituti tecnici, inclusa la definizione degli indirizzi, delle articolazioni, dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento, in stretta coerenza con le disposizioni nazionali", ancora Gerosa.

 

 Bene il rinvio ma questo tempo venga utilizzato, appunto, per approfondire le ricadute sulle norme. 

 

"Positivo il rinvio dell’applicazione della riforma", dice Amilcare Corradetti, docente di geografia e dirigente sindacale della Cisl Scuola. "Ma questo processo deve essere accompagnato da una regia provinciale dettagliata sui tempi dei programmi e su una assegnazione per lo più uniforme nelle scuole tecniche delle discipline che prevedono perdite di organico per effetto della modifica dei quadri orari, senza lasciare troppa scelta ai singoli istituti".

 

Un nodo riguarda gli istituti tecnici per il turismo. "Si rischiano riduzioni di orario per geografia turistica e arte e territorio che andrebbero controbilanciate nelle nove ore da assegnare nel quinto anno per la specificità di ogni scuola di tale indirizzo", conclude Corradetti.

 

Sulla revisione degli istituti tecnici sono stati attivati dei Tavoli di confronto ai quali Cisl Scuola nazionale è seduta, con l'obiettivo di 'raddrizzare' una riforma che non piace a nessuno, salvaguardando il più possibile gli organici ed evitando l’impoverimento culturale di questi indirizzi scolastici. In Trentino siamo pronti a dare il nostro contributo fattivo per evitare eccessivi stravolgimenti di un sistema che sostanzialmente funziona".

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