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| 24 mag 2017 | 22:11

Astrosamantha dona la sua tuta spaziale al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano: "Il segreto è fare ciò che piace"

Oltre a ricordare i momenti del suo viaggio, nel corso dell'evento l'astronauta trentina ha affrontato temi quali l'innovazione scientifica, le difficoltà e le emozioni di essere astronauti, ma anche del futuro delle esplorazioni spaziali: "Una tuta alla quale sono molto affezionata e spero possa incoraggiare i giovani a sognare” 

di Redazione

MILANO. “È un modo di ricordare l'importanza dell'Italia nello sviluppo e nell'innovazione spaziale”, queste le parole della trentina Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio e l'astronauta con la più lunga permanenza in orbita, nel momento di donare la tuta al museo Leonardo Da Vinci di Milano.

 

Una tuta, azzurra con il tricolore e i simboli dell'Agenzia spaziale europea, dal forte valore emotivo e simbolico, indossata nel 2015 per 199 giorni consecutivi in orbita introno alla Terra durante la missione Futura dell'Agenzia spaziale italiana e resa celebre dalle immagini che hanno immortalato l'ingresso dell'astronauta trentina e dei suoi compagni di viaggio a bordo della stazione spaziale internazionale.

 

"È una tuta a cui sono molto affezionata - prosegue Cristoforetti -. Spero che possa contribuire a far sognare e ad accendere un interesse per la scienza, la tecnologia e lo spazio nella mente e nel cuore dei ragazzi".

 

Oltre a ricordare i momenti del suo viaggio, nel corso dell'evento Astrosamantha ha affrontato temi quali l'innovazione scientifica, le difficoltà e le emozioni di essere astronauti, ma anche del futuro delle esplorazioni spaziali: a luglio infatti sarà il momento del suo collega italiano Paolo Nespoli, mentre nel 2019 quello di Luca Parmitano. E dopo il 2021, potrebbe tornare il turno di Cristoforetti.

 

La tuta è esposta nell'ambito della mostra 'Space girls. Space Woman. Lo spazio visto dalle donne' al museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Un modo per stimolare la curiosità dei ragazzi e l'interesse per la scienza, come ricerca costante di risposte sempre nuove e diverse. "La storia della scienza - aggiunge - è un thriller dell'intelletto umano. Quello che credevamo un tempo, oggi ci fa ridere. Non dobbiamo mai spegnere la curiosità innata nei ragazzi".

 

Alla fine Marcello, 6 anni, sbracciandosi tra il pubblico, le ha chiesto come si diventa un astronauta: "Facendo quello che ti piace - conclude AstroSam - ecco il vero segreto".

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