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Bando Pat informa, chi vince potrebbe lavorare in perdita? La Provincia: "Caso segnalato ad Apac e Avvocatura"

L'amministrazione spiega il bando di gara che ha fatto storcere il naso alle aziende locali audio-visive. Giampaolo Pedrotti (capo ufficio stampa della Provincia): "Gli estremi per competere correttamente ci sono tutti. Predisposto un appalto rigoroso, preciso e serio"

Di Luca Andreazza - 09 marzo 2017 - 13:13

TRENTO. "Siamo i primi a voler capire cosa sia successo perché gli estremi per poter competere correttamente ci sono tutti. Abbiamo segnalato il caso ad Apac (Agenzia Provinciale per gli Appalti e Contratti) e Avvocatura, tenuto conto del fatto che qualcuno non ha interpretato a dovere la clausola di riservatezza in quanto invitato alla procedura". Con queste parole Giampaolo Pedrotti, capo ufficio stampa della Provincia, commenta il bando 'Pat Informa 2017' che ha fatto storcere il naso alle aziende locali audio-visive. Lo avevamo spiegato negli scorsi giorni: la base d'asta per realizzare le 43 puntate della trasmissione informativa della Provincia sarebbe di 39 mila e 900 euro (se l'affidamento avviene senza ribassi). L'azienda, però, dovrebbe pagarsi gli spazi per la messa in onda sulle emittenti Tv il che andrebbe da un minimo di 47.085 euro per il pacchetto più economico, a 68.585 euro per quello intermedio fino a 75.250 euro per quello più costoso.

 

"La richiesta di offerta - spiega il capo ufficio della Pat - avviene tramite il mercato elettronico: un sistema previsto dalle normative nazionali e provinciale per l'acquisto di beni e servizi. E' stata attivata una procedura complessa, rigorosa e puntuale. Il prezzo della gara è il risultato dell'analisi sulla base dell'esperienza ventennale del programma: il valore è stato calcolato anche per garantire un'adeguato margine di azione e quindi una leale e imparziale concorrenza tra le imprese. Questo sistema avrebbe inoltre dovuto mettere in risalto la capacità negoziale delle aziende audio-visive nello strappare il miglior preventivo. Sembra però che nessuno abbia tenuto conto che chiedevamo 3 minuti anziché 5, quindi quasi la metà degli spazi: con questa importante premessa, credo che qualsiasi cliente si aspetterebbe una proporzionale riduzione dei costi di messa in onda".

 

Il contratto con le emittenti, per la messa in onda del notiziario, è stato, fino allo scorso bando, in capo alla Provincia e "questo accorpamento di servizi - prosegue - è in effetti una novità. L'amministrazione ha iniziato un percorso per rinnovare gli strumenti a sua disposizione, senza dimenticare la volontà di migliorare e razionalizzare la comunicazione sotto i punti di vista economico e organizzativo. La Provincia inoltre si trova in questo modo a interagire con un unico interlocutore, senza frazionare il servizio e contemporaneamente garantendo la gestione del rapporto contrattuale nel rispetto delle leggi in vigore".

 

Il quadro iniziale sembra quindi ottimo, le prospettive interessanti e l'intenzione di vedere una Provincia meno assistenzialista non può che essere apprezzata, ma qualcosa si è inceppato e il bando è andato a vuoto: "Ci dispiace - commenta Pedrotti - però una precedente richiesta di offerta ('Pat Informa Lis') è stata formulata secondo questo stesso principio di razionalizzazione delle procedure ed è andata a buon fine. Ci rendiamo perfettamente conto che i cambiamenti possono incontrare resistenze ed incomprensioni, ma la volontà è quella di accompagnare il mercato con l'auspicio che la filiera si irrobustisca. Nel caso specifico purtroppo, nessuna azienda interessata a presentare un'offerta ha utilizzato il sistema previsto dal Mepat per segnalare presunte anomalie nelle formulazioni dei preventivi. Se ciò fosse avvenuto probabilmente avremmo invalidato la gara per riproporre un nuovo bando. Le imprese si sono invece limitate a mandare richieste di chiarimento in merito alla durata del notiziario". 

 

Un'altra novità inserita nel bando è infatti quella relativa alla durata delle 43 puntate del settimanale 'La Provincia Informa', passata appunto da 5 a 3 minuti: "Si tratta di una scelta editoriale - continua l'ufficio stampa - crediamo che un notiziario più breve sia maggiormente fruibile e sicuramente viene veicolato meglio attraverso i canali social dell'amministrazione: questa riduzione avrebbe inoltre dovuto garantire una maggiore competitività dei preventivi, ma anche questo evidentemente non è avvenuto". 

 

E il bando sarà riproposto? "Vediamo: 'La Provincia Informa' è un'attività facoltativa - conclude Pedrotti - certamente questo notiziario rappresenta un'opportunità per potenziare la comunicazione provinciale, ma adesso valuteremo, analizzeremo e approfondiremo tutto. Ci rendiamo conto della crisi e cerchiamo di mettere in campo delle contromisure per aiutare tutti i servizi pubblici, ma rispetto al passato, i sostegni possono essere garantiti solo a fronte dei requisti di qualità, come avverrà con la nuova legge provinciale sull'editoria, redatta su input del presidente Ugo Rossi e di concerto con il consigliere Claudio Civettini ed approvata all'unanimità alla fine dello scorso anno".
 

 

 

 

 

 

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