Chernobyl è ancora un incubo. 40 bambini arriveranno in Trentino: "Rimanendo sul nostro territorio riescono a ripulirsi per il 60% delle radiazioni"
L'impegno dell'associazione "Villazzano Solidale Onlus". A giugno arriveranno i bambini e saranno ospitati da alcune famiglie trentine. "La radioattività la assimilano tramite il cibo e l'acqua"

TRENTO. Minsk, la capitale della Bielorussia, oggi è una città trafficata e piena di persone, un luogo a cui nessuno verrebbe a pensare che 31 anni fa è stato colpito da una delle tragedie più gravi della storia dell'uomo. Stiamo parlando del disastro di Chernobyl, dell’esplosione del reattore numero quattro della centrale nucleare avvenuta all’una e ventitre del 26 aprile 1986.
Pur essendo avvenuto in Ucraina la nube tossica ha portato il 70% del fallout radioattivo in Bielorussia, la cosiddetta Russia bianca. Ed è proprio da questa parte del territorio, ancora martoriata dal disastro nucleare, che arriveranno 42 bambini e ragazzi che saranno ospitati in Trentino nei mesi estivi.
L'iniziativa, anche quest'anno, è portata avanti dall'associazione Villazzano Solidale Onlus che da anni sta lavorando per aiutare la popolazione bielorussa, sia accogliendo dei bambini per alcuni mesi che inviando carichi umanitari.
“Oltre il 40% della Bielorussia – ha spiegato Giordana Detassis, presidente di 'Villazzano Solidale Onlus' – è stata colpita dalla nuvola di Chernobyl. Le condizioni di vita sono ancora difficili. Ospitiamo una quarantina di bambini in estate e dodici in inverno. In Trentino riescono a ripulirsi di circa il 60 – 70% a seconda della radioattività che hanno assimilato tramite il cibo e l'acqua”.
Oggi in Bielorussia c'è un Repubblica presidenziale pur essendoci sempre lo stesso presidente dal 1996 . Le zone radioattive hanno diritto ad alcuni aiuti finanziari ma la crisi economica ha portato queste zone e restringersi per utilizzare sempre meno risorse. La radioattività, però, continua ad esserci.
“Le famiglie bielorusse che cerchiamo di aiutare – ha spiegato la presidente di 'Villazzano Solidale Onlus' – sono soprattutto quelle che vivono nelle zone rurali”. Un impegno che coinvolge una cinquantina di famiglie trentine che in maniera volontaria si offrono ogni anno ad accogliere i bambini e contribuiscono nella raccogliere carichi umanitari.
I bambini che arrivano in Trentino partecipano a corsi e laboratori ma anche a gite e tanto altro.
L'impegno dell'associazione, però, non si ferma qui ma si concretizza anche nello spedire in Bielorussia della merce. “Il 19 aprile scorso – ci racconta Giordana Detassis – abbiamo spedito un carico di prodotti per aiutare 260 famiglie, un istituto di bambini sordomuti e un orfanotrofio con bambini sordomuti”.
L'impegno, insomma, è continuo. “Per i mesi estivi – ci assicura Detassis – siamo riusciti a trovare le famiglie che accoglieranno i bambini. Per il futuro, però, chi volesse darci una mano può contattarci. Abbiamo sempre bisogno di volontari”.












