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Dopo dodici anni di trattative, il Comune di Rovereto acquisisce Palazzo Betta Grillo

Una donazione per un importo di circa 3 milioni e 400 mila euro da parte della erede dei Grillo e un acquisto da parte del Comune per 819 mila euro delle pertinenze esterne. La costruzione dell'immobile è datata alla prima metà del '700. Francesco Valduga: "Un'operazione strategica per la valenza storico-artistica e architettonica dell'edificio"

Pubblicato il - 19 agosto 2017 - 10:22

ROVERETO. “E' un momento importante perché si chiude una partita che va avanti da dodici anni. In questo lasso di tempo più amministrazioni si sono succedute, una partita che riusciamo a chiudere perché - come noto - sono stati messi a disposizione dei Comuni 70 milioni da parte della Provincia di spazio finanziario cioè la possibilità di spendere l'avanzo economico. ", così il sindaco Francesco Valduga commenta l'operazione di acquisizione di Palazzo Betta Grillo.

 

Una donazione per un importo di circa 3 milioni e 400 mila euro da parte della erede dei Grillo e un acquisto da parte del Comune per 819 mila euro delle pertinenze esterne. "Abbiamo accolto con molto favore questa possibilità - prosegue il primo cittadino - e abbiamo messo in campo una manovra approvata alla fine di giugno con una variazione di bilancio che ci porterà ad acquisti e opere pubbliche per 5 milioni e 400 mila euro".

 

L'acquisizione di Palazzo Grillo è considerata un'operazione strategica per la valenza storico-artisticaarchitettonica dell'immobile, ma anche perché costituisce un importante elemento nel patrimonio comunale ai fini della valorizzazione di Rovereto.

"In questo Palazzo - aggiunge Valduga - si esprime la natura di Rovereto. Spesso abbiamo parlato di vocazioni in questa città, tra formazione e cultura. In questo edificio vediamo come già storicamente ci fosse questo tipo di inclinazione: palazzo Grillo è un simbolo di come le famiglie roveretane sapevano aprirsi al mondo".

 

Palazzo Grillo è considerato un ulteriore tassello di quel percorso culturale immaginato dall'amministrazione comunale e che parte dagli istituti scolastici e dall'università e prosegue verso biblioteca, Mart e Teatro per arrivare attraverso le piazze e le vie del centro storico a Palazzo Pretorio, al Castello con il Museo della Guerra, a Casa Depero e alla futura quadreria comunale a palazzo Sichardt.

 

In questo quadro si inseriscono infine anche Santa Maria e la filanda Bettini, della quale il Comune di Rovereto ha acquisito una importante parte storica. "Tutto questo - sottolinea il sindaco - ci permette di immaginare un percorso per la comunità, ma anche per valorizzare un contesto dove si è già agito con la ristrutturazione della chiesetta di Sant'Osvaldo e la fruibilità dello stesso giardino".

 

La costruzione del palazzo fu avviata dalla Comunità della Regola di Lizzana nella prima metà del ‘700 come sede del Comune. Nel 1728 il palazzo fu acquistato dalla famiglia Betta e trasformato in una residenza nobiliare. Nel 1899 è stato quindi acquistato dalla famiglia Grillo.

 

Il piano nobile di Palazzo Betta-Grillo risulta estremamente rappresentativo della raffinatezza e del lusso che si erano diffusi nelle abitazioni patrizie di Rovereto nel corso del ‘700. L’edificio è infatti ricco di stucchi, tappezzerie d'epoca, arredi originali e opere d’arte, tra le quali spiccano sette grandi tele dipinte da Gasparantonio Baroni Cavalcabò (1682-1759) con la collaborazione del cugino Giovanni e quattro splendidi dipinti parietali realizzati da Giovanni di Dio Galvagni (1763-1819).

 

I pregevoli stucchi e cicli pittorici che si trovano al suo interno testimoniano l’amore per l’arte e l’elevato livello culturale della committenza, elementi chiave di un periodo contraddistinto da una grande vivacità intellettuale e floridità economica.

 

"Oggi - conclude Valduga - vogliamo dare evidenza e importanza alla filantropia espressa dall'erede. Ci sembra importante che si possa riconoscere la sua disponibilità, manifestata da molti anni, quando proponeva di fare in modo che questo palazzo fosse nella disponibilità della comunità. E' prevista inoltre l'intitolazione della sala principale alla professoressa Grillo, mentre altri atti concreti potranno essere azioni come l'attivazione di borse di studio e percorsi scientifici in sinergia con il Museo Civico".

 

Dal punto di vista edilizio e architettonico, il compendio immobiliare si sviluppa su una superficie complessiva di circa 4.000 metri quadri, composto da un’aggregazione di fabbricati che si sono affiancati nel corso dei secoli. Il complesso organismo edilizio è costituito dal nucleo più antico a pianta rettangolare di 4 piani fuori terra e 2 piani interrati che racchiude al suo interno tutti gli ambienti di rappresentanza per una superficie lorda di circa 2.000 metri quadri, la facciata principale sulla semplice e austera via Santa Maria, un corpo di fabbrica che si innesta sull’angolo est dell’edificio principale e che originariamente ospitava i locali di servizio e la loggia per il ricovero delle carrozze.

 

Chiudono Palazzo Betta anche le scuderie, il giardino monumentale del palazzo, un orto urbano di circa mille metri quadri attualmente coltivato, un magazzino posto all’angolo con viale Schio e alcuni edifici addossati al palazzo sul retro e due piani interrati di cantine ancora con botti costruite in loco.

 

 

 

 

 

 

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