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Il macello di Pergine è salvo. Furlani Carni: ok il prezzo è giusto e batte il Comune per mille euro. Moltrer: ''Una battaglia vinta con coerenza e tenacia''

Un argomento che si è rivelato particolarmente spinoso e complesso. Una vicenda che vedeva le posizioni tra i primi cittadini in Valsugana, che sono anche soci dell'attività, e l'amministratore unico piuttosto distanti e un ricorso alla Provincia che aveva portato pochi risultati. Furlani batte Pergine (che non ha rilanciato) 306 a 305 mila euro. Moltrer: "Un grande risultato. Soddisfatto di affidare questo bene a un'importante impresa trentina"

Di Luca Andreazza - 20 December 2019 - 18:44

PERGINE. "E' finita nel migliore dei modi la partita relativa al compendio Macello pubblico Alta Valsugana. Sono estremamente soddisfatto di affidare questo bene a un'importante impresa trentina". Così Stefano Moltrer, sindaco di Palù e amministratore unico e liquidatore della società, all'apertura delle buste per l'assegnazione dell'edificio., che aggiunge: "Un'azienda che crede ancora nel comparto e soprattutto che può disporre di un indotto tale da poter investire queste cifre, anche perché ci vorranno parecchie decine di migliaia di euro per attualizzare l'immobile dal punto di vista normativo". L'offerta giusta è quella della ditta Furlani Carni che batte quella del Comune di Pergine

 

Il macello di Pergine, il cui destino aveva fatto litigare sui social diversi sindaci (Qui articolo), è salvo. Un argomento che si è rivelato particolarmente spinoso e complesso. Una vicenda che si è risolta dopo che si erano registrate posizioni tra i primi cittadini in Valsugana, che sono anche soci dell'attività, e l'amministratore unico piuttosto distanti e un ricorso alla Provincia che aveva portato pochi risultati (Qui articolo). 

 

I nodi erano le modalità e l'iter per arrivare alla cessione dell'edificio, anche per effetto del decreto Madia, che impone a enti e Comuni la dismissione del pacchetto azionario nelle società se non sussiste un "interesse pubblico". In questo ambito si innesta anche la nuova regolamentazione europea che vieta la macellazione domestica. 

 

"Il bene imponeva una particolare attenzione - prosegue il sindaco di Palù - sensibilità e conoscenza del comparto zootecnico territoriale. Provengo dal mondo dell'associazionismo locale che si occupa di questi aspetti e avevo ben presente il valore del servizio della macellazione per strutture come agritur e altri allevatori privati. In questi anni ho notato una flessione negativa dei numeri di capi macellati ma sono convinto che non sempre possa prevalere la logica dei numeri, soprattutto quando si parla di sostegno alla montagna e agricoltura".

 

Dopo le tre aste andate deserte era arrivata l'offerta dell'azienda Bampi, ritenuta non congrua per circa 50 mila euro, l'azienda si è fermata a 243 mila euro in trattativa privata, e alcuni Comuni interessati all'acquisizione dell'edificio per cambiare la destinazione d'uso, tra le ipotesi quella dell'amministrazione di Pergine che avrebbe visto di buon grado un utilizzo come magazzino. Il ricorso a un'ulteriore asta sembrava mettere fortemente a rischio il proseguo dell'attività

 

La ditta Furlani ha offerto 306 mila euro, l'amministrazione di Pergine si è fermata a 305 mila euro e il rappresentate dirigenziale per il Comune non ha voluto rilanciare. Partita così chiusa. "Malgrado gli screzi politici, comunque costruttivi per il sottoscritto, abbiamo tenuto duro anche dopo che le aste e le trattative non sono andate come auspicato. Mi sono impegnato fino all'ultimo per restare a capo come garante della procedura - evidenzia Moltrer - nonostante il tentativo di revoca dell'incarico. Ho resistito per cercare di fare il possibile affinché il servizio per gli allevatori prosegua e l'indirizzo per la trasformazione delle carni rimanga attivo".

 

Le preoccupazioni maggiori riguardavano, infatti, le procedure e i tempi stretti per arrivare a una soluzione che non comportasse la chiusura del macello in Valsugana, sarebbe stata la terza volta in circa 50 anni a chiudere. "Dopo un grande lavoro di mediazione - conclude Moltrer - siamo arrivati oggi a un grande risultato per le potenzialità che un comparto come questo può ancora esprimere. Mi impegnerò ancora di più per valorizzarlo e tutelarlo. Anche se il bene tra poco sarà privato, mi sento comunque garante: il servizio per la comunità deve essere espletato nel migliore dei modi. E' vero che anche se si perdono le battaglie, l'importante è che si siano combattute nel migliore dei modi, ma quando si vincono con coerenza e tenacia è ancora meglio".

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