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I ragazzi disabili imparano a sciare grazie al progetto Emma

Fino a marzo due gruppi di ragazzi della scuola primaria e della scuola secondaria di I° grado affetti da disabilità, si alternano settimanalmente sulle piste da sci dell’Alpe Cimbra

Di Raffaele Dalledonne - "Ivo de Carneri" - 19 febbraio 2017 - 20:43

TRENTO. Ha preso il via per il terzo anno consecutivo il “Progetto Emma”, l’entusiasmante esperienza che vede protagonisti un gruppo di ragazzini con disabilità, dai 6 ai 14 anni. I giovani vivranno a contatto con l’ambiente montano e si cimenteranno nello sci.

 

L’idea del progetto nata nel 2014, dall’incontro casuale della coordinatrice del Servizio Integrazione Scolastica e una psicomotricista dell’allora Azienda ULSS 22 di Bussolengo insieme alla mamma di Emma, una bambina “con bisogni speciali”, si è trasformata in realtà grazie al mix di competenza e passione di maestri di sci e operatori sociali, e la collaborazione dei tanti volontari e simpatizzanti.

 

L’obiettivo o meglio dire sfida, era quella di avvicinare un gruppo di bambini con disabilità, psichiche e relazionali, alla pratica di uno sport. Lo sci è perfetto perché mette in gioco abilità funzionali e di coordinazione motoria in un ambiente di per sé impegnativo e ostile come la montagna ma i ragazzi hanno dimostrato e dimostreranno che con determinazione e costanza, seppur tra enormi fatiche, si può tagliare qualsiasi traguardo.

 

Le associazioni che parteciperanno sono il “Servizio Integrazione Scolastica” di Bussolengo, lo “sci club Edelweiss” di Verona e la scuola sci “Scie di Passione di Passo Coe” (Folgaria). Quest’anno parteciperà anche la neonata associazione “La libellula e il giunco - Onlus”, fortemente voluta dai genitori che hanno partecipato e dato impulso al progetto. Alla base della loro attività la consapevolezza che le famiglie di persone con disabilità non debbano essere solo espressione di bisogni e richieste, ma parte attiva nella promozione di risposte e proposte in una logica di cooperazione con le istituzioni.

 

L’originalità del progetto è infatti anche quella di aggregare e mettere in relazione risorse diverse, pubbliche e private, singole e collegiali, tecniche e volontarie, ciascuna con un ruolo specifico e nel contempo fondamentale per rendere possibile la realizzazione dell’iniziativa.

 

Quindi sino a marzo i due gruppi di ragazzi delle elementari e delle medie si alterneranno settimanalmente sulle piste da sci. Il16 marzo si concluderà il “Progetto Emma”, sarà una giornata di festa e celebrazione dell’accessibilità allo sport per tutti, i giovani atleti scieranno davanti a un folto pubblico di familiari e tifosi.

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