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La famiglia si fa da parte, Fiorentina-Val di Fassa amore finito? L'Apt: "Diego Della Valle il nostro unico interlocutore"

Il club viola frequenta Moena ormai da sei stagioni e le vicende della proprietà potrebbero mettere in discussione il rinnovo dell'accordo. Andrea Weiss: "Siamo rimasti spiazzati, ma abbiamo ripreso il discorso. Abbiamo in mente altri investimenti sulle infrastrutture"

Di Luca Andreazza - 16 luglio 2017 - 22:56

MOENA. Questo è l'ultimo anno di contratto e dalla prossima estate la Fiorentina potrebbe non sbarcare più tra le Dolomiti della Val di Fassa per preparare la stagione. 

 

La trattativa per il rinnovo era in dirittura d'arrivo già a maggio, mancava solo l'annuncio ufficiale a sancire un rinnovato amore tra le parti fino al 2020. Il 26 giugno scorso ecco però un brusco stop: i Della Valle, troppo amareggiati per le contestazioni dei tifosi, si prendono un momento di riflessione sul futuro della famiglia in società. 

 

"Un'interruzione nella trattativa c'è stata - conferma Andrea Weiss, direttore dell'Apt Val di Fassa - ma ora abbiamo ripreso le fila del discorso e contiamo di definire gli ultimi dettagli per rinnovare l'accordo: la soddisfazione reciproca è alta e la Fiorentina è molto contenta di Moena tra strutture, paese e ambiente che ci siamo continuamente impegnati a migliorare".

 

Questo tentennamento nella proprietà sembra interessare infatti anche la Val di Fassa, che ormai da sei anni ospita il club viola, rimasta però spiazzata dalla mossa della famiglia, tanto che anche la macchina organizzativa avrebbe chiesto, a sua volta, un momento di riflessione per valutare tutti gli sviluppi della vicenda. 

"Il nostro interlocutore in Fiorentina è proprio Diego Della Valle - aggiunge il direttore - sinonimo dal nostro punto di vista di garanzia e qualità. Inizialmente siamo in effetti rimasti spiazzati di questa decisione. Ora però il dialogo è ripreso e la trattativa prosegue per trovare un accordo che possa continuare a soddisfare entrambe le parti".  

 

Le prospettive viola avrebbero infatti consigliato prudenza in quel di Moena, che tra costi di ospitalità e quota versata alle casse della società, investe circa 400 mila euro a stagione. A sentire le indiscrezioni, la Val di Fassa vuole capire se il livello di competitività della squadra possa garantire gli standard delle precedenti stagioni. Standard che si traduce in tre campionati conclusi al quarto posto, qualificazione all'Europa e quindi visibilità al territorio.

 

"Ospitare la Fiorentina - commenta il numero uno dell'Apt - non è certamente come avere Juventus, Milan e Inter, ma il bilancio del ritiro è positivo. I risultati sportivi sono stati buoni, ma soprattutto registriamo una crescita del turista toscano in località. Il tifoso viola - evidenzia - è qualitativamente ottimo, non solo dal punto di vista comportamentale, ma anche perché si sposta in famiglia, una tipologia che cerchiamo, senza dimenticare la buona capacità di spesa. Rispetto al tifoso della Sampdoria, abbiamo notizie dai nostri operatori che questi turisti ritornano anche durante l'inverno. Inizialmente i ritiri erano una mossa di marketing e visibilità per avere le televisioni in Val di Fassa, ma ora sta diventando un prodotto maturo".    

 

L'ipotesi sul tavolo sarebbe ora quella di prolungare per un solo anno, a fronte del triennio inizialmente previsto.

 

"La trattativa resta per i prossimi tre anni - conclude Weiss - in quanto abbiamo in previsione degli ulteriori investimenti alle infrastrutture, come costruire un secondo campo regolamentare a Moena, ma per fare questo ci servono determinate garanzie che possono essere date solo da un accordo più lungo".

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