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La locomotiva a vapore della fine della Grande Guerra è di nuovo in funzione e tornerà a servire la tratta Pergine-Bassano

La locomotiva 880.001 entrò in funzione subito dopo l'armistizio del '18 e fu cruciale per portare gli aiuti americani nel nord del Trentino per curare la comunità dalla spagnola. Adesso un progetto prevede di riaprire la linea in chiave turistica con due carrozze degli anni '30 e '50

Di Luca Pianesi - 01 aprile 2017 - 18:49

PRIMOLANO. Fu la locomotiva che dall'Italia permise agli aiuti americani di risalire la Valsugana e di raggiungere anche le zone più a nord, colpite dall'epidemia di spagnola. Venne rimessa sui binari non appena la ferrovia venne ripristinata per intero e i ponti, fatti saltare durante la guerra da italiani e austriaci a fasi alterne, vennero ricostruiti. E' la vaporiera 880 001 di costruzione Breda del 1916 che dal 15 dicembre 1918 fu operativa sulla tratta Trento - Primolano - Bassano. La storica locomotiva, negli scorsi giorni è tornata a Primolano rimessa completamente a nuovo, con tanto di caldaia revisionata e riattivazione delle parti meccaniche. Da progetti tornerà, ci si augura entro la fine dell'anno, anche sui binari con continuità: sarà lei, infatti, l'ammiraglia del treno turistico che collegherà la Valsugana alla Valbrenta.

 


 

Ultracentenaria, è stata conservata come monumento alle ferrovie all'interno delle Officine di Cittadella e dal 2006 è stata donata all'Associazione no-profit Società Veneta Ferrovie. Rimasta al coperto negli ultimi 25 anni si presentava ancora in ottima forma e dopo il restyling di questi giorni è pronta a tornare a sbuffare su e giù tra Veneto e Trentino. Si trainerà due carrozze d’epoca (anni '30 e '50) la Abi 65000 e la Bz 38.416, anche queste già rimesse a nuovo con tanto di rifacimento telaio, cassa, impianto elettrico ed arredi interni. In particolare quest'ultimi sono stati riportati allo stato d'origine con cappelliere, lampade per l'illuminazione e sedili, imbottiti e rivestiti in velluto rosso per la prima classe. Alle carrozze saranno poi agganciati uno o due carri merci che serviranno per trasportare le biciclette dei cicloturisti che percorrono la ciclabile del Brenta. 

 


 

Il progetto, per il quale sono stati stanziati 1,6 milioni di euro, è finanziato dal Fondo Odi (quello per i comuni delle aree di confine con il Trentino) e mira a dare un plus al sistema turistico della zona. La linea, oltre a servire, paesi e territori molto interessanti sul piano artistico e naturalistico, ha un alto valore storico. Acquisì una cruciale importanza proprio con lo scoppio della Prima Guerra e dal 28 luglio 1914 la direzione della linea da Trento a Primolano venne gestita dai militari dell'esercito austro-ungarico.

 


 

"Dal 24 maggio 1915 iniziò un ritiro graduale verso Trento - si legge nella documentazione ufficiale del Comune di Cismon del Grappa - con la conseguente demolizione delle grandi opere d’arte da Tezze fino a Levico. Con l'offensiva austriaca sull'Altopiano dei Sette Comuni (la Strafexpedition, nel giugno 1916) e lo sfondamento di Caporetto del 24 ottobre 1917, l'esercito imperiale riprese possesso della valle scendendo verso Bassano. Contemporaneamente all'avanzata dei germanici l'esercito italiano provvedeva nella ritirata alla distruzione dei manufatti più importanti come il ponte a tre luci sul Cismon e diverse gallerie. Contestualmente all'avanzata verso Bassano l'esercito austro-ungarico dovette procedere al ripristino delle infrastrutture per permettere il rifornimento delle truppe che operavano verso il Canale del Brenta. La linea vide protagonisti anche i grossi cannoni ferroviari italiani che, posti su appositi binari collegati alla rete e disposti in modo da permetterne facili spostamenti, davano la possibilità di lanciare proiettili fino a 37 chilometri di distanza".

 

Con l'armistizio del 4 novembre 1918 la linea passò al governatorato militare di Trento. Da lì in poi si tornò a ricostruire. Era, infatti, impossibile percorrere l’intero tratto da Bassano fino a Trento perché mancavano interi chilometri di binario, ed era necessario procedere alla bonifica della sede a causa dei numerosi ordigni inesplosi presenti. Si dovette, quindi, procedere alla ricostruzione dei ponti demoliti e al ripristino del piano del ferro nelle stazioni. Vennero poi smantellate le stazioni e le fermate "militari" nonché tutti i raccordi costruiti dagli austriaci per l’approvvigionamento del fronte. Le stazioni di confine come Primolano, Tezze e Grigno, con l'annessione del Trentino all'Italia, persero gradualmente, la loro importanza ma nulla venne completamente smantellato e oggi quel percorso carico di suggestioni potrebbe tornare a rivivere.

 

 

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