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Nave San Rocco, compare una striscia di cemento, il sindaco: "Tutto in sicurezza, nessun pericolo"

Diverse segnalazioni hanno mostrato una certa preoccupazione per la sicurezza di persone e veicoli, oltre al pericolo esondazione. Valer: "Opera provvisoria, in sei mesi concludiamo i lavori e verrà rimossa. La segnaletica evita incidenti", ma un paio di dossi rallentatori potrebbero aiutare

Di Giacomo Degasperi e Giorgia Vinante (Liceo Prati) - 18 febbraio 2017 - 13:01

NAVE SAN ROCCO. La nuova strada apparsa recentemente tra la pista ciclabile e il fiume Adige nel comune di Nave San Rocco in via Lungo Adige ha fatto storcere il naso a molti: una lingua d'asfalto costruita vicino al fiume attraversa in due punti la ciclabile e potrebbe rappresentare un pericolo per i ciclisti in transito, senza dimenticare eventuali criticità in caso di esondazione. 


"La strada, lunga un chilometro circa, è una via provvisoria - spiega Joseph Valer, sindaco di Nave San Rocco - necessaria per dare accesso alle abitazioni in località Ischia, al cantiere del cavalcavia e alle aziende nelle vicinanze. La società Autostrade del Brennero si impegnerà a rimuoverla non appena sarà pronto il nuovo ponte: i lavori procedono velocemente, entro sei mesi probabilmente sarà ultimato".


Diverse segnalazioni mostrano un certo grado di preoccupazione per eventuali piene dell'Adige che potrebbero asportare l'asfalto, intasando i piloni dei ponti e arrecando pericolosi danneggiamenti, mettendo in pericolo la sicurezza di persone e veicoli. Anche in questo caso il primo cittadino però si mostra sereno e tranquillizza la cittadinanza: "Tutto è in sicurezza - dice - la Provincia e i Bacini montani hanno autorizzato la realizzazione: in caso di esondazione la strada verrà chiusa e le autovetture transiteranno sull'attuale pista ciclabile".


La zona interessata dal breve tratto di strada si colloca infatti per il servizio dei Bacini montani nell'area B: "uno spazio soggetto a fenomeni d’esondazione, a prescindere dalla destinazione d’uso delle opere e strutture previste, il primo piano di calpestio dovrà essere collocato a una quota uguale o superiore a +2.0 metri dal p.c. Specifiche ed articolate analisi su modelli idrologici del F. Adige - prosegue il rapporto - verificate dal Servizio Bacini Montani della P.A.T., esclude ad oggi, la possibilità di tracimazione delle massime portate del fiume con tempi di ritorno di 200 anni. Rimane comunque in essere il potenziale pericolo di erosione e/o cedimento di alcune porzioni d’argine del F. Adige che non presentano il diaframma di consolidamento centrale. Le geometrie con chiusura verso valle e la morfologia generale di tale area, limitata verso ovest dal rilevato dell’autostrada possono, in caso di rottura degli argini, provocare un effetto 'vasca'. [...] Preso atto ed analizzata la tipologia e il collocamento morfologico e idrogeologico di tutte le aree soggette alla Variante 2013 del P.R.G., si conferma la loro compatibilità concernente le opere/strutture/infrastrutture previste con la pericolosità di esondazione del Fiume Adige e delle fosse drenanti presenti, previo il rispetto degli accorgimenti realizzativi sopra riportati, indicati e concordati con i Tecnici del Servizio Bacini Montani P.A.T.".

 

Le tante segnalazioni ricevute ci hanno spinto inoltre a recarci sul posto per percorrere il nuovo tratto di strada, ma il sindaco Valer smentisce anche il possible pericolo causato dall'attraversamento della ciclabile: "dal momento - conclude - che è stata predisposta la segnaletica di prestare attenzione". La via termina in leggera salita, togliendo un po' di visibilità e forse un paio di dossi rallentatori potrebbero togliere ogni dubbio, in quanto siamo stati testimoni diretti che stradina e ciclabile sono molto utilizzate e qualche automobilista incurante del segnale di 'Stop' non ha nemmeno accennato a frenare prima di attraversare l'incrocio a buona velocità. 

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