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Nel Benin una scuola intitolata alla memoria della bolzanina Maria Cristina Santuari

L'insegnante e dirigente scolastica, scomparsa nel 2014, era impegnata nella solidarietà nei paesi del Terzo Mondo. La scuola è solo l'ultimo tassello del Gruppo Missionario Meranese "Un pozzo per la vita", attivo da 45 anni per migliorare la vita quotidiana dell'Africa

La scuola di Yakabissi nel Nord del Benin e intitolata all'insegnate e dirigente scolastico Maria Cristina Santuari
Di Luca Andreazza - 03 novembre 2016 - 10:25

TRENTO. "È per noi una grande gioia poter offrire quest'opportunità in questo villaggio nel nome e nel ricordo di una donna, la professoressa Santuari, che aveva tanto a cuore l'educazione dei giovani". Queste le parole del Vescovo in Benin, martedì 1 novembre, per salutare la nuova scuola primaria cattolica appena inaugurata a Yakabissi, un piccolo villaggio incastonato nell'Atacora nel Nord del paese.

 

L'edificio è stato intitolato alla memoria di “Maria Cristina Santuari”, insegnante e dirigente dell'Istituto scolastico Marcelline di Bolzano: “La scuola è stata finanziata – spiega Giuseppe Marzano, responsabile comunicazione del Gruppo e marito di Maria Cristina (scomparsa il primo novembre del 2014 dopo una grave malattia, ndr) – in parte con il contributo della Regione e in parte attraverso le donazioni di privati. Al funerale di mia moglie non abbiamo chiesto fiori, ma donazioni per sostenere le nostre missioni”.

 

La struttura è solo l'ultima, in ordine di tempo, resa possibile dall'impegno, dalla sensibilità e dalla solidarietà del Gruppo Missionario di MeranoUn pozzo per la vita. L'associazione in 45 anni di attività ha toccato diversi paesi africani e oggi opera anche in Togo e in Burkina Faso, dove recentemente sono stati ultimati rispettivamente il centro di salute mentale e il dispensario medico.

 

In molti Paesi dell'Africa occidentale l'acqua potabile di buona qualità è un "lusso" che non tutti possono permettersi: Alpidio Balbo e il Gruppo Missionario "Un pozzo per la vita", si impegnano per migliorare le condizioni d'accesso all'acqua potabile degli abitanti nei villaggi più periferici del Benin e in altri Paesi dell'area.

“Un pozzo per la vita”, in accordo con le diocesi e le organizzazioni di carità della Chiesa cattolica presenti sul posto, rivolge però le sue attenzioni su altri aspetti e promuove anche progetti in ambito educativo, della cura e dell'assistenza dell'infanzia, della sanità, della formazione professionale, della salvaguardia e del ripristino ambientale, dell'agricoltura. 

 

Il Gruppo Missionario “Un pozzo per la vita” è una onlus attiva dal 1971 su idea di Alpidio Balbo, ma formalmente fondata nel 1984: “Balbo era un commerciante meranese – ricorda Giuseppe - che aveva trascorso alcune settimane di vacanza a Lomè (Togo) per riprendersi dalla lunga convalescenza a seguito di un gravissimo incidente stradale, capitò a Bohicon, in quanto aveva preso l'impegno di consegnare una lettera ad una suora trentina che lavorava in un dispensario. Doveva essere una commissione rapida e, invece, nelle poche ore della sua permanenza in paese, morirono sei bambini per la mancanza di medicine comuni in Europa. Una situazione tragica”.

 

La scuola in Benin dedicata alla memoria di Maria Cristina Santuari
Un'immagine di Maria Cristina Santuari all'inaugurazione della scuola
I giovani studenti fuori dal nuovo edificio scolastico
Un interno della scuola "Maria Cristina Santuari"
La costruzione di un pozzo per l'acqua potabile

Il Benin ha attraversato un periodo turbolento e instabile a cavallo degli anni '80 e '90: numerosi golpe prima di una dittatura di stampo marxista, appoggiata e influenzata da Mosca e da Cuba. “Poi grazie all'intervento della Chiesa – ci dice Marzano – la democrazia ha preso piede e ora la situazione è abbastanza tranquilla (in Benin è stata istituita una repubblica parlamentare, ndr)”.

 

In Benin vivono circa 40 gruppi etnici differenti, il maggiore è quello dei Fon (circa il 40% della popolazione ndr) e sono tante le religioni praticate per un credo spazia dai cristiani ai musulmani passando per gli atei e le credenze locali.

 

“La convivenza fra le diverse religioni e le tante anime del paese è una realtà e non ci sono tensioni particolari. Certo, la povertà dilaga in tutto il paese e il sostentamento si basa sull'agricoltura (mais e cotone, ndr)”.

 

Le opere però non sono finite "E a gennaio - conclude Marzano - inizierà la costruzione del secondo blocco dell'edificio scolastico per ospitare altre 3 classi. La volontà dell'associazione è quella di dare continuità allo studio e all'infrastrutturazione del paese per migliorare le condizioni di vita delle popolazione locali e cercare di dare un futuro a queste giovani generazioni".

 

 

 

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