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Quasi tre milioni di visitatori, il Muse continua a stupire. Sabato la festa di compleanno

La realtà trentina è nella Top 10 dei musei italiani e al primo posto tra quelli di scienze. Non solo mostre e museo, ma anche attualità e divulgazione scientifica. In previsione una collaborazione più stretta con Tirolo e Baviera. Lanzinger: "Agisci locale, pensa globale"

 

Da sinistra Michele Lanzinger (direttore del Muse), Marco Andreatta (presidente del Muse), l'assessore Tiziano Mellarini
Di Margherita Girardi - 13 luglio 2017 - 19:07

TRENTO. Si contano circa 2,5 milioni visitatori da luglio 2013 per un dato annuale tre volte oltre le previsioni che portano il Muse a guadagnarsi un meritato posto nella Top 10 dei musei italiani con cifre che superano le 500 mila visite e l'80% dei visitatori arriva da fuori regione. Un risultato che posiziona la realtà trentina al primo posto tra i musei di scienze. "Il nostro museo - dice Marco Andreatta, presidente del Muse - è un’eccellenza a livello italiano ed europeo”.

 

Ma i numeri sono destinati a durare. Il museo continua ad attirare infatti persone grazie ai temi che presenta, scientifici, ma anche attuali, come la sostenibilità, il rispetto della biodiversità, l’impatto dell’uomo sull’ambiente. “Sicuramente il museo sta funzionando - continua il presidente - è un successo che si sta stabilizzando".

 

"Non è una bolla legata all’inaugurazione - spiega il direttore Michele Lanzinger - ma siamo riusciti a dialogare con un pubblico eterogeneo". Questo museo è un prodotto di alta qualità scientifica, dove hanno trovato lavoro quest’anno 239 persone qualificate, di cui il 91% laureate.

 

 

Il Muse si distingue non solo come museo, ma come centro di divulgazione scientifica, cultura e dibattito, ma anche come istituto di ricerca. Anche l’assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini sottolinea l’importanza del Muse come elemento di traino fondamentale per la cultura, non solo per i suoi visitatori e i cittadini del capoluogo, ma anche per gli abitanti di tutto il territorio.

 

L'assessore suggerisce una collaborazione più stretta sia con la macroregione del nord dell’Italia, che rappresenta circa il 50% delle visite, ma anche con il Tirolo e la Baviera, per diventare un sistema non solo nazionale, ma anche europeo. La Germania risulta essere infatti la prima provenienza estera, seguita dall’Olanda.

 

“La biodiversità e la lettura del paesaggio - sottolinea Lanzinger - sono i due assi su cui è costruito il museo e gli elementi da cui traiamo ispirazione. All’interno del museo sono tante anche le scolaresche in visita".

 

Il direttore mette in luce inoltre come la ricerca mirata sul territorio abbia un grande valore scientifico in termini di modelli di previsione e gestione del territorio: "Agisci locale, pensa globale", sintetizza Lanzinger.

 

Nelle mostre temporanee, 54 ad oggi, vengono ripresi tanto grandi nomi di protagonisti del passato, quanto branche della scienza in via di sviluppo, a dimostrare "questo dialogo fra passato, presente e futuro - conclude Lanzinger - come macchina culturale importante".

 

Il Muse non si ferma dopo questo incredibile successo. In programma ha già due nuove mostre temporanee: 'Archimede. L’invenzione che diverte' dal 16 luglio all’8 gennaio e 'Il gigante incatenato. La battaglia delle dighe sul Mekong' dal 16 luglio al 10 settembre. Sabato 15 luglio ci sarà l’inaugurazione di entrambe, insieme alla festa per i 4 anni di attività del museo, 'Il Muse di mezza estate', dal pomeriggio fino a tarda serata.

 

Le attività in programma sono varie, ce ne sono per tutti i gusti, da 0 a 99 anni d’età tra musica, mostre, laboratori e molto altro.

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