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Muse, 3,5 milioni di presenze in 6 anni per un giro d’affari da quasi 27 milioni di euro all’anno

L’impatto dell’indotto del museo delle scienze sull’economia trentina è calcolato in oltre 9 milioni di euro. Il direttore Lanzinger: “Cifre che stanno a dimostrare che molti degli investimenti del Muse dopo sei anni sono già rientrati”

Di Matteo De Stefano/MUSE - Wikimedia Italia
Di Tiziano Grottolo - 20 febbraio 2020 - 09:30

TRENTO. Al netto delle polemiche (QUI articolo) e dei (tanti) nodi irrisolti il Muse macina record su record: in sei anni e mezzo infatti, il museo delle scienze ha raggiunto quota 3 milioni e mezzo di presenze: il 71% dei quali visitatori, il 25% scolaresche e il 7% di turisti esteri.

 

“Quest’ultimo un settore sul quale si sta lavorando anche con Trentino Matketing”, ha detto il direttore Michele Lanzinger. Nonostante il presidente del Muse, Stefano Zecchi, lamenti la scarsa presenza di visitatori dal vicino Alto Adige la maggior parte dei visitatori arriva dalle regioni fuori provincia, l’84% del totale. 

 

Numeri importanti che certificano la qualità ma che garantiscono anche la sostenibilità economica del progetto, infatti grazie alle attività messe in campo, in particolare da quella educative, il Muse riesce a coprire il 43% dei costi di mantenimento. Al contempo la struttura garantisce un buon livello di attrazione di finanziamenti legati ai progetti dell’Unione Europea e della Provincia.

 

In valori assoluti il museo delle scienze mobilita 26 milioni e 635 mila euro all’anno, di questi 9 milioni e 800 mila grazie agli stipendi e all’occupazione che crea. Dopodiché 7 milioni e 600 mila vengono dalla fiscalità che genera mentre l’impatto dell’indotto sull’economia trentina è calcolato in 9 milioni e 225 mila euro: “Cifre – ha concluso Lanzinger – che stanno a dimostrare che molti degli investimenti del Muse dopo sei anni sono già rientrati”.

 

Importanti anche i numeri degli occupati, nelle sette sedi, sono ben 252 gli addetti ai lavori, qui però c’ una nota dolente: si rileva uno squilibrio tra il personale a tempo indeterminato, il 40% del totale, e quello a contratto (tra questi ultimi tutti quelli che lavorano nel settore strategico delle scuole). Situazione che ha portato a non poche tensioni con i sindacati che hanno minacciato più volte la mobilitazione (QUI articolo).

 

Oltre ai dipendenti al Muse sono presenti pure 172 ragazzi che stanno la prendendo parte alla così detta alternanza scuola-lavoro e 115 volontari. “Infine – ha ricordato il direttore – ci sono 40 ricercatori che svolgono un’attività di alto livello scientifico”.

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