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Sanifonds, Cisl e Uil compatte: "Funziona. Il 98,9% dei dipendenti dell'Università ha aderito e entro metà marzo già rimborsati 13 mila euro"

Negli scorsi giorni la Fenalt aveva minacciato di revocare la sua partecipazione al fondo. La replica di Alotti e Pomini: "Dovrà essere il fondo complementare della sanità pubblica ma sta già funzionando. I rimborsi medi non sono di qualche decina di euro ma di 300 euro, con punte di 1.000 per persone con patologie gravi o con molte spese sostenute"

Cisl Fp Trentino, spazio autogestito
Pubblicato il - 04 marzo 2017 - 12:55

TRENTO. "Se Sanifonds non cambierà tra qualche mese partirà la nostra campagna per far arrivare le revoche. Poi chiederemo a Rossi di realizzare un modello alternativo magari appoggiandoci a Cooperazione salute". Diceva così due giorni fa al Corriere del Trentino il segretario della Fenalt Maurizio Valentinotti. Dichiarazioni forti che ancora una volta rimettono in discussione il futuro di Sanifonds, il fondo sanitario voluto dai sindacati e sostenuto dalla Provincia con lo scopo di fornire forme integrative di assistenza in caso di malattia, non autosufficienza e infortuni. Ma è altrettanto forte la replica di Cisl e Uil. "La Cisl e la Uil del Trentino, che oltre ad essere presenti nel CdA di Sanifonds esprimono unitariamente anche il vicepresidente Walter Largher, non ci stanno alle provocazioni di Fenalt - scrivono congiuntamente i segretari dei due sindacati Pomini e Alotti -. Ritengono velleitaria e priva di futuro l’ipotesi di un Fondo Sanitario Fenalt - Cooperazione, concentrato quasi esclusivamente sulla “non autosufficienza” e con coperture prevalentemente assicurative, “benedetto” dall’assessore regionale Plotegher".

 

"E se non ci convince la sparata di Valentinotti - proseguono i due sindacati - crediamo sia ora di reclamizzare a gran voce i risultati di Sanifonds ed il gran lavoro fatto, tenendoli distinti dalle discussioni e dalle innegabili scaramucce fra le diverse componenti facenti parte del CdA o solo firmatarie (Confindustria e Cooperazione) dell’Accordo interconfederale con la Pat, che ha avviato la Sanità integrativa territoriale trentina. E questi risultati i dipendenti interessati li hanno ben compresi, se è vero che a gennaio il comparto di più recente adesione a Sanifonds - ossia i dipendenti dell’Università di Trento - ha registrato un’adesione al Fondo del 98.9%. Tanto per iniziare entro la metà di marzo il Fondo avrà rimborsato tutte le 13.000 richieste di rimborso pervenute (spese 2015 e 2016) con rimborsi medi non di qualche decina di euro ma di 300 euro, con punte di 1.000 euro per persone con patologie gravi o con molte spese sostenute".

 

"Quello che qualcuno aveva definito un 'carrozzone' , grazie ad un modello gestionale snello, interamente digitalizzato, con una squadra talentuosa di tecnici locali con la guida di un Direttore capace e dinamico, chiuderà il primo bilancio 2016 con un peso dei costi di gestione sul totale dei contributi pari al 4%, ben 15 punti sotto la media dei fondi assicurativi cui la Fenalt pensa di rivolgersi. Risultato che consentirà a Sanifonds di proseguire nell’aumento dei massimali riconosciuti agli iscritti (come già avvenuto per il massimale odontoiatria passato da 65 euro a 230 euro). Per non parlare del futuro. Le comunque sempre “ricevibili” proposte migliorative di Fenalt e di altri detrattori del Fondo sono già superate dalla realizzazione ed imminente presentazione del nuovo Piano sanitario 2017, elaborato dalla struttura tecnica di Sanifonds, che sulla scorta dell’analisi delle 50.000 fatture pervenute e dell’ indagine di soddisfazione condotta on line su oltre 1.000 iscritti, sarà molto sfidante e concorrenziale rispetto a qualsiasi altro Fondo, locale o nazionali, lo si vorrà comparare".

 

"Infine - concludono Alotti e Pomini - e su questo anche Fenalt è in linea con noi, siamo assolutamente convinti che Sanifonds dovrà essere il Fondo “complementare” della sanità pubblica trentina, concentrandosi ancor più su quelle ampie aree di prestazioni o servizi non coperti dal sistema sanitario pubblico (cure odontoiatriche, psicoterapia, dietologia, fecondazione assistita) o per le quali i cittadini fanno comunque ampio ricorso a prestazioni private o libero professioni ( ad esempio la fisioterapia o le prestazioni specialistiche) che, come ben sanno i trentini, comportano il pagamento anche del ticket. Un ultimo dato, per smentire la leggenda metropolitana dei rimborsi a pioggia di Sanifonds: solo il 4,5% del totale delle prestazioni rimborsate è da riferirsi a rimborso ticket".

   

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