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Settore farmaceutico e Sanità: cosa sta cambiando a Trento

Nelle ultime settimane si è assistito ad un avvicendamento al vertice del Servizio farmaceutico trentino. A nominare la nuova guida è stato il direttore generale dell’Apss. Cosa cambierà ora per la sanità locale?

Pubblicato il - 30 marzo 2017 - 11:38

TRENTO. Riccardo Roni è il nuovo direttore del Servizio farmaceutico dell'Apss. Una decisione arrivata recentemente, per la precisione il 6 marzo, ad opera del direttore generale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, Paolo Bordon. Il nuovo direttore del Servizio farmaceutico, laureato in farmacia a Pavia e già attivo nella tecnostruttura Sistemi di governance dell’Apss, occuperà l’incarico di vertice per i prossimi 5 anni. Un incarico delicato, quello di direttore del Servizio farmaceutico di Trento. Da statuto della Provincia, infatti, questa figura deve occuparsi delle attività farmaceutiche sul territorio; vigilare quindi su tutte le farmacie; svolgere un ruolo di ispezione anche in materia di distribuzione di farmaci.

 

Una sfida che arriva in un momento delicato e con tante novità all’orizzonte. Su tutte, quelle legate alla distribuzione del farmaco a base di marijuana per scopi terapeutici. Il 2017 è iniziato con una grande novità per l’Italia, la possibilità per le farmacie territoriali di vendere il farmaco a base di cannabis coltivata per due anni dallo Stato, a Firenze. Senza più, quindi, la necessità di importarla da fuori, ma potendone usufruire con un iter almeno in teoria snello, come quello relativo a tutti i farmaci tradizionali.

 

Più precisamente ogni regione, o provincia autonoma, come nel caso di Trento, deve andare nello specifico a predisporre l’iter tecnico e burocratico per la diffusione del farmaco, visto che le decisioni in campo sanitario spettano, come noto, agli enti locali. E da questo punto di vista, per la prima volta anche a Trento sono state diffuse prospettive non rosee per il futuro della sanità. Sbloccata da poche settimane la situazione, ferma da 10 anni, legata al rinnovo dei contratti per i dipendenti del comparto, da un recente studio presentato dal collegio dei revisori dei conti dell’Azienda sanitaria è emerso che l’attuale quadro dei finanziamenti per il 2017 / 2019 non sarebbe coerente con l’evoluzione della spesa sanitaria. In sostanza, anche per la virtuosa sanità trentina potrebbero esserci all’orizzonte periodi di magra.

 

Il che, qualora fosse vero, andrebbe ad influire direttamente anche sul settore farmaceutico, da poco passato di mano. Sulla base di quanto detto, verrebbe da dire che il nuovo direttore Riccardo Roni abbia scelto a livello di sfida un periodo sicuramente stimolante per salire sullo scranno più alto del comparto farmaceutico trentino. 

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