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Un furto in casa dura dai 2 ai 4 minuti: ecco tutti i segreti per prevenirli e combatterli

Gli studenti del Prati sono stati a Trento Fiere per l’esposizione “Idee casa unica” e hanno incontrato Monetta di Sicurpiù che gli ha spiegato tutto quello che c'è da sapere delle rapine in casa e di come difendersi: dai medaglioni anticoercizione agli allarmi (lo strumento meno funzionale)

Di Eugenio Calzolari e Donato Guandalini - 13 novembre 2016 - 17:19

TRENTO. Dall’11 al 13 novembre si è svolta a Trento Fiere l’esposizione “Idee casa unica”, riguardante l’innovazione e la qualità nell’arredare e nel costruire sostenibile. Abbiamo incontrato Matteo Monetta, responsabile commerciale “Sicurpiù” sistemi di sicurezza che ha tenuto la conferenza “Casa sicura. Furti in abitazione: come avvengono e come prevenirli”. E' stato lui a spiegare quali potrebbero essere le falle nei sistemi di allarme, come risolverle e come proteggersi al meglio. E allora ecco: un sistema completo ed efficace comprende sicurezza attiva, passiva e la risorsa umana. La prima conta tutto ciò che permette di agire in tempo reale rallentando il ladro, la sicurezza passiva sono le tecnologie che consentono di elaborare prove, per esempio le videocamere, e la risorsa umana sono gli interventi da parte delle forze dell'ordine.

 

Se il sistema consiste solo in uno di questi tre elementi, la probabilità che si verifichi un’irruzione con conseguente furto è molto alta. L’anello debole della catena è l’uomo, perché soggetto a rallentamenti imprevedibili. Solitamente un furto dura dai 2 ai 4 minuti e l’unico modo per sventarlo è l’intervento di qualcuno. Il compito del sistema di sicurezza non è quello di fermare il ladro, in quanto molto difficile, bensì di spaventarlo, rallentarlo e guadagnare tempo per permettere alle forze dell’ ordine di giungere sul luogo.

 

Le semplici finestre possono essere aperte con un comune trapano elettrico, ma se le maniglie fossero dotate di un blocco o di un pulsante, sarebbe già più complesso riuscire ad entrare. Ci si impiegherebbe più tempo, o si sarebbe costretti a rompere il vetro causando un rumore che potrebbe destare sospetti. Un buon sistema di sicurezza attivo deve avere delle caratteristiche ben precise, tipo:

- poter comunicare con l’esterno per avvertire il proprietario, tramite messaggio telefonico, che qualcuno sta cercando di entrare nella sua abitazione.

- funzionare 24 ore su 24 con la possibilità di intervento in tempi brevi del manutentore.

- essere collegato a un sistema di telecamere per vedere in tempo reale cosa accade.

- essere automatizzato: in questo modo se si attiva l’allarme il sistema avvisa i carabinieri, e grazie alla gestione a distanza il proprietario può per esempio abbassare le tapparelle o accendere le luci così da mettere in difficoltà il criminale, causandogli stress e facendogli perdere tempo prezioso.

 

Il “sistema di movimento” è un esempio di sistema di sicurezza attiva che permette di rilevare i movimenti grazie a dei sensori, può essere interno, perimetrale (fino alle finestre) o esterno (giardino, viale ecc…). Quello esterno permette di avvisare subito la presenza di qualcuno al di fuori dell’abitazione in modo tale da avvertire e far intervenire prima i carabinieri. Nel caso in cui rilevi i movimenti di un animale, grazie al collegamento con le telecamere, che trasmettono le immagini direttamente sul proprio cellulare, è possibile controllare se si tratti di un problema reale o di un “falso allarme”. Inoltre con le rilevazioni di avvicinamento progressivo indirizzato, in un primo momento si attivano solo le telecamere, ma se entrano in funzione anche altri sensori (finestra, porta ecc…), il sistema riconosce che si tratta di una vera e propria minaccia. A questo punto scatta l’allarme.

 

Un sistema molto comune ma poco funzionale è la sirena, perché i vicini o il proprietario stesso si abituano al suono in seguito a numerosi falsi allarmi causati per esempio da animali e quindi in caso di una vera segnalazione non ci si rende conto del pericolo effettivo. Il sistema rilevamento calore è molto valido perché, anche se il ladro indossa una tuta termica, esso nota la differenza di temperatura fra le varie parti del corpo. L’unico limite è che il sensore può essere coperto da una lastra di vetro o con dello spray, quindi si raccomanda di installarlo in posizioni difficilmente raggiungibili.

 

Ma se il ladro ci aspettasse fuori casa, ci puntasse un’ arma contro e ci costringesse a farlo entrare? In questi casi ci sono i codici anticoercizione. Se si ha un codice di 4 numeri e se ne digitano cinque, o se si sbaglia la quarta cifra schiacciandone un’altra (precedentemente concordata) il sistema si disinstalla ma viene comunque inviato un messaggio a numeri preselezionati (forze dell’ordine), in modo da non far agitare il criminale ma riuscire comunque a chiedere aiuto. Esiste inoltre, per chi temesse di non riuscire ad affrontare la situazione, un medaglione anticoercizione. Schiacciando un pulsante si attiva lo stesso tipo di allarme sopra citato. È inoltre dotato di un sistema antistrappo, infatti se il ladro tira il laccio, questo si rompe grazie ad un gancetto, evitando che il malintenzionato possa ferire la persona. Monetta ci racconta che questi sistemi hanno costi abbastanza elevati, ma di sicuro è meglio spendere qualche soldo in più, piuttosto che mettere a rischio la vita dei nostri cari.

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