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Trentino Volley, il bilancio del presidentissimo. Mosna: "Si gioca troppo, club pronti a rompere con la Federazione"

Volley. Il numero uno della Diatec stila un bilancio positivo del 2017. Mosna: "Un avvio difficile, giocatori arrivati stanchi dalle nazionali, ma ritorneremo in alto con umiltà e passione"

Di Luca Andreazza - 30 dicembre 2017 - 21:18

TRENTO. "Siamo vicini al punto di rottura e le ipotesi in campo sono tante per fronteggiare un calendario sempre più fitto, nel quale società e giocatori vengono spremuti dalle Federazioni", queste la parole di Diego Mosna, patron della Trentino Volley, nel commentare l'avvio di stagione non facile del sodalizio di via Trener.

 

Dopo la prima di ritorno la Diatec naviga, infatti, a ridosso del gruppo di testa della SuperLega. Un quinto posto maturato dopo un avvio poco brillante e agguantato al termine di sette vittorie consecutive.

 

Ormai siamo ai titoli di coda di questo 2017, un anno ricco di finali e il numero della società trentina traccia un bilancio dei gialloblu e guarda anche al futuro della pallavolo italiana.

 

Oggi la Diatec si presenta in fase di solida ricostruzione dopo aver dominato il panorama europeo e mondiale, ma che continua ad ambire a recitare un ruolo da protagonista.

 

Tre finali tra scudetto, coppa Italia e coppa Cev. Ma nessun trofeo. A questo si aggiunge un terzo posto al Mondiale per Club. Come definirebbe l'anno appena concluso?

Una stagione straordinaria, sempre al vertice. Certo se si guardano i titoli vinti il bicchiere resta mezza vuoto, ma per giocare in determinati appuntamenti bisogna intanto arrivarci. Il bilancio non può che essere positivo. 

 

In estate è iniziato un altro corso. Tanti volti nuovi e un inizio non facile, ma ora la Diatec è in zona playoff.

Oltre ai tanti cambiamenti, paghiamo l'affaticamento dei giocatori nel giro delle nazionali. I nostri campioni non si sono mai fermati e sono arrivati all'avvio di campionato provati e stremati. Questo incide e influenza da un lato la preparazione, che molti hanno saltato, e dall'altro le prestazioni. Ora la squadra è più brillante, ma la strada è ancora lunga e ci sarà da soffrire per raggiungere la forma ottimale.

 

Insomma, ci sarà da soffrire in regular season, ma la sensazione è che ai playoff ci si potrà divertire

E' tutto complicatissimo. Dispiace molto per i punti lasciati per strada. Un conto è arrivare alla fase calda della stagione nelle primissime posizioni e un altro a ridosso, per così dire in seconda fascia. L'avvio resta un cruccio che pagheremo, non solo in ottica abbinamenti playoff. Ma umiltà, consapevolezza e passione ci riporteranno in alto.

 

Una Trentino Volley che lavora molto per il futuro, come il settore giovanile. Tanti prodotti 'made in Trentino Volley' in giro per l'Italia, mentre nell'ultimo Trofeo delle Regioni i giovani presentati alla sezione provinciali si sono tolti molti onori e riconoscimenti.

Stiamo investendo tanto e bene a livello di settore giovanile, il nostro fiore all'occhiello. Una società sana deve avere un settore giovanile all'altezza e i nostri giovani formano l'ossatura delle diversi nazionali. Abbiamo lanciato e formato atleti del calibro di Nelli, Lanza e Giannelli. Ma sono tanti gli osservati speciali nelle nostre Under, così come anche tra gli atleti in orbita Diatec in serie A e nei campionati minori.

 

Ritorniamo al calendario. Si gioca ogni tre giorni tra campionato, coppa Italia, Champions league e nazionali. Tantissimi impegni che logorano i giocatori a discapito dello spettacolo. Una ricetta?

Difficile trovare una soluzione in quanto manca un dialogo con le Federazioni. E' una battaglia che conduco da tanti anni: le società vengono spremute economicamente e sportivamente. Non si parla solo di fatica fisica, ma anche mentale, ogni partita è diversa e richiede concentrazione. I giocatori non vengono tutelati e questo succede anche nelle squadre giovanili. Il campionato di quest'anno è particolarmente equilibrato: questo favorisce spettacolo e divertimento per il pubblico, ma le squadre non tirano più il fiato e quindi si spendono più energie.

 

Si può ipotizzare che i club si organizzino per trovare altre soluzioni in forma indipendente?

Siamo molto vicini al punto di rottura. E le ipotesi ci sono. Le società devono essere ascoltate e quest'anno stiamo pagando questo calendario intasato. Ci stiamo organizzando a livello europeo per avere più forza e affrontare le Federazioni e discutere in modo serio e costruttivo. Qualcosa deve cambiare.  

 

Un desiderio per il 2018?

La volontà è quella di continuare a regalare spettacolo e soddisfazioni ai nostri tifosi, oltre naturalmente a continuare il costante percorso di crescita societario.  

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