Il maltempo non ferma la Marcialonga, corsa contro il tempo per ripristinare alcuni tratti, ma la gara si fa
Archiviata la prima emergenza, anche i responsabili della Marcialonga si sono riuniti per fare il punto della situazione di percorso e infrastrutture. I nodi più critici riguardano il tratto ciclo-pedonale lungo l'Avisio e l'area di Cascata, ma fervono i preparativi per l'edizione numero 46

CAVALESE. L'ondata di maltempo non ferma il comitato organizzatore della Marcialonga. La kermesse di sci di fondo che attraversa le valli di Fiemme e Fassa conferma il programma previsto per il prossimo 27 gennaio.
Archiviata la prima emergenza, anche i responsabili della Marcialonga si sono riuniti per fare il punto della situazione di percorso e infrastrutture.
Il presidente Angelo Corradini, dopo aver effettuato un sopralluogo con lo staff operativo, ha riunito le persone coinvolte nella realizzazione della pista e della produzione neve per mettere in atto tutte le azioni del caso al fine di garantire il regolare svolgimento della gara che allineerà oltre 7.500 concorrenti provenienti da ogni angolo del mondo per l'edizione numero 46.
Un evento che garantisce al territorio e al comparto turistico un significativo ritorno economico. Il presidente e il direttore Davide Stoffie sono stati rassicurati dai dirigenti della Provincia di Trento, i quali hanno garantito l’appoggio dell'amministrazione nel sistemare, anche tramite il servizio Bacini montani, la pista ciclopedonale che corre lungo il fiume Avisio, disastrata in diversi punti.
Il punto fermo è comunque quello che i primi interventi riguardano i danneggiamenti riportati dalla collettività, ma è stata sottolineata l’importanza della ski-marathon. Marcialonga intende effettuare in proprio anche numerosi interventi con mezzi meccanici, in particolare in quei comuni maggiormente colpiti e ora impegnati nel ripristino della normalità.
Praticamente da Moena a Canazei e giù attraverso Predazzo, Cavalese, Ziano e fino alle porte del territorio di Molina i danni sono tutti riparabili. Sono letteralmente spariti molti tratti di pista, ma con gli interventi dei Bacini montani, dei Comuni e dei tecnici di Marcialonga tutto sarà ricostruito a tempo record.
C’è solo un tratto che sembra impossibile recuperare, la prima parte del segmento di pista di ritorno da Molina verso Cascata, completamente inghiottito dall’Avisio. Così, con tutta probabilità, la Marcialonga sarà accorciata di circa 3 chilometri e il giro di boa sarà allestito a Maso Novelli, grazie anche alla disponibilità dei proprietari del maso.
Programmata anche la soluzione del grosso problema del ponte di Cascata, trascinato via dall’impeto dell’Avisio. Sono già cominciati i lavori di preparazione per la realizzazione di un ponte metallico provvisorio, che garantirà l’accesso alla salita di Cascata.
Manca solo da monitorare la situazione di alcuni punti neve. Marcialonga per far funzionare i suoi 25 cannoni, in aggiunta a quelli dei Comuni e dei centri fondo fassani e fiemmesi, ha realizzato delle vasche di raccolta delle acque degli acquedotti. Alcune vasche sono state invase dal fango e dai detriti e devono essere ripulite velocemente per consentire la produzione di neve appena le temperature lo permetteranno.













