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Luca Ravanelli il difensore trentino del Padova con il vizio del gol: ''Per un periodo mi hanno scambiato per il figlio di Fabrizio''

Calcio. Il difensore di Montevaccino a segno contro Verona e Venezia nel campionato di serie B: "La convocazione in Under 21 e la serie A i sogni"

Di Luca Andreazza - 06 settembre 2018 - 20:12

TRENTO. Se dopo due giornate di campionato in serie B il neo-promosso Padova veleggia a quattro punto il merito è di un difensore trentino. La tensione del derby non sembra essere un problema, Verona e Venezia le vittime di Luca Ravanelli, classe 1997 di Montevaccino. Una spaccata volante a agguantare gli scaligeri al Bentegodi, un autoritario colpo di testa su azione di calcio d'angolo a incornare i lagunari.

 

Insomma, l'inizio è con il botto in questa avventura in serie cadetta e il 21enne non sembra soffrire il salto di categoria. "Sono davvero contento - commenta Ravanelli - per questo inizio di stagione, inaspettato per certi versi. Ora è importante mantenere alta la concentrazione perché il campionato di serie B è davvero impegnativo, anche dal punto di vista dell'impatto fisico. Queste reti sono solo uno stimolo per migliorare ancora".

 

E una curiosità. Luca Ravanella è stato scambiato per tanto tempo per il figlio di Penna bianca, Fabrizio Ravanelli. "Colpa di un sito web - dice Ravanelli (ride) - ora per fortuna hanno corretto il tiro e capita molto meno, ma inizialmente tanti pensavano fossi un figlio d'arte, ma non è così".

 

Ruolo difensore, il tuo modello?

Sicuramente Francesco Acerbi per mentalità e professionalità. Ho potuto conoscerlo ai tempi del Sassuolo e posso dire che è davvero un esempio.  

 

Dalla LegaPro alla serie B, un esordio con rete al Bentegodi e la marcatura di Giampaolo Pazzini, 25 presenze e quattro reti in azzurro.

Il Bentegodi è uno stadio che impressiona, mentre Pazzini è incredibile, non puoi lasciare un centimetro, altrimenti diventa pericoloso e può punirti subito. E' molto motivante trovarsi giocatori così importanti davanti. 

 

La passata stagione 19 presenze e 2 gol in LegaPro, ora 2 reti in 2 apparizioni in B. Giochi stabilmente e rientri ancora in età per gli azzurrini, la nazionale Under 21 può diventare realtà?

Non ci penso, ma ovvio che sarebbe un sogno. In questo momento è difficile perché i convocati sono nel giro azzurro da più tempo, giocano nella massima serie e possono vantare un'esperienza importante.

 

Il Padova negli anni si è rivelato un trampolino di lancio, tra gli altri, per Alessandro Del Piero, Angelo Di Livio, Antonio Benarrivo, Demetrio Albertini, senza dimenticare che i biancoscudati si sono rivelati una piazza interessante negli anni '90 trascinati da Alexi Lalas, Michel Kreek, Nicola Amoruso e Goran Vlaovic.

Qui a Padova mi sono trovato subito bene con società, compagni di squadra e tifosi, siamo un bel gruppo. E' un onore indossare la maglia di una piazza così importante e cerco sempre di dare e fare il massimo in campo.

 

I primi passi per una società importante li hai mossi nel Parma fino al 2015, anno del fallimento. Cosa ti ha lasciato quell'esperienza?

Una sensazione strana e certamente un grande dispiacere. A noi del settore giovanile non è mai mancato nulla, anche se ogni tanto vedevamo la guardia di finanza fare l'ingresso in sede per prendere documenti. 

 

Sei ripartito dal Sassuolo, in maglia neroverde hai vinto il Torneo di Viareggio. Il Sassuolo per la prima volta nell'albo d'oro con Juventus, Inter e Milan.

Un momento incredibile, bellissimo. Un'esperienza indimenticabile, tanto che spesso ci sentiamo ancora tra compagni di squadra. Una vittoria che ci ha resi veramente fieri.  

 

Tra Parma e Sassuolo hai collezionato due panchine in serie A, sempre contro la Fiorentina. Ovviamente l'obiettivo è tornare in massima serie.

Anche questo è un sogno, ma voglio concentrarmi partita dopo partita per fare bene. 

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