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| 05 nov 2018 | 20:32

Momento no in casa Aquila, Trainotti: ''Non cerchiamo colpevoli. E Craft ci porta leadership, difesa e durezza''

Il general manager fa il punto della situazione dopo la sconfitta di Avellino, il decimo ko in undici gare: "Nessuno in discussione, ma dobbiamo trovare l'identità per tornare a fare risultati"

Momento no in casa Aquila, Trainotti: Non cerchiamo colpevoli

TRENTO. "Non cerchiamo colpevoli, ma valutiamo gli errori e cerchiamo di trovare le soluzioni", queste le parole di Salvatore Trainotti, general manager di Aquila Basket, mentre i bianconeri attraversano tra i momenti più difficili della propria storia. Una Dolomiti Energia reduce da dieci sconfitte in undici gare e una disfatta in quel di Avellino.

 

I passaggi a vuoto non sono mancati in passato, ma l'Aquila Basket è riuscita sempre a trovare il bandolo della matassa, linfa per uscire in modo brillante dai periodi neri. E non bisogna dimenticare che Trento è due volte vice-campione d'Italia. La partenza è falsa, ma la stagione ancora lunga. "Ogni annata è diversa - commenta il gm - dobbiamo cancellare quanto di buono fatto in questi anni, ma restare fedeli a metodo e logica".

 

Insomma, coach Maurizio Buscaglia non traballa nemmeno un po', l'artefice della scalata trentina, giustamente, non si tocca, così come non sembrano esserci tagli di giocatori all'orizzonte. I risultati latitano, ma l'Aquyila Basket non vuole finire in apnea. Si cerca di mantenere stile e compattezza per ragionare senza assilli. 

 

"Fatichiamo a costruire un'identità - spiega il general manager - ma è passato solo un mese e mezzo. Nessuno si deve sentire in discussione, ma dobbiamo concentrarci sulla squadra per crescere e far emergere i singoli. E' necessario trovare un'altra strada per ritornare a far risultato".

 

In questo senso in piazzetta Lunelli si saluta un altro ritorno, quello di Aaron Craft. Dopo l'esperienza nel 2016/17, il playmaker ritorna a dirigere l'attacco bianconero e cambiare la solidità difensiva. Nella stagione culminata nella prima finale scudetto della storia bianconera, quella persa contro Venezia, l'americano aveva prodotto 10,4 punti, 4,2 rimbalzi e 4,8 assist di media, ma soprattutto 2,3 palloni rubati a serata.

 

Il playmaker arriva a Trento dopo aver calcato il parquet del Monaco in Francia (vittoria della coppa nazionale e finale di Fiba Champions League) e l'avvio a Buducnost, formazione montenegrina di Eurolega. "Un'opportunità - aggiunge Trainotti - per alzare il livello in quanto possiede le caratteristiche che cerchiamo: difesa e leadership, durezza e mentalità vincente".

 

I risultati sono negativi e certo il calendario non contribuisce a tirare il fiato. L'Eurocup è entrata nel vivo ancor prima della serie A, le trasferte non sono banali e nella massima serie i bianconeri hanno affrontato squadre in grande forma e in questo momento d'alta classifica.

 

"Il girone in Europa è estremamente difficile e siamo consci di quanto può togliere - conclude Trainotti - ma anche gli aspetti positivi che comporta per crescere: si migliora solo se gioca contro i migliori. Non ci tiriamo indietro e dobbiamo lavorare per ritornare a esprimerci come sappiamo".

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