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''Un anno di alti e bassi: ritrovare la die hard mentality. L'Europa? Contiamo di esserci. E vogliamo lanciare un progetto di 5 anni", il gm Nardelli sul futuro di Aquila Basket

Chiusa la stagione 2021/22 il gm Nardelli fa il punto della situazione, prospettando anche i prossimi passi della società. Tra i punti fondamentali la crescita dei giovani e riacquisire i valori di Aquila Basket: "Vogliamo tornare a lottare con grande umiltà su ogni pallone"

Foto Aquila Basket
Di Mattia Sartori - 22 maggio 2022 - 19:34

TRENTO. Con la stagione regolare ormai arrivata alla sua conclusione finisce anche la stagione 2021/2022 per Aquila Basket. Non essendo riusciti a qualificarsi per i playoff, per i bianconeri è infatti arrivato il momento di riunirsi e tirare le somme dell’anno appena passato. Un anno lungo e pieno di alti e bassi, che ha portato grandi soddisfazioni, soprattutto nella prima metà di campionato e per quanto riguarda la crescita di alcuni giocatori, ma anche del rammarico, soprattutto per l’esclusione dalla fase finale del campionato.

 

Ora è però arrivato il momento di guardare al futuro e sono molti i cambiamenti in programma per il club di pallacanestro trentino, come l’inaugurazione della nuova sede e dello store a Le Albere, tenutasi lo scorso 7 maggio, e il grande cambio al vertice, che vede l’uscita di Salvatore Trainotti, storico gm bianconero in partenza per occuparsi a tempo pieno del settore nazionale, sostituito da Andrea Nardelli, che prenderà in mano le redini a partire dalla prossima stagione. Come Il Dolomiti lo abbiamo contattato per porgli alcune domande sulla stagione passata e sul futuro del progetto Aquila.

 

Come vede la stagione appena passata? Quali sono state le più grandi soddisfazioni e amarezze?

Usciamo da due anni segnati dalla pandemia e solo quest’anno siamo arrivati, speriamo, a chiudere la fase più delicata con la riapertura dei palazzetti al 100 per cento di capienza. Sono stati due anni che hanno colpito tutti e non è stato facile gestirli. La prima soddisfazione è dunque quella di essere stati in grado di attraversare questo momento negativo con un club che è comunque solido e ha delle basi importanti per costruire il futuro di Aquila Basket.

 

Inoltre abbiamo raggiunto la salvezza, che in otto anni di serie A è sempre stata l’obiettivo principale per poi provare a competere anche per qualcosa di più come le Final Eight di Coppa Italia che quest’anno abbiamo raggiunto dopo sei stagioni di assenza. Evidentemente è stato un dispiacere non centrare i playoff per la prima volta, anche se a tre giornate dalla fine della regular season eravamo ancora in corsa.

 

Non un’amarezza totale quindi, soprattutto considerando il momento difficile a inizio 2022 con molti giocatori bloccati da Covid e infortuni. Una grande soddisfazione inoltre è stata quella di riuscire ad essere un club che punta sui giovani e lavora con loro. Infatti abbiamo appena concluso una stagione in cui Luca Conti e Max Ladurner sono diventati veri giocatori e non più semplici comprimari, per non parlare poi di Diego Flaccadori, che aveva iniziato il suo percorso con noi e quest’anno ha dimostrato di poter essere uno dei leader della squadra.

 

Dunque, se tiriamo le somme della stagione: sì, non abbiamo centrato i playoff e non abbiamo fatto un grande percorso in Europa, ma non sono risultati da dare per scontati, soprattutto dato che negli ultimi anni in Italia c’è stato un grande appiattimento di livello nel campionato e, fatta eccezione per le grandi eccellenze, bisogna sempre pensare prima a salvarsi e poi a competere per il resto.

 

Avete annunciato di voler ripartire da Forray, quale saranno le altre colonne portanti del progetto nei prossimi anni?

In questo momento è prematuro definire chi sarà parte del progetto e chi no. Di sicuro Toto, Luca, Mezzanotte e Max sono giocatori che abbiamo sotto contratto. In particolare il tema su Toto è che il suo valore per noi va oltre quello che ci dà sul campo, al netto del fatto che sia un giocatore straordinario in grado di alzare il suo livello da campionato a campionato e anche all’interno delle singole partite a seconda del momento. Lui è Aquila Basket in carne ed ossa, incarna i nostri valori come la die hard mentality, che quest’anno in qualche momento ci è un po’ sfuggita. Quindi la garra del capitano sarà fondamentale per trasmettere la nostra mentalità ai nuovi giocatori. Parlando invece di Diego ancora non abbiamo discusso col Bayern di un suo ritorno, bisognerà aspettare ancora un po’ prima di avere informazioni sicure.

 

Si è visto uno sviluppo dei giovani, in particolare di Conti, pensate di continuare su questa strada?

La crescita dei giovani è sempre stata e sempre sarà uno dei valori fondanti di Aquila Basket. Siamo molto contenti dei progressi ottenuti con Luca e Max e non è un fattore da trascurare, perché per noi che viviamo di crescita, abbiamo il progetto dell’Academy e lavoriamo sul territorio, arrivare ad avere due ragazzi in pianta stabile in prima squadra non è una cosa da poco. Sicuramente la prossima stagione potremo permetterci di fare qualcosa di più a livello di roster ma sempre senza snaturarci, continuando a portare avanti il nostro percorso di sviluppo dei giovani, che ha prodotto risultati notevoli. Basti pensare a Diego Flaccadori, che ha giocato cinque stagioni con noi e poi è andato al Bayern che lo considerava ormai maturo e pronto per un palcoscenico di quel livello.  

 

Spesso si sente parlare della necessità di un nucleo continuativo di giocatori all’interno del gruppo squadra, è una possibilità?

Non è solo una possibilità, ma è uno dei nostri obiettivi per i prossimi anni. In realtà è qualcosa che abbiamo sempre fatto e abbiamo dovuto interrompere col Covid in una situazione di grande incertezza per il futuro. Ora però vogliamo ritornare al percorso intrapreso prima della pandemia perché è evidente che avere un ricambio così profondo tutte le stagioni è complesso. Stiamo già facendo dei ragionamenti su potrebbe far parte di questo nucleo a parte i giocatori già sotto contratto e siamo molto sul pezzo, ma è solo maggio, non c’è ancora nulla di definitivo.

 

Quali sono le idee a livello europeo?

La partecipazione ad una coppa europea è uno degli argomenti attualmente sul tavolo. A noi piacerebbe farle, ma bisogna ancora chiarire alcune situazioni. Ovviamente abbiamo sempre ambito a restare nel contesto europeo e, al netto di questa stagione un po’ più scarica, ci siamo sempre trovati bene al suo interno, quindi per noi sarebbe solo un piacere partecipare di nuovo. I risultati sportivi di quest’anno non ci aiutano, ma ci sono ancora molti tasselli da mettere a posto e nulla è da escludere.

 

Cosa possiamo aspettarci dalle prossime stagioni?

Stiamo lavorando ad un progetto quinquennale e da adesso in avanti cercheremo di ragionare in termini di tre, quattro e cinque anni. È uno sviluppo che toccherà tutte le aree del club, non soltanto la prima squadra, ma tutte le aree della società. Per la prossima stagione in particolare ci proponiamo di riportare la mentalità Aquila Basket, la die hard mentality, all’interno della squadra, di riacquistare quello che quest’anno un po’ è mancato. Vogliamo tornare a lottare su ogni pallone con grande umiltà come abbiamo sempre fatto, partendo però consapevoli che il primo obiettivo è salvarsi, nel più breve tempo possibile, e poi tornare a giocarsi i playoff. Questo è l’obiettivo per la prossima stagione, ma sempre con un occhio ad un progetto pluriennale. Vogliamo andare tutti nella stessa direzione in un’ottica di sviluppo e di crescita tipica di Aquila Basket.

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