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Un poker di vittorie per ripartire, la stagione del Clarentia entra nel vivo. Giordana Torresani: "Puntiamo alle prime posizioni"

Calcio femminile. Intervista alla capitana della squadra del capoluogo, che, dopo gli inizi nelle Maddalene, ha assaggiato la serie A ai tempi dell'Alto Adige. Dopo una falsa partenza il Clarentia è ripartito e ora punta alle zone nobili della classifica in vista della riforma dei campionati

Clarentia Trento (foto di Lorenza Lunel)
Di Luca Andreazza - 08 gennaio 2018 - 00:18

TRENTO. Se il Trento è tornato sul palcoscenico nazionale e cerca di riportarsi nel panorama che conta, un'altra società trentina corre invece da diversi anni in serie B. E' il Clarentia Trento, sodalizio fondato nel 1976 e legato a doppio filo con il calcio femminile fin dagli anni '90.

 

Una società che negli anni ha conosciuto alterne fortune tra la ricerca di sponsor e spazi, ma che è riuscita a ritagliarsi un ruolo di primo piano in Trentino e ormai calca in pianta stabile i terreni di gioco a livello nazionale (Qui info).

 

Ormai da tre stagioni il Clarentia affronta il campionato di serie B e nelle ultime due stagioni il motore del centrocampo porta nome, testa, polmoni e piedi di Giordana Torresani, che si destreggia tra calcio e la professione di ingegnere, dopo un inizio promettente come ciclista su strada.


(Giordana Torresani - foto Lorenza Lunel)

"In sella andavo forte - spiega Torresani - ma il ciclismo richiedeva molto tempo tra viaggi, gare e allenamenti, quindi ho preferito concentrarmi sull'Università per conseguire la laurea in ingegneria civile e ho riscoperto una vecchia passione, quella per il calcio".

 

Dopo aver mosso i primi passi, relativamente tardi, nel 'campo di casa', cioè Le Maddalene in Val di Non, la centrocampista classe 1987 compie il salto all'Alto Adige, dove in sei anni vince il campionato di B e scopre la serie A, prima di diventare la capitana del Clarentia.

 

Dopo una falsa partenza e sei sconfitte consecutive, nell'ultimo mese avete portato a casa quattro vittorie. Una stagione per il momento double face.

L'inizio è stato particolarmente difficile. Un avvio negativo che non ci aspettavamo. Alcune sconfitte sono state particolarmente dure in quanto non meritate. Siamo una squadra ricca di talento, ma anche giovane: un aspetto questo che presenta tanti vantaggi, ma anche qualche pecca dal punto di vista caratteriale. Ora ci siamo risollevate e puntiamo a tenere questo ritmo nel girone di ritorno, anche se alla prima gara di domenica scorsa siamo uscite sconfitte per qualche assenza di troppo.

 

Il prossimo anno la Federazione attua il riordino dei campionati che prevede solo una serie A e una sola serie B (ora sono quattro gironi, ndr). La prima classificata dei quattro gironi della serie cadetta accede direttamente al massimo campionato, mentre le seconde e le terze formeranno la prossima serie B e le dal quarto al terz'ultimo posto si iscriveranno alla nascente LegaPro. Quale è il vostro obiettivo?

L'obiettivo minimo è la LegaPro, anche se a inizio stagione il proposito era quello di giocarci le nostre carte per accedere alla serie B a girone unico. La partenza ovviamente ci ha rallentato e forse estromesso dalla corsa (il terzo posto è occupato dal Vittorio Veneto a 29 punti, Clarentia undicesimo a quota 16, ndr), ma lotteremo partita dopo partita per provare a riprendere il treno. Una sfida difficile e impegnativa, ma non impossibile. 

 

Come sta il vostro movimento

Negli anni passati è cresciuto lentamente, ma abbiamo ancora tantissima strada da percorrere. Siamo ancora solo all'inizio.

 

Nel frattempo è arrivata la Juventus. Un traino per il calcio femminile

Quella della Juventus è una scelta intelligente anche a livello di immagine. Relativamente poca spesa, ma tanta resa. Sicuramente l'investimento dei bianconeri nel settore femminile porta a tutti visibilità e interesse. Certo c'è anche il rovescio della medaglia, cioè che aumenterà il divario tra le società.

 

In altri paesi le calciatrici svolgono questa attività a livello professionistico. Senza andare tanto distante, basta vedere quanto avviene in Germania. In Italia quanto tempo ci vorrà?

Qui siamo ancora lontani e i club devono ancora lavorare tanto per raggiungere quei risultati, che probabilmente avremo tra almeno dieci anni, forse quindici. La vera cartina tornasole è per esempio quanto spazio viene dedicato dalla Gazzetta ai nostri campionati, quasi il minimo sindacale. Il nostro movimento deve sconfiggere anche tanti pregiudizi e cancellare tante etichette.

 

Intanto però l'unica Italia che vedremo ai mondiali è quella femminile.

Questo è un risultato prestigioso, ma anche a livello giovanile sono stati raggiunti obiettivi e trofei importanti nel passato, senza però che poi ci fosse un cambio di passo, una svolta. A mio avviso serve un lavoro nei club e nella mentalità. Solo Juventus, Fiorentina e Brescia (unico caso in Italia di una società non nata dalla costola o affiliata a qualche squadra maschile) offrono l'opportunità di avere un contratto da professioniste. Troppo poco. E' questa la vera sfida.

 

Sono ancora poche le donne allenatrici.

Il numero di allenatrici è ancora esiguo, anche nei campionati femminili. Forse c'è ancora un po' di pregiudizio sulle competenze e sulla capacità di saper gestire il gruppo. Anche in questo caso ci sono cambiamenti. La nazionale maggiore è allenata da Milena Bertolini che ha sostituito Antonio Cabrini. Un passo in avanti in questo percorso di evoluzione e crescita. 

 

Un domani pensi di restare nell'ambiente e sederti in panchina?

Mi piacerebbe, l'idea c'è anche se è un pensiero ancora lontano. Ho un po' già la propensione a pensare e ragionare da allenatore. Ci vuole però grande competenza e prima di mettermi in gioco studierò e mi preparerò. Quello dell'allenatore è un ruolo difficile in quanto è necessario guardare diversi aspetti: tecnico e tattico, senza sottovalutare la capacità di gestire un gruppo. Un bravo allenatore non deve solo sapere di calcio e schemi, ma soprattutto tirare fuori il massimo del materiale umano a disposizione.

 

 

  

 

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