Ousman Jaiteh nono assoluto alla Maratona di Milano, il rifugiato trentino continua a volare
Arrivato in Italia dal Gambia nel 2015 (dopo che suo padre era stato catturato nel 2013 e dopo un lungo viaggio attraverso il Nord Africa) grazie ai percorsi di accoglienza (oggi praticamente sospesi) si è integrato e ora corre con il Trentino Running Team. La scorsa settimana ha vinto a Caldaro la mezza maratona e oggi a Milano è entrato nella top ten

MILANO. Ha corso in 2 ore, 22 minuti e 06 secondi classificandosi nono assoluto alla Milano Martahon primo degli atleti in gara del Trentino Running Team. Stiamo parlando di Ousman Jaiteh il 28enne originario del Gambia arrivato in Italia nel 2015 con un barcone e poi ospitato a Trento alla residenza Fersina.
Uno che appena arrivato in Trentino alternava i corsi di italiano e di cultura (che da qualche mese sono stati smantellati dalla nuova giunta leghista targata Fugatti) a lunghe corse su e giù per le ciclopedonali che costeggiano l'Adige e il Fersina. Voleva correre Ousman anche per allontanarsi sempre di più dalla violenza e dalla povertà del suo Paese e grazie ai percorsi di integrazione della Provincia ha avuto le sue occasioni che ha saputo cogliere.
Dopo l'esordio alla Trento Half Marathon nel 2016, arriva per l'atleta, nel 2018, la vittoria alla Marcialonga (QUI ARTICOLO) e una settimana fa la vittoria alla 14ma edizione della Under Armour Kalterer See Halbmarathon, la Mezza Maratona Lago di Caldaro.
E oggi è arrivato questo piazzamento di grande prestigio in una delle maratone più attese e partecipate d'Italia, quella di Milano.
Ousman lo avevamo incontrato e intervistato tre anni fa, mentre si allenava per raggiungere questi grandi risultati (QUI ARTICOLO). Ci aveva raccontato della persecuzione politica iniziata nel 2013, quando il padre venne arrestato. Poi c'era stata la fuga dal Gambia in macchina fino in Senegal, quindi attraverso Mali, Burkina Faso, Nigeria per poi raggiungere, anche e soprattutto a piedi, la Libia.
Dalle coste libiche si è imbarcato sbarcando in Sicilia, quando i porti erano aperti e, pur con grande fatica e tanti problemi, l'Italia faceva l'Italia, salvava vite e accoglieva persone anche come Ousman. In Trentino, poi, grazie ai percorsi di accoglienza, come tanti altri, ha trovato stabilità tra la protezione internazionale e, nel suo caso, un lavoro come carpentiere. Ora Ousman corre sempre più da ''grande'' e sembra non avere nessuna intenzione di smettere.














