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| 15 ago 2021 | 20:03

Addio a Gerd Müller, uno dei più grandi centravanti della storia del calcio mondiale. Un numero 9 moderno dal curriculum impressionante. Se n'è andato a 75 anni

Durante la sua carriera ha vinto tutto quello che c'era da vincere. Dopo il ritiro ebbe problemi di depressione e alcolismo. Nel 2011, mentre si trovava a Trento come accompagnatore della formazione Under 23, lasciò il ritiro di Villa Madruzzo alle 3 del mattino e vagò per 15 ore in città: venne ritrovato nel tardo pomeriggio in via Degasperi in stato confusionale

Gerd Müller, scomparso all'età di 75 anni, è stato uno dei più grandi centravanti di tutti i tempi

TRENTO. Settecentotrenta reti in 788 incontri ufficiali disputati, 68 gol in 62 gare giocate con la maglia della Germania Ovest, miglior marcatore nella storia della Bundesliga con 365 reti al proprio attivo, miglior realizzatore di tutti i tempi del Bayern Monaco, campione d'Europa nel 1972 e campione del Mondo nel 1974, vincitore di un Pallone d'Oro nel 1970, di due Scarpe d'Oro (1970 e 1972), oltre a 4 Bundesliga, 3 Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e 4 Coppe di Germania.

 

I numeri e i trofei in bacheca bastano per certificare la grandezza di Gerd Müller, uno dei migliori centravanti della storia del calcio, scomparso il giorno di Ferragosto all'età di 75 anni. Malato da tempo di Alzheimer e da sei anni ricoverato in un centro medico specializzato, l'attaccante nato a Nördlingen ha rappresentato una vera e propria icona per il popolo tedesco negli anni '70 e non solo.

 

Cresciuto calcisticamente nella società della sua città d'origine, dopo aver segnato 47 reti in 28 gare in una sola stagione nelle serie minori, venne notato e acquistato dal Bayern Monaco, che lo portò nel capoluogo della Baviera all'età di 19 anni. Con la seconda squadra militò nella Regionalliga (la Terza Serie del calcio tedesco), realizzando 39 reti in 32 partite.

 

Venne promosso immediatamente in prima squadra e da quel momento iniziò il "mito" di Müller, capace di segnare 365 volte in 14 stagioni di Bundesliga, prima di salutare e trasferirsi Oltreoceano nella North American Soccer League al Ft. Lauderdale Strikers, con cui disputò tre campionati, segnando altre 40 reti.

 

Parallelamente alla sua straordinaria carriera con il Bayern Monaco, che contribuì a portare ai vertici europei e mondiali, Müller vinse tutto quello che c'era da vincere anche con la Nazionale della Germania Ovest. Esordì nel 1966 in un'amichevole contro la Turchia e fu capocannoniere ai Mondiali del 1970 in Messico, segnando anche due reti nella "partita del secolo" contro l'Italia. Con 10 gol fu capocannoniere della rassegna, guadagnandosi a pieno titolo il Pallone d'Oro.

 

Nel 1972 si laureò Campione d'Europa, segnando una doppietta nella finale contro la Polonia e vincendo anche il titolo di capocannoniere della più importante competizione europea e nel 1974 trascinò la Germania al successo nel Mondiale "di casa", realizzando il gol decisivo nella finalissima contro l'Olanda. A 28 anni, piuttosto a sorpresa, diede l'addio alla Nazionale, chiudendo da assoluto trionfatore.

 

Dopo l'esperienza americana appese le scarpe al chiodo e dovette affrontare un lungo periodo di depressione, che lo portò ad avere seri problemi d'alcolismo. Dopo un percorso in terapia, nel 1992 tornò al Bayern Monaco nei quadri del settore giovanile, prima come tecnico e poi come dirigente.

 

Nel 2011, Müller si trovava a Trento, come accompagnatore della squadra Under 23, che in città stava svolgendo il ritiro precampionato. Verso le 3 di notte del 17 agosto lasciò in solitaria l'albergo di Villa Madruzzo che ospitava la comitiva tedesca e venne ritrovato verso le ore 18 del giorno stesso in via Degasperi mentre vagava in stato confusionale. Nel 2015 l'annuncio della malattia e oggi la scomparsa di uno dei più grandi numeri nove che il calcio abbia mai visto.

 

Come disse qualche anno fa Rummenigge: "Senza di lui il Bayern e il calcio tedesco non sarebbero quello che sono oggi. Gerd era un goleador d'altri tempi e, nonostante il successo, è sempre stato una persona modesta e umile: questo mi ha sempre colpito molto".

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