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Dalla maglietta regalata a Barbuti all'abbraccio con l'ex compagno Belcastro, Buffon campione dentro e fuori dal campo. Poi i selfie con tutti i giocatori del Trento

A fine primo tempo regala la propria maglietta al centravanti gialloblu Riccardo Barbuti, che qualche minuto prima aveva segnato all'ex portiere della Juventus e della Nazionale e poi abbraccia Luca Belcastro, che aveva conosciuto ai tempi in cui il trequartista del Trento militava nel settore giovanile bianconero. A 43 anni non ha alcuna intenzione di smettere

I selfie ricordo di giocatori e tecnici del Trento con Gigi Buffon, Campione del Mondo nel 2006
Pubblicato il - 29 luglio 2021 - 20:21

TRENTO. Campione dentro e fuori il campo. Con un sorriso per tutti. Di smettere con il calcio giocato non ha alcuna intenzione anche se la carta d'identità dice che le primavere sulle spalle sono ben 43: il fisico lo supporta eccome (basta guardarlo: pazzesco), la voglia è la stessa di quando, il 19 novembre 1995, fece il proprio esordio in serie A a nemmeno 18 anni nella sfida interna contro il Milan.

 

Gigi Buffon è tornato al Parma qualche mese fa. Pronto a rimettersi in gioco in serie B con l'obiettivo di riportare subito i Ducali in serie A. E, siccome uno dei portieri più forti della storia del calcio (secondo tanti "il" migliore di sempre) ha sottoscritto con la società emiliana un contratto biennale, allora l'obiettivo è dichiarato: tornare a calcare i campi più importanti d'Italia.

 

Intanto, qualche giorno fa, Buffon ha calcato il campo di San Michele all'Adige ed è stato protagonista dell'amichevole contro il Trento, fresco di ritorno tra i professionisti e alla sua prima uscita ufficiale della nuova stagione. Il match si è disputato a porte chiuse e alle tribune dello splendido impianto rotaliano hanno potuto accedere solamente gli addetti ai lavori e pochi accreditati.

 

Gigi ha giocato il primo gol, effettuato un paio d'interventi d'ordinaria amministrazione, incitato e guidato i compagni per tutti i 45' che è rimasto in campo e incassato un gol, senza colpe, da Riccardo Barbuti, che si è presentato a tu per tu con il portiere del Parma e lo ha battuto con un preciso rasoterra. A fine primo tempo Buffon ha lasciato il campo e al suo posto è entrato il "vice" Colombi: Barbuti ha avvicinato il numero uno emiliano e gli ha chiesto la maglietta, ottenendo dal "numero 1 dei numeri 1" (citazione questa di Francesco Repice, la voce più bella di Radio Rai) la preziosissima casacca. Mentre usciva dal terreno di gioco l'ex numero portiere della Nazionale (dal 1998 al 2018) si è intrattenuto a lungo con il trequartista del TrentoLuca Belcastro, conosciuto ai tempi in cui questi militava nella Juventus. Belcastro, che nel settore giovanile bianconero è cresciuto, vincendo - da protagonista - anche un "Trofeo di Viareggio" facendo coppia in avanti con Ciro Immobile, si allenava spesso con la prima squadra e, dunque, aveva conosciuto Buffon al quale, magari, a fine allenamento, ha calciato ben più di qualche punizione. L'abbraccio tra i due è stato lungo e sincero e le risate spontanee.

 

E una volta finita la partita? L'osservato speciale era lui e, in un contesto assolutamente protetto (giocatori, dirigenti e staff tecnici delle due squadre sono in "bolla" e, dunque, tamponati e controllati ogni due - tre giorni), praticamente tutti i giocatori del Trento, ma anche qualche dirigente, hanno chiesto a Buffon di poter scattare un selfie ricordo o un autografo su di una maglietta o un pezzo di carta. Vestito in borghese, perché il ritiro del Parma si era concluso dopo due settimane di duro lavoro a Castelrotto e prossimo al ritorno a casa, il portiere del Parma non si è negato a nessuno, sempre con il sorriso e, addirittura, ringraziando, chi lo avvicinava.

 

Il "grazie a te" non è ma scontato. Anzi. Un po' delusi sono rimasti i tifosi che si trovavano all'esterno del centro sportivo ma, con gli stringenti protocolli attualmente in vigore, il bagno di folla era assolutamente proibito e impensabile. Ci saranno sicuramente altre occasioni: sì, perché Gigi Buffon giocherà ancora a lungo e di smettere non ne ha proprio intenzione.

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