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Il 6 ottobre 1929 prese il via il primo campionato di serie A di calcio a girone unico: vinse l'Ambrosiana di Arpàd Weisz e del 19enne Meazza, che segnò 31 reti in 34 partite

Il gerarca fascista Arpinati, presidente all'epoca della Federazione, sdoganò il raggruppamento unificato per rendere il torneo più competitivo. Diciotto le formazioni al via con i milanesi che vinsero lo scudetto con 50 punti, due in più del Genova 1893. Annata da dimenticare per il Milan, che chiuse all'11esimo posto. Si giocò sino al 13 luglio

Arpàd Weisz, allenatore dell'Ambrosiana che nel 1929 - 1930 vinse il primo campionato di serie A a girone unico
Pubblicato il - 06 ottobre 2021 - 20:06

TRENTO. Il 6 ottobre 1929 nasceva ufficialmente il campionato italiano di serie A di calcio a girone unico. Si badi bene, non fu quello - ovviamente - il primo torneo calcistico della Penisola, visto che il football si giocava ufficialmente da ormai trent'anni.

 

Per la prima volta nella stagione 1929 - 1930 si giocò all'insegna del "tutti contro tutti" con gare d'andata e ritorno, con una data d'inizio e una di fine ben precise. L'idea era venuta all'allora presidente della Federazione Italia Giuoco Calcio, il gerarca fascista Leandro Arpinati, che aveva deciso per la creazione di un torneo a girone unico, per garantire maggior competitivà al torneo.

 

In altri stati europei, che all'epoca erano calcisticamente molto più "avanti", come Austria e Ungheria, questo avveniva già da tempo, mentre in Italia le piccole società, che avrebbero rischiato di scendere nelle categorie inferiori, erano riuscite a formare un fronte unico e a salvaguardare i campionati "zonali".

 

Il passaggio al torneo unico fu graduale ma inevitabile: nel girone unico sarebbero state inserite le prime otto classificate nei due raggruppamenti della stagione precedente, ma il numero venne ampliato. Il protrarsi dello spareggio tra Lazio e Napoli convinse tutti a "promuovere" entrambe le squadre e venne aggiunta anche la Triestina, quest'ultima non per particolari meriti sportive ma per ragioni patriottiche.

 

La formule era semplice: trentaquattro giornate, due punti per la vittoria, un punto per il pareggio e, in caso di parità a fine stagione - per qualsiasi traguardo - si sarebbe disputato uno spareggio.

 

Il 6 ottobre 1929 partì il primo campionato a girone unico: l'Alessandria s'impose per 3 a 1 sulla Roma, la Juventus piegò di misura il Napoli per 3 a 2, la Lazio travolse il Bologna (3 a 0), mentre l'Ambrosiana espugnò di misura il campo del Livorno (2 a 1). Poi largo successo del Milan sul Brescia (4 a 1), vittoria esterna del Modena a Padova (3 a 1), successo interno della Pro Patria sulla Cremonese (4 a 2) e pareggio, l'unico della giornata, tra Pro Vercelli e Genova 1893 dopo un match pirotecnico, terminato 3 a 3. E, infine, il Torino vinse a Trieste per 1 a 0.

 

Fu un campionato a girone unico "vero", a tutti gli effetti, nonostante fosse il primo della storia: sei i turni di stop per gli impegni della Nazionale Azzurra (1 dicembre 1929, 9 febbraio, 2 marzo, 6 aprile, 11 maggio e 22 giugno 1930) e un posticipo - causa neve -, quello della sfida tra Juventus e Ambrosiana, originariamente in programma alla 16esima giornata e, in realtà, disputato infrasettimanalmente tra il 20esimo e il 21esimo turno.

 

Il 16 febbraio 1930 l'Ambrosiana si laureò "campione d'inverno", pur con una gara in meno e la successiva vittoria contro la Juventus nella sfida di recupero permise ai meneghini di portare a 3 i punti di vantaggio, che diventarono 5 alla 27esima giornata.

 

Il momento "clou" si ebbe a giugno: il big match contro il Genova 1893 si chiuse in parità (3 a 3) con un rigore fallito nel recupero dai liguri e un prologo - il crollo di una tribuna - che mise a rischio la disputa del match e poi il successo nell'altro big match contro la Juventus al campo "San Siro" consegnò matematicamente il titolo ai nerazzurri.

 

Assoluto protagonista del successo dell'Ambrosiana fu il giovane Giuseppe "Peppino" Meazza, capace di segnare 31 reti, più di un terzo delle 85 realizzate dalla squadra guidata da Arpàd Weisz, tutt'ora il più giovane allenatore straniero a trionfare in Italia visti i suoi 34 anni. Il tecnico ungherese, a cui va dato l'enorme merito di aver scoperto il 19enne Meazza, non si ripetè nella stagione successiva, chiudendo al quinto posto e il sodalizio meneghino decise di non rinnovargli il contratto. Weisz fece grande il Bologna, prima di dover fuggire dall'Italia a causa delle leggi razziali e, rifugiatosi nei Paesi Bassi, venne arrestato e deportato prima a Westerbork e poi ad Auschwitz, dove trovò la morte in una camera gas il 31 gennaio 1944.

 

Questa è un'altra storia, ma nel successo del 1930 dell'Ambrosiana ci fu lo straordinario zampino di Arpàd Weisz, che riportò lo scudetto sotto la Madonnina dieci anni dopo la vittoria del 1920.

 

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