Il morso più famoso dopo quelli di Dracula: il 28 giugno 1997 Mike Tyson staccò un pezzo d'orecchio a Holyfield
A Las Vegas va in scena la rivincita della prima sfida, disputata a novembre del 1996, durante la quale "Real Deal" aveva strappato il titolo ad "Iron Mike". Dopo due round di sofferenza, Tyson appare in ripresa nel terzo ma, a quaranta secondi dal gong, stacca un pezzo dell'orecchio destro al rivale. E, alla ripresa, prova a fare la stessa cosa con il sinistro, prima del definitivo stop

TRENTO. La carriera di uno sportivo si chiude nel momento in cui questi decide che è venuto il momento di ritirarsi. Celebrazioni, baci, abbracci, eventi promozionali e poi via verso la "seconda vita". Ma ci sono anche atleti il cui percorso ad altissimi livelli si è concluso in quello che avrebbe dovuto essere il momento migliore.
Per Mike Tyson è stato così e il momento in cui, di fatto, il suo percorso nella boxe si è arrestato in via praticamente definitiva ha anche un giorno di "fine": il 28 giugno 1997. Il giorno in cui Tyson staccò con un morso un pezzo d'orecchio al grande rivale Evander Holyfield durante il match che metteva in palio il titolo dei massimi WBA.
"Iron Mike", uno dei più grandi di sempre della storia del pugilato, dal 1986 al 1990 quei titoli li aveva conquistati tutti, perdendo solamente un incontro, quello disputato a Tokyo nel 1990 contro James Douglas al termine di una contesa condizionata anche dagli errori arbitrali. Ma Tyson era il migliore di tutti per distacco, si rialzò immediatamente, vincendo i successivi match e, alla fine del 1991, all'età di 25 anni, su 42 incontri disputati ne aveva vinti 41, trentasei dei quali prima del limite.
Poi arrivarono i guai giudiziari, la condanna a 10 anni (4 dei quali con pena sospesa), il rilascio per buona condotta nel 1995 e un paio di successi, riconquistando il titolo dopo il ko inflitto a Bruce Seldon. Il match contro Holyfield avrebbe dovuto disputarsi già nel 1991, ma venne rinviato perché Tyson era già indagato per la violenza sessuale (reato per il quale verrà, per l'appunto, condannato) nei confronti di Desiree Washington, una ragazza di 18 anni che partecipava al concorso di Miss Black America.
Il momento tanto atteso però finalmente arriva e fu il primo di due atti destinati a restare nella storia della boxe ma, più in generale, dello sport.
Il 9 novembre 1996 Holyfield strappa il titolo WBA a Tyson a Paradise in Nevada. L'evento fu trasmesso in pay-per-view e visto in 1 milione e 600mila case. Tyson era partito all'attacco, sorprendendo l'avversario, ma poi lo sfidante, dimostrando un'inaspettata supremazia fisica, cambia il corso degli eventi. "Iron Mike" è costretto a combattere in maniera sbilanciata e, durante il sesto round, una testata di Holyfield apre il sopracciglio a Tyson, ma l'arbitro lo definisce "un episodio fortuito" e non interviene. Nel corso della medesima ripresa il campione in carica va al tappeto a causa di un terrificante montante destro e, nella decima, "Real Deal", questo il soprannome di Holyfield, mette alle corde il rivale con una combinazione impressionante. L'epilogo arriva da lì a poco: nell'undicesima Tyson viene martellato di colpi e Mitch Halpern deve interrompere il combattimento, assegnando la vittoria a Holyfield per ko tecnico, che conquista così il titolo mondiale per la terza volta, diventando così uno "The Greatest" della disciplina.
Dopo il match Tyson elogia l'avversario (la frase, divenuta celebre, fu "Ti ringrazio molto. Ho il massimo rispetto per te") e già pensa alla rivincita, che arriva sette mesi e mezzo più tardi. Ma quel clima di cordialità e accettazione della superiorità dell'avversario sono ormai un lontano ricordo perché, il 28 giugno 1997 alla MGM Grand Arena di Las Vegas, accade l'incredibile. Si tratta di un evento globale clamoroso, con pochi precedenti nella storia dello sport americano: vengono venduti 16.331 biglietti per un incasso che supera i 14 milioni di dollari.
"Holyfield-Tyson II: The Sound and the Fury" così viene ribattezzato l'atto secondo di una rivalità destinata a restare unica, soprattutto per l'epilogo: il primo round vede Holyfield mettere a segno tanti colpi (e, infatti, la ripresa gli viene assegnata con verdetto unanime da parte dei giudici), compreso un potentissimo gancio pochi attimi prima del gong. Dal canto suo "Iron Mike", che di anni ne ha 31 ed è tutt'altro che vecchio, cerca di "legare" ogni volta che può, per attenuare la furia di "Real Deal". Al rientro sul ring c'è contatto ravvicinato tra le teste dei due contendenti (qualcuno lo definisce subito un "Deja Vù" di quanto accaduto nella prima sfida) e il sopracciglio destro di Tyson inizia a sanguinare. Mike protesta con l'arbitro Mills Lane, accusando l'avversario di averlo colpito volontariamente, ma questi lascia proseguire l'incontro senza ammonire Holyfield.
Si riparte e Tyson si presenta senza paradenti e il campione in carica fa notare la cosa all'arbitro, che scegli ancora di non prendere alcun provvedimento. "Iron Mike" sembra trasformato e colpisce più volte Holyfield con ottime combinazioni, che mettono in difficoltà il detentore del titolo. A quaranta secondi dal gong ecco il fatto: i due pugili sono in corpo a corpo, Tyson abbraccia letteralmente l'avversario e gli morde l'orecchio destro, lacerandone un pezzo, che poi sputa sul ring. I due si allontanano, Holyfield inizia a saltare, appoggiando il guantone sull'orecchio stesso che, nel frattempo, sanguina copiosamente.
L'arbitro, che non vede nulla, chiama time out e, mentre il campione si avvicina al proprio angolo, riceve uno spintone da un nervosissimo Tyson. Lane vorrebbe interrompere subito il match e squalificare lo sfidante, ma l'intervento del medico posto a bordo ring consente ad Holyfield di riprendere l'incontro. "Iron Mike", però, ci riprova subito e morde, questa volta fortunatamente senza conseguenze, anche l'orecchio sinistro.
A questo punto "Holyfield-Tyson II: The Sound and the Fury" viene dichiarato concluso e in pochi secondi sul ring sale un numero imprecisato di persone con Tyson che prova prima ad aggredire il rivale e poi l'arbitro: solamente l'intervento dei membri del suo staff e delle forze dell'ordine fa sì che la situazione non degeneri in una "Royal Rumble" in stile wrestling. Durante il "Ring Walk" al contrario (il rientro negli spogliatoi) lo sconfitto viene fatto oggetti di lanci di monetine e altri oggetti da parte del pubblico.
Holyfield viene proclamato ufficialmente vincitore, mantiene il titolo di campione del mondo dei massimi WBA e, il mese successivo, la Nevada Athletic Commission revoca a Tyson la licenza per combattere negli Stati Uniti e gli infligge una multa di 3 milioni di dollari. Il 18 ottobre 1998 la revoca viene annullata e Mike può tornare a combattere. Nel frattempo aveva chiuso il proprio rapporto professionale con il manager Don King, accusato dallo stesso pugile di averlo derubato e citato in giudizio per 100 milioni di dollari. Anni dopo Tyson vincerà la causa, ottenendo un risarcimento di 14 milioni di dollari.
Dopo il morso di Las Vegas, la carriera di Tyson non decollerà mai più. Anzi. Nel 2002, a 35 anni, sfida Lennox Lewis per il titolo mondiale, ma viene messo ko all'ottava ripresa e, successivamente, indosserà i guantoni solamente in altre tre circostanze (nel 2004 venne messo ko alla quarta ripresa dallo semisconosciuto britannico Danny Williams), prima di chiudere definitivamente con la boxe nel 2005.
Senza quel morso, la carriera di Mike Tyson sarebbe ripartita o era già un ex atleta? Impossibile dirlo, di sicuro uno dei più grandi della storia della boxe è stato tradito da... un orecchio. E anche da un arbitro, cosa questa mai detta, apparso inadeguato per l'importanza della sfida.
Ah, i due hanno fatto pace, almeno formalmente: nel 2009, nel salotto più famoso della tv americana, davanti ad Oprah Winfrey, si sono stretti la mano. Tyson ha speso, nuovamente, parole al miele per il rivale di sempre, senza però chiedere apertamente scusa.












