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Arianna Bridi, la campionessa di nuoto bloccata dalla miocardite: "Sono stata operata 2 volte per tornare in acqua, voglio ancora lottare per le Olimpiadi di Parigi"

Arianna Bridi, campionessa trentina del nuoto di fondo nella 10 e nella 25 chilometri e prima donna a vincere la Capri-Napoli, da aprile 2021 non è più entrata in acqua per allenarsi, quando le è stata diagnosticata la miocardite. Dopo due interventi, l'ultimo a inizio febbraio, la nuotatrice spera di poter tornare a riprendere la sua attività agonistica: "Per adesso mi lascio il tempo per guarire"

Di Francesca Cristoforetti - 14 marzo 2022 - 10:51

TRENTO. “Ho fatto un fatto un altro passo importante sulla strada della guarigione. Il detto recita: ‘non c’è due senza tre’ ma direi che due interventi possono bastare”. Parla così la trentina Arianna Bridi, campionessa del nuoto di fondo che ha dovuto fermare la sua attività agonistica da aprile 2021, quando le hanno diagnosticato una miocardite al cuore che non le consente di allenarsi. 

 

“Avevo la valigia in mano per partire per gli Europei di Budapest – racconta la 26enne a Il Dolomiti – mancavano solo quattro settimane quando mi hanno trovato dei valori che non rientravano nei parametri dell’idoneità sportiva. Il mio posto nella 25 chilometri all’Europeo è rimasto vuoto”. 

 

Nelle sue gare, la 10 e la 25 chilometri in acque libere, Bridi è riuscita a conquistare due bronzi al Mondiale di Budapest nel 2017 e un oro ai Campionati europei di Glasgow nel 2018. Non solo, è stata la prima donna nella storia a vincere la Capri-Napoli, superando anche i colleghi uomini, dopo aver vinto la stessa estate i Campionati assoluti italiani. 


L’ultimo allenamento è stato il 9 aprile dello scorso anno. “Durante i controlli medici di routine – spiega – hanno trovato un aritmia particolare al cuore: ad aprile scorso mi è stata diagnosticata una leggera miocardite che non mi ha permesso di superare l’esame di idoneità agonistica”. Doveva essere soltanto qualche mese di stop che però si è protratto per quasi un anno, con ben due interventi al cuore. “L’unica soluzione era un intervento chirurgico. La prima operazione è stata a ottobre 2021, ma anche dopo i valori non erano rientrati del tutto, – dichiara la nuotatrice – presentavo ancora un alto numero di extrasistole. L’ultimo intervento, più invasivo del primo, è stato il 22 febbraio scorso”. 


Ora Bridi dovrà aspettare la prossima visita medica sportiva: “Se mi sono operata due volte è perché non ho mai riposto le mie armi e sono qui a combattere per poter tornare e prendermi quello che sogno e voglio. Ancora voglio lottare per le Olimpiadi di Parigi nel 2024 o Los Angeles nel 2028”. Troppo presto ancora “per capire se potrò tornare a gareggiare, ma non ho mai avuto paura della fatica che dovrei fare per riprovarci, ho paura di non poterla fare. Troverò risposte solo nel futuro, per adesso mi lascio il tempo per provare a guarire”. 

 

Un periodo difficile per la fondista, che si è ritrovata da un giorno all’altro senza la sua routine: “Sono passata da cinque ore al giorno in vasca a fare meno sforzo fisico possibile. Per la prima volta ho dovuto pensare a un piano alternativo che non prevedesse l’essere atleta, per questo mi sono iscritta alla facoltà di Lettere moderne a Roma”.

 

Per Bridi, ex nuotatrice della Rari Nantes Trento e attualmente nell’Esercito, l’acqua è il suo elemento naturale, che si porta dietro da quando era piccola: le prime gare in vasca a sei anni, in acque libere a soli 11 anni. “Il nuoto di fondo per me è stato un amore a prima vista – sostiene – nel 2006 ho fatto la mia prima gara di 4 chilometri, mentre la prima 10 chilometri nemmeno ne avevo compiuti 13, entrambe al Lago di Caldonazzo. Amo gareggiare nei mari e nei laghi, senza cronometro. In acque libere sei tu sola, contro le tue avversarie e contro te stessa”. Bridi non sa quale sarà il risultato finale, “ma io di palloni per aria ne vedo ancora tanti – conclude – e anche se sono sotto dì molti punti, la partita non è ancora finita”.

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