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Calcio, la Figc dice sì al professionismo per le donne. La trentina Parisi: "Svolta epocale, significa poterlo fare come lavoro. Da anni in serie A, ma non ho mai maturato contributi"

La Figc ha approvato il professionismo nella Serie A Femminile a partire dalla prossima stagione sportiva. Alice Parisi, trentina centrocampista del Sassuolo: "Con il professionismo ci sonbo maggiori tutele". Il presidente Gravina: "Siamo la prima federazione in Italia ad attuare questo importante percorso"

Foto di Askanews
Di Francesca Cristoforetti - 29 aprile 2022 - 19:25

TRENTO. "La svolta è epocale, è l'unico sport in Italia che diventa professionistico anche per le donne. Per noi significa poterlo fare come lavoro, cosa non scontata fino a ora". Così commenta Alice Parisi, centrocampista del Sassuolo, la decisione del Consiglio Federale della Figc che da poco ha completato le modifiche normative per l’introduzione del professionismo nella serie A femminile a partire dalla prossima stagione sportiva. 

 

Parisi, classe 1990 e originaria di Marazzone, nel comune di Bleggio Superiore in Trentino, ha giocato per molti anni nella Fiorentina e già dal 2007 ha iniziato a indossare la maglia della Nazionale: l'ultima presenza ai Mondiali di calcio femminile nel 2019, in Francia. "Essere professioniste significa avere dei costi maggiori - prosegue - ma per noi significa tantissimo. Sono anni che gioco a calcio, dal 2007 in serie A, ma non ho mai maturato contributi. Con il professionismo ci sono maggiori obblighi ma anche maggiori tutele". 

 

Dal primo luglio prossimo inizierà il percorso del professionismo del calcio femminile: "Se prima bisognava essere molto brave per avere un rimborso spese, oggi le ragazze possono considerare il calcio come un lavoro. Le nuove generazioni si troveranno sicuramente un mondo con maggiori tutele che noi prima non avevamo. Non dovranno scegliere se giocare o fare altro". Soltanto negli ultimi anni la situazione aveva iniziato a evolversi, con l'entrata delle giocatrici nei club maschili, cosa che "ha determinato un miglioramento delle condizioni di noi atlete". 

 

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, dopo aver ricordato i 18 milioni di euro erogati negli ultimi tre anni dalla Federazione alla Divisione calcio femminile ha dichiarato: "È una giornata importante, finalmente ci sono le norme che disciplinano l’attività e l’esercizio del professionismo del calcio femminile. Siamo la prima federazione in Italia ad attuare questo importante percorso". 

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