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Jack Bertagnolli, dal Covid all'oro Mondiale: “Il test negativo mi ha liberato 48 ore prima della gara. Avuto l'esito siamo volati in Norvegia ed è andata alla grande”

Lo sciatore di Cavalese Giacomo Bertagnolli ha vinto l'oro al Mondiale paralimpico in Norvegia, nel gigante di Lillehammer nella categoria visually impaired. La prima settimana di gennaio l’atleta era risultato positivo al Covid, rimanendo così a casa fino a 48 ore prima della sua quarta gara in programma

Di Francesca Cristoforetti - 21 January 2022 - 16:22

TRENTO. Una medaglia d’oro non scontata, quella dello sciatore Giacomo Bertagnolli che con la sua guida Andrea Ravelli è riuscito a ottenere il primo posto al Mondiale paralimpico nel gigante di Lillehammer, in Norvegia, chiudendo in 2:14.17 nella categoria visually impaired. Nei giorni precedenti alla partenza infatti Betagnolli era risultato positivo al Covid, rischiando di non poter gareggiare in nessuna disciplina in programma.

 

“È stato sicuramente un oro ‘tirato’ a livello di tempistiche – racconta Bertagnolli – Siamo partiti con Andrea subito appena ricevuto l’esito negativo del tampone, avevo già le valigie e il biglietto pronti”. Fino all’ultimo infatti il campione originario di Cavalese, classe 1999, in isolamento dalla prima settimana di gennaio, ha dovuto attendere la negatività del test. “Allenarsi molto per determinati obiettivi – dichiara – e vederli sfumare in un attimo a causa della situazione attuale non è stato piacevole. In questi casi si può solo sperare di avere la fortuna di non prendere il virus”.

 

Appena 48 ore prima della sua quarta gara in programma, Bertagnolli però riesce a prendere l’aereo: “Inizialmente ho annullato il viaggio e ho aspettato finché non sono risultato negativo, dopo aver fatto entrambi i test sia pcr che antigenico. Ho visto le prime gare da casa, davanti agli occhi avevo sempre le dirette. Era la mia seconda quarantena, ma non potevo fare molto, se non tenere la valigia e la mente pronta sia per rinunciare al Mondiale che per prepararmi all’ultimo di fretta e partire. E così è stato. Sono arrivato la sera e la mattina del 19 gennaio ero in pista”.

 

Il giovane campione è quindi riuscito a salvare due delle competizioni in programma: “Mi sono perso tre gare su cinque: discesa libera, super G e la super combinata. Mi restava il gigante e poi sarò impegnato nello slalom.  Ho sciato come sapevo fare ed è andata bene. La convinzione che hai non la decidi all’ultimo, e io di testa c’ero”.

 

Per partecipare ad allenamenti e manifestazioni gli atleti sono costantemente sottoposti ai test Covid, ci conferma Betagnolli: "Dopo capodanno ho continuato a fare tamponi, sempre negativi, ma poco prima della partenza per la Norvegia il pcr è risultato positivo”. Il Mondiale erano un appuntamento molto importante per il fiemmese, che a causa della quarantena, nelle due settimane antecedenti alle gare non ha potuto mettere gli sci ai piedi: “Mi stavo preparando da tutta la stagione, è da maggio che sono sugli sci. Mondiali e Olimpiadi non li prepari dal giorno prima”. A casa ha proseguito con gli allenamenti perché “fortunatamente ho comprato l’attrezzatura da palestra che tenevo in garage, quindi ho proseguito anche con esercizi a corpo libero in casa. Non potevo uscire per cui mi sono ritrovato in partenza senza aver sciato per oltre due settimane. Ma ho anche pensato ‘meglio perdersi il Mondiale che le Olimpiadi’”.

 

Un oro desiderato fino all’ultimo, che ha portato la coppia azzurra davanti agli austriaci Johannes Aigner e la sua guida Matteo Fleischmann e ai francesi Hyacinthe Deleplace e Maxime Jourdan. Da due anni e mezzo circa il campione trentino è accompagnato infatti dalla sua guida Andrea Ravelli, che ha preso il posto del precedente, Fabrizio Casal.

 

Bertagnolli è già proiettato verso il futuro, essendo già stato designato come portabandiera azzurro alle prossime Paralimpiadi di Pechino 2022 in agenda per il prossimo marzo: “Questo è il mio obiettivo principale poi ci saranno anche i giochi invernali Milano Cortina 2026. Sono orgoglioso di essere il portabandiera per l’Italia all’apertura. Il Comitato mi ha voluto premiare per la passione e per i risultati che ho portato a casa”.  

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