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Trento
07 novembre | 12:02

Daniele e Lucio Stonfer: dalla val di Cembra al ponte di Verrazzano. I due fratelli trentini, ex calciatori, domenica hanno partecipato alla maratona di New York

"Avrei dovuto partecipare all'edizione del 2020, ma l'edizione venne annullata causa pandemia. Nel 2021 ero impossibilitato a volare, mentre lo scorso anno è nato mio figlio e, ovviamente, non potevo assentarmi da casa. Pur essendomi allenato poco e con un infortunio agli addominali che ormai mi porto dietro da un bel po' di tempo, ho deciso che era venuto il momento di vivere quest'esperienza magica. Il ponte di Verrazzano? Ti sembra di essere sospeso in aria".

I fratelli Daniele e Lucio Stonfer: dalla val di Cembra alla maratona di New York
I fratelli Daniele e Lucio Stonfer: dalla val di Cembra alla maratona di New York

NEW YORK. "Per una persona che, come me, ama moltissimo la corsa questa è un'esperienza da fare assolutamente almeno una volta nella vita. E' stato magico".

 

Stanco, ovviamente, ma felicissimo, Daniele Stonfer, ex bomber dei campionati provinciali (e qualche "golletto" pure in Eccellenza: il totale dice comunque 147), da quando ha appeso le scarpette bullonate al chiodo ha indossato quelle da running. E si è dedicato anima e corpo alla corsa su strada, partecipando a maratone, mezze maratone, gare di 30 chilometri, la 100 km del Passatore, un paio di Ironman, la Marcialonga Ski e ben 8 ultramaratone.

 

Il miglior tempo? "Sono andato tante volte sotto le tre ore. A Milano, nel 2019, ho fatto 2 ore e 56, un ottimo tempo per non un professionista" ricorda.

 

Nel suo personalissimo curriculum sportivo non poteva, a questo punto, mancare la "regina" di tutte le maratone, quella di New York, affrontata assieme al fratello Lucio, che con Daniele ha condiviso prima la passione per il calcio e poi quella per la corsa.

 

 

"Avrei dovuto partecipare all'edizione del 2020 - racconta ancora Stonfer -, ma l'edizione venne annullata causa pandemia. Nel 2021 ero impossibilitato a volare, mentre lo scorso anno è nato mio figlio e, ovviamente, non potevo assentarmi da casa. Pur essendomi allenato poco e con un infortunio agli addominali che ormai mi porto dietro da un bel po' di tempo, ho deciso che era venuto il momento di vivere quest'esperienza. Nell'ultimo anno e mezzo ho fatto solamente una 30 chilometri e qualche mezza e, dunque, la condizione era quella che era. Mio fratello Lucio, con il quale ho già corso tante volte, si è aggregato perché voleva chiudere in bellezza. Smetterà con le maratone e, allora, quale epilogo migliore di quella di New York, la più bella e spettacolare del mondo".

 

I due fratelli sono partiti assieme, poi Daniele ha salutato Lucio e i due si sono rivisti al traguardo.

 

"L'idea era quella di fare un pezzo assieme - spiega -, questo senza dubbio e così è stato. Poi ho accelerato un pochino e ognuno ha fatto la propria gara, cercando di strappare il miglior tempo possibile. Il mio personale obiettivo era quello di restare sotto le 4 ore e ci sono riuscito, chiudendo in 3h 59'27". Non una prova incredibile, ma sono comunque soddisfatto e, con questa preparazione, non avrei potuto fare di più. Al di là di questo sono estasiato dall'esperienza vissuta: tantissima gente, organizzazione perfetta ed è veramente uno spettacolo attraversare tutti i distretti di New York e Central Park. Il ponte di Verrazzano? Ti senti veramente sospeso nell'aria".

 

E, durante lo sforzo, non è mancato il pensiero al Val di Cembra, la società calcistica di cui Daniele è direttore sportivo.

 

"Ah - conclude ridendo - ho proprio mandato un video sul gruppo della squadra, facendo i complimenti a tutti dopo la vittoria per 2 a 1 e promettendo una "bevuta" al mio ritorno. Sicuramente domenica ho fatto più fatica io di loro".

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