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Trento
26 agosto | 19:25

"Sono ripartito da zero, nella maratona ho più potenziale: al Mondiale punto in alto", Crippa da veterano dell'atletica italiana a Tokyo: "Vedo tanti Azzurri da medaglia"

Verso il mondiale di atletica di Tokyo (13-21 settembre) il fenomenale runner classe '96 vuole confermarsi sempre più a suo agio nelle vesti di maratoneta: "Ma ci vuole ancora tempo ed esperienza - racconta a il Dolomiti -; mi sento bene, ho lavorato tanto e ho ottime sensazioni. Nella maratona poi ci sono tanti fattori in gioco, può succedere di tutto"

TRENTO. C'è anche un po' di Trentino nell'ambiziosa squadra di (almeno) 85 atlete ed atleti Azzurri in partenza per i Mondiali di atletica di Tokyo: sarà la capitale del Giappone dal 13 al 21 settembre a ospitare la rassegna iridata, tradizionalmente l’evento più importante dell'annata post-olimpica.

 

Ci sarà Nadia Battocletti, ci sarà uno Yeman Crippa che di fatto è ormai uno dei veterani dell'Italia dell'atletica, desiderosa di confermare il suo ottimo momento: il trentino classe '96 sarà impegnato lunedì 15 settembre in quella che è una delle gare "regina" della manifestazione, la maratona, diventata ormai piano piano la specialità di un atleta che dopo aver scritto straordinarie pagine di storia nel mezzofondo ha voglia di dimostrarsi tra i big internazionali anche della distanza più lunga

 

Per farlo Yeman ha vissuto un'estate di lavoro instancabile: "Tra luglio e agosto - racconta Crippa a il Dolomiti - nel periodo che ho passato a St. Moritz ho caricato veramente tanto: le sensazioni oggi sono ottime, il fisico risponde bene, il test di Feltre (gara vinta sabato sera, ndr) è stato l'ultimo prima del Mondiali ma chiaramente una gara sui 10 chilometri è diversa dalla maratona. Sono positivo e pronto a dare tutto". 

 

Il 29enne nato a Dessiè sta proseguendo la sua lunga trasformazione da mezzofondista e maratoneta, e cioè da atleta che corre i 5.000 e i 10.000 metri in pista a runner sulla distanza più lunga dell'atletica. "Il passaggio dal mezzofondo alla maratona è stato figlio di una decisione ragionata - prosegue -, una transizione affrontata con la giusta calma, senza ansie o fretta di fare tutto subito. Si tratta di un cambiamento che dal punto di vista della tabella degli allenamenti non è radicale, ma di certo all'inizio l'aumento dei chilometri si fa sentire e non è stato banale adattarsi: poi certo, col tempo ci si abitua, la testa e il corpo si settano su nuove abitudini e nuovi standard. Però va affrontato tutto con la giusta determinazione e senza bruciare le tappe, senza saltare passi intermedi: è l'unico modo per raggiungere il top anche in questa sorta di 'nuovo mondo' in cui sono arrivato".

 

Ma oggi, Crippa si sente "un maratoneta"? A questa domanda Yeman si prende qualche istante di riflessione prima di rispondere. "Diciamo che lo sto diventando. Non lo sono ancora del tutto. Credo che maratoneta lo si diventi anche dopo aver fatto esperienze importanti con gare di alto livello, dopo 5, 6, 7 maratone. A quel punto inizi dare del 'tu' alla gara, a conoscerne in maniera più approfondita ed autentica l'essenza e le dinamiche che si formano in gara. Se ho deciso di passare dal mezzofondo alla maratona è perché io - anzi noi, perché in questo processo è coinvolto tutto lo staff, crediamo che su questa distanza il mio potenziale sia più alto rispetto a quello che avevo raggiunto nelle distanze più brevi, dove non vedevo più margini di miglioramento importanti. In pista ho raggiunto i miei piccoli traguardi, poi è arrivato il tempo di cambiare. Sono ripartito da zero da un certo punto di vista, è una sfida davvero motivante e bellissima. Sui 42 chilometri nessuno ha ancora visto la mia versione migliore, nemmeno io, ma so di poter ambire a grandi cose e lavoro giorno dopo giorno con grandissima fame di crescita".

 

Quando Crippa parla dei suoi "piccoli traguardi raggiunti" si riferisce ad un palmarès che lo fa essere uno dei più grandi mezzofondisti azzurri di sempre: tanto per capirsi, sono suoi i record nazionali sui 3.000, i 5.000, i 10.000 metri piani, e pure sulla mezza maratona. E dopo aver vinto medaglie pesanti agli Europei, ora nel mirino c'è la maratona mondiale di Tokyo: "Il percorso della gara del 15 settembre non mi fa paura, c'è un po' di salita nel finale tra il chilometro 38 e il 40 ma come al solito saranno tantissimi i fattori in gioco in una gara che è davvero molto delicata e in cui da un momento all'altro può succedere di tutto. Non sarà una maratona 'normale', di quelle che si fanno in primavera e in autunno, c'è da gestire la gara con la mente accesa e la capacità di leggere le situazioni di corsa. Bisogna essere forti ma anche intelligenti, non ci sono 'lepri', è una sfida uomo contro uomo. E poi c'è l'incognita della temperatura, perché probabilmente a Tokyo farà caldo e l'aria sarà umida, un contesto che naturalmente sarà uguale per tutti ma in cui ognuno reagisce in maniera differente". 

 

"Obiettivo? Arrivare più avanti possibile, stare davanti il più possibile, giocarmi tutte le carte al meglio. Ogni maratona è diversa, e come ho detto in ogni momento si può andare in crisi: a Parigi nella maratona olimpica dell'estate scorsa ero convinto di fare benissimo, avevo lavorato al massimo, le aspettative che avevo su me stesso erano estremamente alte, e all'improvviso al 35esimo chilometro di corsa è arrivata la 'botta', e sono arrivato al traguardo molto indietro. Quindi oggi dico che guardando a Tokyo fare un pronostico o darsi un obiettivo in termini di posizione al traguardo è insensato e molto difficile: staremo a vedere come andrà, io arrivo da una preparazione lunga e proficua in cui ho lavorato al massimo giorno dopo giorno ed è quello che dovevo fare per arrivare a questo appuntamento al top delle mie potenzialità attuali". 

 

Intanto ci sarà l'emozione di tornare nello stadio nazionale di Tokyo dove nell'Olimpiade 2021 l'Italia dell'atletica con 5 ori pesantissimi ha fatto la storia. "Beh, forse il mondo dell'atletica che fino a quel momento ci snobbava si è accorto di noi - riprende Crippa -: l'Italia a settembre sarà rappresentata da un gruppo di atleti di altissimo livello, oggi di certo più rispettato e considerato di qualche anno fa. In ogni gara, quasi in ogni gara, abbiamo la possibilità di fare medaglia, ci sono tanti giovani fortissimi; io ormai sono praticamente uno dei veterani, credo che siamo in un ciclo davvero positivo e vincente per l'atletica azzurra. Merito di atleti e allenatori, non dimentichiamocelo. Godiamoci il momento e cerchiamo di vincere più medaglie possibili, di certo ci divertiremo".  

 

E poi ci saranno tante giornate di emozioni e atletica al massimo livello internazionale da seguire da vicino: "Sì, mi guarderò un sacco di gare, ci saranno tanti amici e colleghi impegnati in quei giorni. Dove c'è qualche azzurro in gara io lo seguo e tifo per loro. Come tiferò per i tanti amici etiopi che gareggiano nei 5.000 e nel 10.000 metri".

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