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Trento
16 novembre | 19:40

Pinè - Bolghera si dovrà rigiocare. Il Giudice Sportivo dà torto all'arbitro e stigmatizza il comportamento della società di San Bartolameo

Come è noto, le maglie del direttore di gara e della squadra ospite, la Bolghera, erano del medesimo colore - nere - e l'arbitro, disponendo di una sola  divisa e non potendo indossarne una diversa per motivi legati alla sponsorizzazione, si è detto impossibilitato a "cambiarsi d'abito". La Bolghera, dal canto proprio, ha rifiutato la proposta del Pinè d'indossare una maglia fornita dalla società di casa e, dunque, l'enpasse non è stato superato

Pinè - Bolghera si dovrà rigiocare

TRENTO. Pinè - Bolghera (come era ampiamente preventivabile) si dovrà rigiocare. O, meglio, giocare, perché la gara - in programma domenica scorsa sul campo di Bedollo e valevole per il campionato di Seconda Categoria - nemmeno è iniziata.

Il Giudice Sportivo, di fatto, ha stabilito che vi fossero le condizioni per scendere in campo e, dunque, l'arbitro avrebbe dovuto far iniziare comunque la partita.

 

Come è noto, le maglie del direttore di gara e della squadra ospite, la Bolghera, erano del medesimo colore - nere - e l'arbitro, disponendo di una sola  divisa e non potendo indossarne una diversa per motivi legati alla sponsorizzazione, si è detto impossibilitato a "cambiarsi d'abito". La Bolghera, dal canto proprio, ha rifiutato la proposta del Pinè d'indossare una maglia fornita dalla società di casa e, dunque, l'enpasse non è stato superato. (QUI ARTICOLO)

 

Nemmeno quando dall'Aia hanno autorizzato il proprio tesserato a far iniziare la gara in quelle condizioni (a conti fatti la confusione sarebbe stata solamente per le due squadre in campo e non per lo stesso l'arbitro) la situazione è cambiata perché, a quel punto, il direttore di gara riteneva non vi fossero le condizioni per far sì che la partita si disputasse.

 

"Letto il referto arbitrale - si legge nella sentenza del Giudice Sportivo, pubblicata sul dispositivo ufficiale del Comitato Trentino della Figc -, appreso che la società Bolghera, squadra ospite, si presentava con divisa da gioco del medesimo colore del direttore di gara (nero), appreso che il direttore di gara e le due squadre, anche a causa della scarsa collaborazione mostrata dalla società Bolghera, non trovavano una soluzione per ovviare a tale ostacolo cromatico, appreso in ogni caso che il direttore di gara riceveva successivamente dal proprio Organo Tecnico autorizzazione ad iniziare la gara anche in presenza di detto ostacolo, appreso che, successivamente alla comunicazione alle squadre di tale decisione, si verificava uno scontro acceso tra i dirigenti delle due società (Cornelatti Bruno e Mattivi Daniele), che coinvolgeva poi anche altri tesserati non identificati, appreso che il direttore di gara, considerato il clima di tensione, decideva di astenersi dall'iniziare la gara, "ritenendo che ci fossero concreti rischi per l'incolumità dei tesserati" e condizioni tali da non consentire allo stesso “di dirigere la gara in piena indipendenza di giudizio”, ritenuto che la situazione descritta nel referto arbitrale, pur connotata da forti tensioni tra le due squadre, non fosse tale da impedire lo svolgimento della gara, delibera la ripetizione della gara a data da destinarsi da parte del competente Comitato Provinciale di Trento".

 

Considerazioni finali.

Punto primo: che qualcuno doti prima possibile tutti gli arbitri di una seconda divisa (o ci sono, in ambito regionale, fischietti di serie A e di serie B?), senza dover ricorrere alla "carità" delle società, invitandole ad acquistare una divisa "sostitutiva" per i direttori di gara da utilizzare in situazioni "particolari".

Punto secondo: che agli arbitri designati per le partite di prime squadre venga trasmessa maggior personalità. Se arriva l'ok dell'Aia, possono bastare qualche "parola grossa" e una scaramuccia verbale per far sì che il clima non sia tale da iniziare una gara? Quante partita, allora, dovrebbero essere rinviate ogni settimana?

Punto terzo: i giocatori della Bolghera saranno felici di tornare a Bedollo e giocare la partita in notturna, a metà settimana, o avrebbero preferito scendere in campo domenica? La società di San Bartolameo, che ha le proprie ragioni (riconosciute dal Giudice Sportivo), non poteva proprio accettare la proposta del Pinè e poi sollevare il caso (che deve essere certamente oggetto di riflessione) da una posizione forza? Quella, appunto, supportata dal buonsenso.

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