Più forte della stanchezza, degli acciacchi e di Rune: Sinner piega il danese in tre set (6-2, 5-7, 6-4) e vola in semifinale a punteggio pieno alle Atp Finals
Per la prima volta in carriera l'altoatesino piega il numero 8 al mondo. "Grazie mille del supporto, mi avete aiutato tantissimo oggi" le parole del fuoriclasse di San Candido al termine del match rivolte al pubblico

TORINO. Al 70%, ma tanto basta. Con la stanchezza della battaglia contro Djokovic ancora nelle gambe (e nella schiena), contro le motivazioni di un avversario che era ad un bivio (o vincere o andare a casa) e contro, come lui stesso ha ammeso, "un po' di nervosismo".
Jannik Sinner è ormai nell'iperspazio e, anche se non era nella sua miglior serata, anche giocando al di sotto delle sue potenzialità massimali riesce ad avere ragione di un avversario ostico quale è Holger Rune, numero 8 al mondo e mai battuto, sino ad oggi, dal campione altoatesino.
6-2, 5-7, 6-4 il risultato finale in favore del numero 4 della classifica con una certezza: è lui l'uomo da battere alle Atp Finals di Torino.
Pronti - via e, bum bum, Sinner piazza subito il break ai danni del danese, che prova ad essere aggressivo ma viene respinto (con perdite) ad ogni attacco. L’altoatesino va sul due a zero e poi, tanto per mettere subito le cose in chiaro, strappa nuovamente il servizio a Rune, che non riesce ad affondare il colpo, venendo infilato regolarmente ogni volta che avanza a rete.
Sullo 0-4 Rune ha un sussulto d’orgoglio e, nonostante un doppio “doppio fallo”, riesce finalmente a muovere il tabellino. Ma è il classico fuoco di paglia, perché Sinner riprende subito a marciare al proprio ritmo e il resto è pura formalità: in 32 minuti appena, ’azzurro s’impone 6 a 2 e la sensazione è che abbia dovuto impiegare la metà delle energie messe in campo martedì contro Djokovic.
Nel secondo set la musica cambia con Rune che alza i giri del motore e Sinner che continua a faticare un po’ sulla “prima” di servizio. Il fuoriclasse si San Candido accusa un problema alla schiena a metà parziale che ne condiziona, in maniera evidente, il rendimento. Si arriva “regolarmente” al 5-5 senza che nessuno riesca a piazzare il break: il danese tiene il servizio e poi va 40-0 sulla battuta dell’altoatesino, che annulla i prime due set point, ma sul terzo sbaglia la voleé e viene punito dall’avversario.
Anche all'inizio del "terzo" appare evidente come Sinner abbia un problemino fisico e non sia la "macchina perfetta" vista contro Djokovic. L'altoatesino resta aggrappato al match con le unghie e con i denti ma, nel quarto game sul 2 a 1 in favore di Rune, qualcosa cambia. Dagli spalti tornano i cori, e Jannik ritorna a picchiare forte, più forte degli acciacchi e degli atteggiamenti del danese, a tratti assolutamente insopportabile.
Sul 4 a 4 si guadagna tre break point, Rune ne annulla due, poi l'attacco di dritto e la volée sono due pennellate: break e si va a servire per il match. Sul 30 a 15 il dritto termina fuori di un nonnulla e l'esultanza dello scandinavo è eccessiva. Poco male, perché alla prima occasione Sinner chiude i conti e s'impone 6-4.
Gioco, partita, incontro: per la prima volta un azzurro approda alle semifinali. A punteggio pieno. Incredibile, pazzesco. No, semplicemente Sinner.


















