"Agli Us Open Jannik è stato dominante. Per batterlo serve un Alcaraz al cento per cento". A Il Dolomiti, l'ìntervista a Stefano Pescosolido, la "voce" del tennis di Sky Sport
Benvenuti nell'era di Jannik Sinner, dunque. Parola di chi ha raccontato gli Us Open dalla posizione commento. Da oltre 10 anni Stefano Pescosolido, ottimo tennista azzurro degli anni '90, con un "best" che l'ha portato alla posizione numero 42 del ranking, è una delle voci più competenti e apprezzate di Sky Sport. "In tanti hanno parlato a sproposito della vicenda doping, senza aver letto la sentenza. Kyrgios? Ha dato fiato alla bocca"

TRENTO. "Se la vittoria di Jannik Sinner agli Us Open è sembrata "semplice" è solamente perché a New York è stato dominante. Siamo nella sua era".
Mentre all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, l'ItalTennis è impegnata contro il Brasile nel girone di semifinale di Coppa Davis, il trionfo di domenica sera del numero uno al mondo (che nel frattempo ha fatto rientro a Sesto per stare qualche giorno con i genitori e la zia) è ancora di stretta attualità.
Sì, perché ormai è lo stesso Sinner ad aver abituato tifosi e addetti ai lavori: ok il trionfo, ma è già il momento di pensare a ciò che sarà, ai prossimi impegni in Cina, alle Atp Finals di Torino e poi alle Finals di Coppa Davis, con gli azzurri che difenderanno il trofeo conquistato lo scorso anno a Malaga.
Dopo mesi complicati per la vicenda legata alla positività al doping, durante i quali il numero 1 al mondo ha dovuto fare i conti con una situazione che lo "macerava", nel momento in cui è tornato ad essere tranquillo e a stare bene fisicamente è tornato anche ad essere vincente.
A Cincinnati ha fatto le prove generali conquistando il Masters 1.000 in Ohio e poi ha scritto il proprio nome nell'albo d'oro degli Us Open, impresa mai riuscita ad nessun italiano, dopo aver trionfato a gennaio all'Australian Open.
Benvenuti nell'era di Jannik Sinner, dunque. Parola di chi, la kermesse di Flushing Meadows, l'ha raccontata dalla posizione commento. Da oltre 10 anni Stefano Pescosolido, ottimo tennista azzurro degli anni '90, con un "best" che l'ha portato alla posizione numero 42 del ranking, è una delle voci più competenti e apprezzate di Sky Sport.
Dopo aver raccontato l'intero percorso del fuoriclasse altoatesino agli Us Open e, assieme alla collega Elena Pero, è stato anche il cantore della finalissima, che ha visto Sinner travolgere Fritz davanti ai 24mila dell' "Arthur Ashe".
E, nell'intervista rilasciata in esclusiva a Il Dolomiti, mentre si trova a Bologna per commentare gli impegni di Coppa Davis degli azzurri, ha parlato a 360 gradi del fuoriclasse altoatesino.
Pescosolido, la sensazione è che Sinner abbia trionfato agli Us Open senza aver dovuto giocare al massimo. E' così?
"Semplicemente: Jannik è stato dominante. Ha avuto qualche difficoltà all'inizio, poi non ce n'è stato più per nessuno. Guardate che Fritz, in finale, non ha giocato male, anzi ha disputato un'ottima partita, ma dall'altra parte c'era il migliore del mondo, un fuoriclasse che ha una forza mentale incredibile. Sotto 5-3, nel terzo set, dopo non essere riuscito in precedenza a piazzare il break, è salito nuovamente di livello ed è tornato a spingere fortissimo. Imponendosi poi 7-5, dunque vincendo quattro game di fila. Diciamo che, in generale, "ha fatto veloce", visto che ha lasciato le briciole agli avversari. Ha avuto qualche difficoltà all'inizio del torneo, poi non ce n'è stata più per nessuno".
I risultati e la classifica lo dicono chiaramente: Sinner è il più forte del mondo. E lo ha dimostrato, ancora una volta.
"E vorrei anche vedere. Io credo che l'unico che può batterlo, a patto che sia al cento per cento, è Alcaraz, che ha gli strumenti per contrastare il gioco di un tennista favoloso e forte in ogni fondamentale. Ecco: un Alcaraz al massimo se la può giocare anche contro il miglior Sinner anche se, dal punto di vista mentale, Jannik non ha eguali. Gli altri, onestamente, li vedo "staccati": Djokovic ha vinto le Olimpiadi ma l'età passa per tutti, Zverev è numero 2 ma non a quel livello e Medvedev a New York ha fatto tutto quello che poteva ma è stato sconfitto in quattro set. E poi adesso è in grado di vincere in modi diversi, partite diverse: con Draper di fisico, contro Medvedev con la tattica, contro Paul è stata partita dura ed è stato Sinner a travolgere l'avversario".
Ha solo 23 anni, è vero, ma ha già raggiunto un livello clamoroso. Può migliorare ancora? E se sì, in cosa?
"Jannik è un tennista straordinariamente completo. Può migliorare, ma stiamo parlando di dettagli, di percentuali in determinati momenti dell'incontro. In alcuni momenti di alcuni incontri cala sulla prima di servizio, altre volte dovrebbe giocare di più a rete, come magari accaduto nel quarto di finale a Wimbledon contro Medvedev. In generale è progredito in tutti i fondamentali, al servizio, con il dritto, con il rovescio e a rete. Il tutto, insomma, abbinato ad un grande atletismo e, non smetterò mai di ripeterlo, ad una tenuta mentale unica. Da assoluto fuoriclasse, propria solamente dei grandissimi del tennis. Sinner è uno di quei campioni che, appena ha vinto un trofeo, pensa già al prossimo. Già ne discorsi post trionfo parlava di lavorare e migliorarsi. E' un campione che, durante i giorni di riposo, non vede l'ora di tornare in campo per allenarsi. Questo fa la differenza, eccome se la fa".
Adesso qualche torneo e poi le Finals di Torino. Dove arriverà, ovviamente, da favorito. E in campo ci sarà un Sinner molto più forte dello scorso anno.
"E' il numero 1 e, dunque, va da sé che sia il favorito, anche se molto dipenderà dalla stato di forma. Nel 2023 arrivò in finale e trovò un Djokovic che aveva potuto "gestirsi" nella prima fase e, dunque, con qualche energia in più. Sul veloce, davanti al pubblico "di casa" e con la giusta condizione sarà certamente l'uomo da battere".
Vicenda doping: in tanti, troppi, hanno parlato a sproposito.
"Sì, e la maggior parte di questi soggetti lo ha fatto senza alcuna cognizione di causa, perché quasi nessuno si è preso la "briga" di leggere le 33 pagine della sentenza, dove tutto era spiegato in maniera più che chiara. Essendo il numero 1 al mondo è normale che se ne sia parlato tanto. Ciò che mi dispiace maggiormente sono stati i commenti di alcuni tennisti: Alcaraz ha la scusante di non avere ancora grande dimestichezza con l'inglese, Djokovic deve fare quello che sta dalla parte degli "altri". Kyrgios, invece, ha parlato per dare fiato alla bocca e basta".
Due tornei del Grande Slam vinti da Sinner nel 2023, entrambi sul veloce, due quelli conquistati da Alcaraz. Jannik e lo spagnolo potrebbero "dividersi" gli Slam per tanti anni?
"Ma io non credo che l'azzurro sia così lontano dallo spagnolo anche su altre superfici. Sull'erba, ad esempio, non vedo tutto questo divario: a Wimbledon, se ben ricordiamo, Sinner ha perso al quinto set contro Medvedev nei quarti, dovendo fare i conti con un problema fisico e con la "vicenda" doping che pesava sull'umore e sulla testa. E al Roland Garros ha perso contro Alcaraz dopo una lunghissima battaglia, al quinto parziale. Ecco, le partite sulla terra rossa sono più lunghe, ma io non vedo assolutamente Jannik già battuto né a Parigi né a Wimbledon. Per me può vincere sempre e su qualsiasi superficie".
Sinner le ricorda qualche fuoriclasse del passato o Jannik è... Jannik.
"Mah, lui ha un po' di tanti campioni del passato. Magari non possiede la tecnica di Federer - ma quella chi la ha? - ma ha certamente la determinazione e i grandissimi colpi da fondo campo di Agassi, la mentalità e la voglia di vincere - sempre e comunque - propri di Nadal e Djokovic. La certezza è che siamo di fronte ad un campione che ha già scritto e scriverà pagine importantissime della storia di questo sport".
Chiudiamo con la Coppa Davis. Senza le due "punte di diamante" l'Italia schiererà comunque una super formazione contro Brasile, Belgio e Paesi Bassi.
"Senza dubbio. Non ci saranno né Sinner né Musetti, ma comunque Volandri potrà contare su un gruppo di assoluto livello con Matteo Berrettini che oggi è 44 del mondo, ma sappiamo tutti quanto vale e l'attuale classifica è figlia esclusivamente dei problemi fisici accusa negli ultimi anni. Attenzione, però, a non pensare che sarà tutto semplice con il doppio che avrà un ruolo fondamentale. Possiamo contare su di una grandissima coppia, quella formata da Bolelli e Vavavassori, che però non ha esperienza in Davis. Siamo i favoriti per il passaggio del turno, ma non bisognerà sottovalutare gli avversari. Certo è che per il tennis azzurro è un grandissima momento, sia in ambito maschile che femminile".












