"Doping? Quella di Sinner una situazione assurda". Dorothea Wierer si schiera con Jannik: “Un bravo ragazzo e un grande atleta: spero si risolva tutto presto”
Per la fenomenale biatleta altoatesina si avvicina l'inizio della nuova stagione invernale dopo un'estate in cui ha vestito anche i panni dell'inviata per Eurosport alle Olimpiadi di Parigi

TRENTO. È una donna diretta, Dorothea Wierer. La grandezza della regina del biathlon internazionale sta anche nella sua capacità di arrivare al punto.
Nello sport di cui è campionessa assoluta, ma anche nel modo di comunicare, di approcciarsi ai problemi, di affrontare le sfide.
Un’altoatesina tutt’altro che “fredda”. E una che il mondo dello sport e degli atleti di altissimo livello lo conosce bene.
Non stupisce quindi che la fenomenale 34enne di Anterselva, in piena preparazione verso la stagione invernale dove proverà a confermarsi nelle alte sfere celesti dei biathlon mondiale, non si sottragga a una considerazione sulla “tempesta” che sta attraversando il suo quasi compaesano Jannik Sinner (QUI L’ARTICOLO).
“Jannik sta passando una situazione davvero stranissima – commenta Dorothea parlando a Il Dolomiti -, spero che si risolva presto tutto per il meglio”.
“Non riesco quasi a mettermi nei suoi panni, dev’essere veramente tutto assurdo – prosegue Wierer -; forse nemmeno la Wada ha le idee troppo chiare in questa vicenda... Chissà, magari un ruolo potrebbero averlo giocato anche le critiche arrivate da altri atleti e dalle polemiche mediatiche che sono nate su questa vicenda. Quello che so è che Jannik è un bravissimo ragazzo, un grande professionista e un grande atleta, sono sicura che come ha già dimostrato non ha nulla da nascondere. Dev’essere davvero poco piacevole giocare per mesi con il pensiero di essere in quella situazione, e adesso per un po' per lui sarà lo stesso: una situazione che per un atleta è davvero frustrante e stressante, perché sai di non aver fatto niente di sbagliato ma anche che il tuo destino è nelle mani di altri”.
Un'analisi di grande lucidità “giornalistica” che può essere, perché no, anche il frutto dell’esperienza vissuta da Dorothea inviata di Eurosport alle Olimpiadi estive di Parigi, dove la campionessa del biathlon ha potuto vivere in primissima linea le emozioni dei giochi a cinque cerchi parigini.

“Una bellissima esperienza, in cui mi sono davvero riempita gli occhi e il cuore di emozioni fortissime. Vivere così da vicino la potenza del più grande evento sportivo del mondo è davvero impressionante. E poi è bello vedere il dietro le quinte, quelle piccole e grandi cose a cui normalmente non si fa caso. È stato davvero bellissimo, e anche stancante. Gli sport che mi hanno impressionato di più? Ne ho visti così tanti, alcuni anche per la prima volta. Mi hanno colpito tantissimo la ginnastica ritmica e artistica. Fanno delle cose dell’altro mondo! Emozionante anche il beach volley, il ciclismo, pure il tiro con l’arco che con la parte di sparo in piedi del biathlon qualcosa in comune lo ha. Che emozione gli stadi pieni, la passione della gente. Le Olimpiadi estive hanno davvero una marcia in più rispetto a qualunque altro evento sportivo del pianeta”.
Passando al biathlon e alla stagione invernale ormai alle porte, Dorothea si racconta pronta a un’annata di riscatto dopo le difficoltà della scorsa stagione, legate peraltro soprattutto ad acciacchi e malanni: "Quest’estate tra Parigi e qualche giorno di malattia ho perso qualche ora di allenamento, anche se sono sempre riuscita a conciliare i miei impegni in Francia con la tabella della preparazione che avevamo in mente. Ora siamo rientrati dal ritiro con la nazionale e siamo pronti a riprendere le competizioni. Tra poco si fa sul serio: credo che le prime gare mi serviranno ad entrare nella forma migliore, con l’andare della stagione di Coppa del Mondo. Però mi sento bene, mi sto impegnando molto: il duro lavoro pagherà".
Una stagione di Coppa del Mondo che prevede anche qualche piccola ma sostanziale modifica: in particolare, il nuovo sistema di distribuzione dei pettorali di partenza per le gare sprint e individuali che “sfavorisce” i primissimi della classifica generale relegandoli nel terzo gruppo ed esponendoli a una neve “deteriorata” e a condizioni al poligono potenzialmente molto diverse rispetto a quelle dell’azzeramento. “È una scelta dell’Ibu (la federazione internazionale del biathlon, ndr) che mi sento di sostenere, perché rende più spettacolare dal punto di vista televisivo quelle gare: se l’Ibu come sembra dovesse fare i conti con un 30-40% in meno di diritti televisivi per la nuova stagione e questo potesse aiutare, allora ben venga. Prima di criticare a prescindere, vediamo come va”.
Quel che è sicuro è che per Dorothea, che ha annunciato di voler rimanere in attività per almeno altri due anni, sarà una lunga volata verso Anterselva 2026, le Olimpiadi a “casa sua”. E state pur certi che le emozioni (e i risultati) da qui al febbraio 2026 non mancheranno.












