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Dopo il trionfo europeo, Crippa punta alla maratona olimpica. Il tecnico Pegoretti: "Abbiamo già provato il percorso di Parigi. Se Yeman sarà al top ne vedremo delle belle"

Il mezzofondista trentino non parteciperà alla gara dei 10mila. "Sarebbe stato protagonista, ma la testa e le gambe sono già verso l'appuntamento olimpico. Per preparare una maratona servono tre mesi di lavoro specifico. Siamo in linea con i programmi. Il percorso? Diverso rispetto a quelli tradizionali, con salite e discese. Se sarà al 100%, e dovrà essere al 100%, ci divertiremo"

Di D.L. - 10 giugno 2024 - 20:54

ROMA. Tanta la fatica, enorme la gioia, anche se è già il momento di pensare a ciò verrà tra due mesi.

 

Domenica mattina Yeman Crippa ha portato l'Italia sul tetto d'Europa: la Nazionale italiana di atletica leggera sta raccogliendo risultati incredibili nella massima rassegna continentale romana e uno dei "sigilli" più preziosi è quello apposto dal mezzofondista trentino, che ha trionfato nella mezza maratona disputata tra i monumenti della Capitale, in uno scenario assolutamente unico e mozzafiato.

 

Dopo il titolo di campione d'Europa dei 10mila metri, conquistato due anni fa a Monaco di Baviera, il 27enne tesserato per le Fiamme Oro si è regalato un'altra medaglia d'oro prestigiosa. Yeman non difenderà il titolo conquistato ventiquattro mesi fa in Germania, perché nella sua testa e in quella dello staff che lo segue ci sono già una località e una data: Parigi, 10 agosto 2024.

 

L'Olimpiade rappresenta (e ci mancherebbe) "l'appuntamento degli appuntamenti", non solamente dell'anno, ma addirittura di un carriera, anche se Crippa è giovane e potrà ambire a partecipare ad altre edizioni dei giochi a Cinque Cerchi.

 

La prova olimpica sui 42,195 sarà particolarmente dura: il percorso, assolutamente atipico, con salite e discese, potrebbe sparigliare le carte. Yeman l'ha provato, a metà maggio, quando si è recato nella capitale francese con il suo staff, percorrendo circa trequarti di gara, studiando le asperità del tracciato e tornando in Italia con un ulteriore convinzione. Se la condizione lo assisterà e qualcuno dei favoriti non sarà nella sua miglior giornata, potrebbe scapparci la "sorpresona".

 

"Yeman sta bene e domenica ha fatto una grande gara - racconta il suo allenatore Massimo Pegoretti che, assieme al manager trentino Gianni Demadonna "scoprì" Crippa tanti anni fa -. Abbiamo festeggiato, certo che sì, ma nel modo giusto e senza esagerare, perché è già il momento di pensare a quello che sarà l'appuntamento clou dell'anno, la maratona olimpica. Di qui la decisione di non correre i 10mila dove, non ho dubbi, sarebbe stato certamente protagonista, ma che non avevamo preparato in maniera specifica. Senza contare che la gara in pista sui 10 km avrebbe portato, inevitabilmente, ad un ulteriore dispendio di energie. Adesso è il momento di concentrarci su Parigi: per arrivare pronti ad una maratona servono 12-13 settimane di lavoro specifico. Abbiamo iniziato un mese fa, siamo stati anche a Parigi per "testare" il tracciato di gara, siamo in linea con i programmi anche se, nel percorso preparatorio, abbiamo dovuto tenere conto della "mezza" europea. Adesso è importante riprendere e concentrarci esclusivamente sulle Olimpiadi".

 

Olimpiadi a cui Yeman arriverà da campione europeo con una gran voglia di "rompere" gli schemi prestabiliti e complicare la vita ai favoriti.

 

"Se arriverà al 100 per cento - prosegue Pegoretti - e ci deve arrivare al 100 per cento, sono convinto ne vedremo delle belle. Quella di Parigi sarà una maratona particolare, differente da tutte le altre. Abbiamo visto il percorso, l'abbiamo "provato" per una trentina di chilometri, dal settimo al trentasettesimo: il tracciato non è lineare e non è completamente pianeggiante. Anzi, ci sono un paio di "strappi" che possono far male a chiunque, compreso il "muro" al 28esimo chilometro che presenta pendenze nell'ordine del 12 - 13% e potrebbe "restare" nelle gambe anche dei migliori e condizionare in maniera importante l'ultima parte di gara. E poi, credo, sarà una maratona molto tattica, non ci saranno lepri e questo potrebbe favorire chi non parte da favorito, come invece accaduto domenica, quando Yeman era l'osservato numero uno da parte di tutti gli altri concorrenti".

 

Domenica Pegoretti ha "accompagnato" il suo allievo lungo il percorso. Lui a bordo di un monopattino elettrico, mentre Crippa metteva dura prova le gambe di tutti gli avversari.

 

"A Parigi - conclude ridendo con poca voce (la maggior parte l'ha utilizzata per dare informazioni e incitare il suo allievo durante la gara) -, durante la ricognizione del percorso olimpico, io ero in bicicletta e lui mi ha staccato sulla "rampa" di cui vi parlavo poc'anzi. Adesso ci aspettano altri due mesi di grandi fatiche, a cominciare da venerdì quando faremo un "lungo". E poi bisognerà abituarsi anche alle salite e alle discese: noi trentini, gente di montagna, sappiamo bene quanta fatica si faccia a scendere da una cima e come lavorano i muscoli su di un percorso non pianeggiante. Ma ripeto la mia idea: se Yeman starà bene ci sarà da divertirsi".

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