"E' la Nazionale di atletica più forte di sempre". Franco Bragagna: "Attenzione a Crippa e Battocletti alle Olimpiadi. Potrebbero regalarci qualcosa di bello"
"La nazionale multietnica? Ormai è la normalità, una splendida normalità. Più che sulla multietnicità della Nazionale io mi soffermerei sul fatto che questa è una squadra formata da grandi talenti, che sono anche bravi ragazzi, intelligenti e mai banali. Sono tutti sul "pezzo", sono loro stessi a spiegarti cosa non è andato bene nelle interviste post gara, senza trincerarsi dietro le frasi fatte o i modi di dire. Hanno cultura"

TRENTO. "Una Nazionale così non l'abbiamo mai avuta. E', di gran lunga, la più forte di sempre. Senza precedenti".
Parole e musica sono di Franco Bragagna, da decenni la "voce dell'atletica leggera sulle reti Rai. Reduce dagli Europei di Roma dove, in ore e ore di dirette, ha raccontato le "magie" degli azzurri, capaci di conquistare 11 ori, 9 argenti e 4 bronzi nella massima rassegna continentale. Numeri da capogiro che, per l'appunto, rendono la Nazionale attuale la più forte di sempre.
Il giornalista bolzanino adesso si prepara per le Olimpiadi di Parigi. Saranno i suoi ultimi Giochi Olimpici in postazione di commento. Nel 2026 compirà 67 anni: sarà certamente alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina per lo sci di fondo, lo short track e altre discipline e poi la "last dance" professionale potrebbe avvenire proprio con i prossimi Europei, in programma tra ventiquattro mesi a Birmingham.
Ma, intanto, c'è da pensare ai prossimi giochi a Cinque Cerchi. Con l'Italia dell'atletica che andrà nella capitale francese con l'obiettivo di recitare la parte del leone.
Bragagna, senza girarci troppo attorno: quante medaglie potrebbero vincere gli azzurri nell'atletica leggera?
"Tante. Potenzialmente, sottolineo potenzialmente perché poi subentrano tanti altri fattori e, dunque, fare pronostici è sempre rischioso, possiamo fare incetta. I nomi? Beh, Tamberi, Jacobs, la 4x100, due - tre medaglie potrebbero arrivare dalla marcia con Palmisano e Fortunato, tra prove individuali e staffetta mista, poi Fabbri, Diaz, Iapichino, Furlani. Sibilio dovrà fare i conti con tre fenomeni assoluti, ma se uno "buca" lui c'è sicuramente e Fantini non è così lontana. E poi, ovviamente attenzione a Yeman (Crippa, ndr) e Nadia (Battocletti, ndr)".
Ecco, appunto, i due trentini. Hanno chances di medaglia o gli atleti africani sono irraggiungibili? Di un altro pianeta, per dirla chiaramente.
"No, non lo sono. Yeman potrebbe regalarci qualcosa di bello e il percorso non è lineare e per nulla semplice. Ci sono grandi atleti ma non un lotto di fenomeni assoluti che faranno gara in solitaria. E nella maratona olimpica non ci sono le "lepri", quelle che permettono ai "big" di fare i grandi tempi in gare completamente pianeggianti. E anche Nadia potrebbe fare grandi cose: a memoria ricordo solamente la Dibaba con un 400 finale come il suo e, dunque, o la "stroncano" prima, altrimenti potremmo vederne delle belle. In una gara da 14'20" le ci sta ed ha dimostrato di poter assorbire i cambi di ritmo, anche quelli "pesanti". E' migliorata tantissimo e ha ancora margini".
Crippa ha vinto la mezza maratona europea da dominatore assoluto.
"Ha corso alla grande, questo certamente, ma era troppo più forte degli altri. Non ha avuto bisogno di fare nemmeno cose "particolari": è sempre rimasto davanti, nessuno ha provato ad attaccarlo, si è messo a tirare al momento giusto e poi, quando c'era da allungare, ha dato lo strappo decisivo. Ha dominato la prova, come ci aspettava potesse fare".
Per Nadia Battocletti è arrivata, invece, una doppietta memorabile.
"Nei 5mila è stata semplicemente formidabile, anche da un punto di vista tattico. Non ha sbagliato una virgola dal primo all'ultimo metro con un finale entusiasmante. Grovdal ha provato a staccarla, ma non ci è riuscita e, nel finale, si sapeva non ci sarebbe stata storia. Nei 10mila, invece, ha fatto una gara "normale", anche se di normale non c'è nulla quando corri a quelle velocità per 10 chilometri e ha vinto perché era nettamente superiore a tutte le altre. Non c'è stata mai partita".
Siamo nel 2024, ma si parla ancora di nazionale "multietnica". Incredibile, vero?
"Tutte le nazionali italiane lo sono e allora? Ormai è la normalità, una splendida normalità. E poi l'avete mai sentito parlare Lorenzo Simonelli? Lui è "romano del Roma". E la meravigliosa "C" aspirata di Larissa Iapichino? Chi è più toscano di lei. Sono discorsi che non reggono più e sottolineare questo aspetto significa non avere nulla da dire. Più che sulla multietnicità della Nazionale io mi soffermerei sul fatto che questa è una squadra formata da grandi talenti, che sono anche bravi ragazzi, intelligenti e mai banali. Sono tutti sul "pezzo", sono loro stessi a spiegarti cosa non è andato bene nelle interviste post gara, senza trincerarsi dietro le frasi fatte o i modi di dire. Hanno cultura. Pensate ad Ayomide Folorunso: si è diplomata con 100 alla maturità e, parallelamente alla carriera da professionista, studia medicina. E' un gruppo bellissimo, con tante eccellenze, che regalerà tantissime soddisfazioni in futuro all'atletica italiana".












