Elezioni Figc in Trentino: il presidente Stefano Grassi ad un passo dal secondo mandato assieme a tutta la sua "squadra". Staccato Rinaldi. Sabato la votazione
Nessuno degli aspiranti consiglieri della "squadra" che appoggia(va) il vice presidente uscente ha infatti raggiunto il quorum per presentare la propria candidatura e, dunque, si va verso un "all in" di Grassi, che nel 2021 ha raccolto l'eredità ultraventennale di Ettore Pellizzari. I candidati dell'attuale numero uno di via Trener - Barbacovi, Pessina, Maran, Rizzardi, Tamburini e Zamboni - hanno infatti abbondantemente superato il "limite" minimo

TRENTO. Stefano Grassi va verso la riconferma alla guida della Figc trentina.
Per l'ufficialità bisognerà attendere l' "Election Day" di sabato 14 settembre, quando le società della provincia di Trento si ritroveranno al Teatro Sanbapolis per esprimere il proprio voto, ma la presentazione ufficiale delle candidature - che sono state approvate, ma soprattutto non approvate nella serata di mercoledì - ha fornito indicazioni ben precise. Quasi definitive.
Il presidente uscente, che nel 2021 ebbe l'onere di raccogliere l'eredità ultraventennale di Ettore Pellizzari, ha infatti raccolto 61 designazioni (59 ritenute valide e 2 annullate per "doppia designazione), dunque ben più di quelle necessarie per presentare la candidatura. Lo sfidante, il vice presidente uscente Marco Rinaldi, ne ha totalizzate - invece - 48 (37 ritenute valide e 11 annullate: 2 per doppia designazione, 7 perché firmate da persona non legittimata e 2 perché presentate in fotocopia e non in originale).
Al netto degli aspetti formali, fondamentali ma che potrebbero essere "sanati" con il voto espresso in maniera regolare in sede di assemblea, la distanza tra i due candidati alla poltrona di presidente in via Trener sembra ormai incolmabile per chi insegue, alla luce anche del fatto che nessuno dei consiglieri che componevano la "squadra" di Rinaldi ha ottenuto il lasciapassare per sabato, visto che per poter accedere all'assemblea era necessario ottenere un quorum minimo di designazioni pari al 25% delle società aventi diritto al voto.
Infatti né Antonio Borghetti (32 designazioni, di cui 6 annullate), né Fabio Di Risio (31 designazioni, di cui 6 annullate), né Elena Gabrielli (32 designazioni, di cui 6 annullate), né i consiglieri uscenti Paolo Guaraldo (33 designazioni, di cui 6 annullate), Ida Micheletti (32 designazioni, di cui 6 annullate) e Renzo Rosà (32 designazioni, di cui 7 annullate) - questi ultimi tre piuttosto a sorpresa - hanno ottenuto il "limite" minimo imposto per partecipare all'elezione.
Numeri ben diversi e assolutamente "sostanziosi" sono, invece, quelli che supportano i candidati consiglieri della lista di Stefano Grassi, visto che tutti hanno abbondantemente superato il "limite" e, dunque, sono praticamente certi di essere eletti in seno al Consiglio Direttivo della Figc trentina. Si tratta del vice presidente uscente Giorgio Barbacovi (54 designazioni valide), della consigliera Enrica Pessina (55 designazioni valide), di Florio Maran (54 designazioni valide), già presidente degli allenatori trentini, oltre ai "nuovi" Lorenzo Rizzardi (55 designazioni valide), Sergio Tamburini (55 designazioni valide) e Amedeo Zamboni (55 designazioni valide).
A meno d'improbabili colpi di scena dell'ultima ora, l'avvocato Stefano Grassi resterà dunque alla guida del Comitato Trentino per i prossimi quattro anni, sino al 2028 e potrà proseguire nel lavoro intrapreso a febbraio 2021.
A lui e al Consiglio Direttivo va dato merito di aver gestito, mantenendo sempre la "barra dritta", il calcio trentino in uno dei momenti più difficili della storia, ovvero nel periodo della pandemia e, soprattutto, della ripartenza post emergenza e di aver dovuto fare i conti con l'introduzione della discussa riforma dell'ordinamento sportivo decisa dalla politica, che ha complicato e stravolto l'attività delle società sportive dilettantistiche.
La proposta di Grassi e della sua squadra è risultata convincente per i club della provincia di Trento. Negli ultimi tre anni e mezzo i risultati significativi sono stati l'abbattimento dei costi di gestione del Comitato pari a circa 50mila l'euro l'anno, grazie ad un'accorta redistribuzione degli incarichi operata dopo il pensionamento di una dipendente, con la promozione di uno dei tre attualmente operanti presso la sede di via Trener al ruolo di responsabile contabile - amministrativo e segretario. Senza dimenticare la digitalizzazione di numerose procedure e l'introduzione dei consigli di presidenza on line.
Il "fil rouge" del programma per il prossimo quadriennio è il dialogo continuo con le società. Gli obiettivi che Grassi e la sua squadra si sono prefissati sono quelli di portare avanti nelle sedi competenti istanze volte a semplificare il rapporto tra i club e i volontari dal punto di vista amministrativo ed economico, disciplinare gli adempimenti per la gestione degli impianti tenendo conto del ruolo e dell'attività delle società, adottare una sanatoria per escludere l'applicazione di sanzioni e interessi per tutti gli adempimenti relativi al periodo 1 luglio 2023 - 30 giugno 2024, effettuati in ritardo ma regolarizzati, semplificare le pratiche di tesseramento incentivando la digitalizzazione di tutte le procedure e forfettizzare i costi arbitrali per i tornei con la formula delle "gare a rapido svolgimento".
"Siamo profondamente convinti che il quadro normativo in cui si trovano ad operare le nostre società - scrive il presidente Grassi - non sia compatibile con le caratteristiche proprie di un movimento sportivo dilettantistico. Vogliamo operare al fine di contribuire a modificare l’attuale assetto, attraverso la Commissione costituita nell’ambito della LND, nonché sui vari tavoli con i rappresentanti delle istituzioni politiche locali e nazionali e delle componenti federali. Ciò con l’obiettivo di sgravare le società sia di incombenti burocratico - amministrativi che di responsabilità inaccettabili".
A tal proposito l'attivazione dello Sportello fiscale e la convenzione con le Acli per la gestione degli incombenti delle società hanno già giocato un ruolo fondamentale, ma "pur convinti che bisogna operare convintamente per uno sgravio degli impegni a carico delle Società, allo stesso tempo, consapevoli che il contesto è inevitabilmente cambiato - prosegue Grassi -, vogliamo valutare con le società, anche tramite il ricorso a figure esterne al Comitato, la creazione di una struttura di servizi (contabili, amministrativi, assicurativi, ecc.) a beneficio delle società stesse, che ne allievi gli adempimenti, sfruttando anche il principio delle economie di scala. Verranno mantenute e, se necessario, rafforzate le convenzioni per la consulenza fiscale e legale, come verrà mantenuto lo Sportello fiscale, e verrà garantita con la consueta tempestività e esaustività l’informativa su tutte le novità intervenute. Verranno esaminate le coperture assicurative esistenti, anche a livello federale, già operative per le società, al fine di valutare l’opportunità di una loro implementazione. Verrà fornito supporto per il conteggio dei premi di tesseramento e formazione, valutando eventuali proposte di revisione della loro disciplina".
Aspetto non meno importante è quello riguardante la comunicazione, che verrà certamente implementata "sia al fine di dare un servizio alle società e ai loro tesserati, sia al fine di rendere maggiormente accattivante il movimento, con l'obiettivo di favorire l'avvicinamento dei più giovani, anche come dirigenti".
La partita per l'elezione a presidente sembra, dunque, "chiusa". Resta aperta, invece, quella riguardante la nomina del nuovo delegato al calcio a 5.
Il candidato che appoggia Marco Rinaldi, Gianluca Faes, ha ottenuto 11 designazioni valide (su 16), mentre Roberto Torboli, inserito nella "squadra" di Grassi, è a quota 6 (su 7). In quest'ultimo caso gli equilibri potrebbero anche stravolgersi in sede di assemblea, vista la distanza piuttosto ridotta. E poi ci sarà da capire se, in caso di elezione, Faes proseguirà in "solitaria" nel proprio percorso, visto che tutti gli altri consiglieri della "squadra" di cui fa parte non saranno eletti.












