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La festa di Sinner nella "sua" Sesto. "Spero di aver dimostrato di essere un ragazzo normale come tutti voi". E sui suoi social, ancora una volta, vince il "low profile"

"Questi bambini sono cresciuti, come me, in un paese normale. Voglio aiutarli a sognare. Se fai quello che ti piace hai già vinto. Se combatti per le tue scelte non importa che tu sia numero 1 o 100, sei già un campione. Spero di aver dimostrato di essere un ragazzo normale come tutti voi" ha detto il numero 1 al mondo agli oltre 400 ragazzini arrivati dai circoli della Pusteria

Di D.L. - 12 giugno 2024 - 12:19

TRENTO. Sul web è tra gli sportivi più cliccati del mondo, qualsiasi contenuto lo riguardi riceve ormai migliaia di commenti ed è amato ad ogni angolo del pianeta.

 

E per gli haters (esistono anche per lui, purtroppo) il terreno è poco fertile, perché i suoi tifosi sono decisamente di più e pronti alla difesa di un fuoriclasse, amato non solamente per le sue incredibili prestazioni sportive, ma anche per l'atteggiamento, l'educazione, l'umiltà che dimostra in ogni momento, dentro e fuori dal campo.

 

Umiltà, appunto. Anche nel giorno della festa a casa sua, nella natìa Sesto, lo "stile Sinner" non cambia di una virgola. Sui canali social ufficiali del nuovo numero 1 del ranking Atp non c'è la minima traccia della giornata di gaudio e tripudio in val Pusteria. Nei prossimi giorni, certamente, verrà pubblicato qualche contenuto ma, intanto, la scelta è stata quella del "low profile". Come sempre.

 

Ad accoglierlo una folla festante, che ha sfidato la pioggia battente che si è abbattuta ieri sulla val Pusteria, le massime autorità politiche della Provincia di Bolzano, in testa il presidente Arno Kompatscher (che ha sottolineato come "Jannik Sinner rappresenti un modello per molti altoatesini e tanti ragazzi, grazie al suo spirito positivo e la sua grandissima dedizione al lavoro") e l'assessore allo sport Peter Brunner, il presidente della Fitp Angelo Binaghi e frotte di giornalisti provenienti da tutta Italia che, incuranti del maltempo, già dalla mattinata affollavano il paesino pusterese.

 

Jannik a casa ci era tornato lunedì, atterrando a Bolzano con un volo privato partito da Nizza. La serata l'ha trascorsa in famiglia e con gli amici d'infanzia e poi è stato il momento della festa, con la firma sul Libro d'Onore del comune di Sesto davanti alla folla festante. E, con assoluta naturalità, Sinner non si è fatto reggere l'ombrello da nessuno ma, anzi, è stato lui stesso a riparare prima il presidente provinciale Kompatscher e poi l'assessore Brunner.

Come, del resto, aveva fatto qualche mese or sono al torneo di Indian Wells quando, durante una sospensione del match causa pioggia, era stato lui stesso ad invitare la giovane raccattapalle a sedersi a fianco e, da gran signore, aveva retto l'ombrello, riparando la giovane tennista, rompendo uno dei cliché del rigido protocollo tennistico.

 

La sfilata in carrozza non c'è stata (per fortuna, aggiungiamo noi) e l'unica "concessione" alla tradizione è stata l'esibizione della banda in costume.

 

E come ha parlato Jannik? Anche questa è stato perfetto. E' salito sul palco con tutti i trofei conquistati, l'insalatiera della Coppa Davis, la coppa dell'Australian Open e la meravigliosa sfera di cristallo che viene consegnata a chi raggiunge la vetta del ranking e, dopo aver risposto alle domande dei bambini (con annessi successivi autografi, "cinque" e selfie, senza deludere nessuno).

 

"Questi bambini sono cresciuti, come me, in un paese normale. Voglio aiutarli a sognare. Sono contento di questa festa, di essere tornato a casa in questa piccola comunità, tra queste belle montagne che ci circondano. Se fai quello che ti piace hai già vinto. Se combatti per le tue scelte non importa che tu sia numero 1 o 100, sei già un campione. Spero di aver dimostrato di essere un ragazzo normale come tutti voi".

 

In palestra, mimetizzati tra il resto dei presenti, anche mamma Siglinde e papà Hanspeter, orgogliosissimi del figlio ma - come sempre - assolutamente defilati: si sono limitati a dire che è "una bellissima giornata". Poche parole, misurate, nessuna ricerca di visibilità: lo "stile Sinner" parte da loro e Jannik lo sta sublimando nonostante i successi e la notorietà.

 

Tra un impegno e l'altro Sinner ha anche voluto fare un saluto ai carabinieri della stazione di Sesto e non si è negato per un selfie con i soccorritori della Croce Bianca.

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